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AVGVSTO· IMPERATORE·
ILLVMINATO
Autore: Bruno Marolo
Fonte: Famiglia Cristiana n. 12/2001 © PERIODICI SAN PAOLO
Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2005
L'Imperatore Augusto è innocente davanti alla storia. Se a Roma tramontarono le istituzioni repubblicane, la colpa non fu sua, ma di un popolo che preferiva gli agi del servilismo alle asprezze della libertà. Questo il giudizio di Edward Luttwak, lo studioso americano di politica e strategia noto per le prese di posizione controcorrente. La gloria di Augusto, secondo Luttwak, poggia su su solide fondamenta e resiste alle critiche degli storici revisionisti.
- Professore, in un processo ad
Augusto sosterrebbe la difesa o l'accusa?
<<Potrei soltanto esprimere la mia ammirazione per uno statista saggio e moderato,
uno dei pochi autentici grandi della storia. Augusto non fu un condottiero, né
un conquistatore, ma fu uno straordinario stratega, che capiva quando era il
momento di fermarsi. Si rese conto che l'impero non poteva estendersi
all'infinito e ne consolidò le strutture. e Alessandro, Napoleone o Hitler
avessero avuto il suo stesso senso della misura, avrebbero risparmiato grandi tragedie
all'umanità>>.
- Come giudica il suo stile di
governo?
<<Augusto conquistò il potere con spregiudicate manovre e con guerre
civili in cui fu sparso molto sangue. Ma poi, invece di perseguitare i vinti,
instaurò un sistema che gli permetteva di esercitare tutto il potere senza
eccessi, salvando la facciata repubblicana. Non si abbandonò ai fasti e alle
stravaganze dei suoi successori. Assicurò a Roma ordine e prosperità. Per
mantenere il potere non aveva bisogno di mettere sbirri e spie a ogni angolo di
strada come i dittatori moderni>>.
- Però Augusto viene avvolte
paragonato a Mussolini...
<<Il primo a fare questo paragone fu lo storico Ronald Syme, che scrisse
nel 1939 una biografia di Augusto probabilmente rimasta insuperata. le affinità
sono evidenti, ma ci sono due differenze fondamentali. Primo: Augusto non si
circondò del cerimoniale chiassoso del fascismo, non cercò di inquadrare la
popolazione nelle costrizioni di una ideologia. Secondo: Augusto fu un geniale
stratega e costruì un sistema destinato a durare secoli mentre Mussolini era un
politico astuto ma non aveva alcun senso strategico, e infatti il fascismo non
durò neppure una generazione>>.
- Tuttavia, morto Augusto, cominciò
il declino di Roma...
<<L'eredità politica di Augusto era tale da assicurare il progresso
dell'Impero, anche se i suoi successori non avevano le sue capacità eccezionali.
Si è scritto tanto sui vizi privati di Tiberio, Claudio o Nerone, descritti da
storici di parte. Ma i dati imparziali dell'archeologia indicano che l'Impero
era florido: ovunque si costruivano opere pubbliche grandiose e abitazioni
sempre più comode. L'Impero aveva la mano leggera dal punto di vista fiscale,
favoriva lo sviluppo economico e forniva ottimi servizi>>.
- Come giudica la cultura del regime?
<<Augusto voleva mantenersi con la persuasione non con la sola forza.
Sovvenzionò la cultura come strumento di propaganda. Molti lo hanno fatto,
nessuno con quei risultati. Il secolo di Augusto ci ha dato Virgilio: non so se
qualcuno tra due millenni leggerà le opere sovvenzionate dai vari governi democristiani
in Italia>>.
- Eppure l'Impero romano portava in
sé i germi della decadenza...
<<Spero che nessuno in Italia si offenda, ma se l'equilibrio tra governo e
cittadini si ruppe, la colpa fu di una propensione al clientelismo che esisteva
molto prima di Augusto e che esiste ancora oggi. Noi americani diciamo freedom
is not free, la libertà non è gratis, a volte va difesa con il sangue. Il
popolo romano si abituò ben presto ai vantaggi del servilismo, imparò
ricercare con l'adulazione il favore dei potenti>>.
- La superpotenza romana, custode
dell'ordine mondiale, viene spesso paragonata agli Stati uniti di oggi...
<<Il punto in comune più importante è la convinzione che il proprio modo
di vivere sia il migliore e il desiderio di esportarlo. I Romani non erano
predatori come gli Unni o i Mongoli. Conquistato e pacificato un territorio
costruivano immediatamente scuole, strade, acquedotti, per assorbire i popoli
assoggettati tra i cittadini dell'Impero. Sotto Augusto le forze armate vennero
costantemente ridotte: bastavano 30 legioni, poi diventate 27, per mantenere
l'ordine dalla Britannia alla Masopotamia, dal Marocco alle rive del Danubio.
Gli strumenti dell'autorità erano la diplomazia e il buon governo, più che la
repressione>>.
Per questo articolo: © PERIODICI SAN PAOLO