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LA CVCINA ROMANA
Fin
dall'antichitā la dieta romana fu improntata dal consumo di prodotti locali,
vegetariani come farinacei e ortaggi. Il piatto pių consumato era il puls
una specie di polenta preparata con la farina di farro o con quella di grano.
Poteva essere cotta con uova e formaggio oppure con il latte. A questa polenta
spesso venivano accompagnati latticini, verdure, oppure carne ovina e suina o
pesce.
Altro alimento non meno importante era il pane, una focaccia piatta di farina di
grano cotta direttamente sulla brace. Il pane era un alimento estremamente
importante nella dieta romana, tanto che il rifornimento dei cereali necessari
alla preparazione di quest'ultimo venne affidata dall'Imperatore Ottaviano al
Prefetto dell'Annona che provvedeva alla sua distribuzione a prezzi irrisori o
addirittura gratuitamente a una parte della popolazione che non se lo poteva
permettere. Buona part
e
dei cereali distribuiti gratuitamente venivano prodotti in Egitto che si era
quindi meritato il buon titolo di "granaio dell'Impero", questa era infatti una
provincia particolarmente produttiva da questo punto di vista e per questo era
controllata direttamente dall'Imperatore. Dal III secolo a.C. circa sulle tavole
dei ricchi appaiono sempre di pių cibi complessi e raffinati che avevano bisogno
di una lunga lavorazione effettuata di solito da veri e propri cuochi pagati o
da schiavi ben istruiti per questo. Con il passare dei secoli, la cucina in
epoca imperiale divenne sempre pių complessa, e spesso gli stessi invitati si
scandalizzavano per le ricette bizzarre, delle quali abbiamo un esempio nel
Satyricon di Petronio. Di quest'epoca tra tutte le ricette la pių famosa č il
garum, una salsa di pesce prodotta con la sovrapposizione in un'anfora di
vari tipi di pesce alternati con erbe aromatiche.
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