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CAIVS IVLIVS CAESAR
Caio
Giulio Cesare: sebbene egli non sia stato propriamente il primo Imperatore, lo
vogliamo ricordare lo stesso poiché fu colui che gettò le basi del futuro
sistema imperiale.
Cesare nasce nell’anno 100 a.C. a Roma da una famiglia patrizia appartenente
alla Gens Iulia, successivamente venne adottato dallo zio Caio Mario.
Dopo essere stato allontanato da Roma a causa delle liste di proscrizione
emanate da Silla, nelle quali era presente anche il suo nome, vi rientra nel 78
a.C. ma riparte subito per Rodi dove intraprende studi di retorica. Rientrato a
Roma inizia la sua brillante carriera politica: sarà Questore e Pretore in
Hispania, Edile, Pontefice Massimo, e anche Pretore.
Nel 60 a.C. assieme a Publio Licinio Crasso e Gneo Pompeo forma il Primo
Triumvirato che era un accordo politico di natura privata nel quale si
pattuivano reciproci aiuti.
Cesare divenne Console e fece quindi approvare leggi agrarie che favorissero la
distribuzione di terre ai veterani di Pompeo; inoltre approvò emendamenti che
favorissero i pubblicani negli appalti per la riscossione delle tasse statali,
oltre che la gratuita distribuzione di lotti agricoli, comprati con fondi
statali, ai meno abbienti. Grazie a ciò ebbe da subito un grande consenso da
parte del Popolo.
Nell’anno 58 a.C. Cesare
con il pretesto di proteggere la città di Massilia dagli attacchi di tribù
galliche parte con quattro legioni per la Gallia. In breve la spedizione di
difesa diventerà una vera e propria campagna di conquista. Secondo alcuni
studiosi questa campagna fu comunque necessaria e in un certo senso fu una sorta
di guerra preventiva contro alcune popolazioni belligeranti della Gallia che imperversavano non molto
lontano dai confini della Repubblica, e che sarebbero potuti divenire una seria
minaccia per il Nord Ita
lia
e non solo. In questo periodo Caio rivela tutta la sua grande abilità tattica,
usando tecniche di combattimento innovative che permisero alle Aquile legionarie
di giungere fino in Inghilterra, e di sottomettere tutte le popolazioni nemiche
a Roma. Tuttavia se ciò permise a Cesare di far accrescere la sua fama verso il
Popolo e la sua ricchezza, oltre che la fedeltà dei suoi soldati, non accrebbe
la sua fama nel Senato dove più volte gli chiesero di ritornare a Roma, fino a
quando morto Marco Licinio Crasso (nella battaglia di Charre in Partia) Pompeo
assunse il titolo alquanto provocatorio di Consul sine comes
cioè di Console senza collega, il quale appoggiato dal Senato,
ordinò a Cesare di presentarsi a Roma e di sciogliere le sue armate. A questo
punto Cesare si rifiutò di obbedire a questa disposizione, e con le sue legioni
passò il celebre fiume Rubicone pronunciando la frase Alea Iacta Est
(cioè il dado è stato tratto), e dando quindi inizio alla prima guerra civile.
Il fiume Rubicone infatti delimitava un’area geografica interdetta a forze
militari: chi la violava era considerato un nemico.
Così Cesare arrivò fino a Roma, ma Pompeo fuggi in Grecia poiché non aveva
l’appoggio militare delle sue legioni. Caio lo raggiunse presto e nel 48 a.C. lo
sconfisse a Farsalo. Pompeo allora fuggi in Egitto ma venne fatto uccidere dal
Faraone Tolomeo XIV.
Sconfitte le restanti forze pompeiane Caio tornò a Roma dove nel 45 a.C. assunse
il titolo di Dictator perpetus, successivamente acquisì i poteri del
Tribuno della Plebe, di Censore, nonché di Imperator con il quale venne
riconosciuto il potere sulle forze armate; gli venne inoltre conferito il titolo
di Pater Patriae che rifiutò accontentandosi del titolo di Parens
Patriae. Per la prima volta una sola persona deteneva un potere così immenso
nelle proprie mani. Per altro Cesare non abusò dei suoi poteri, e anzi favorì i
ceti popolari più bassi con la costruzione di nuove aree abitative nei dintorni
dell’Urbe, la costruzione di argini intorno al Tevere, la bonifica di aree
paludose, la costruzione del foro omonimo e della nuova Curia sede del Senato.
Fece importanti riforme che favorivano i contadini, introdusse il calendario
solare, fondò nuove colonie, accrebbe la responsabilità dei governatori delle
province.
Durante questo periodo si dedicò anche alla produzione letteraria scrivendo il celeberrimo Commentarii de Bello Gallico un opera in 8 libri (di cui l'ultimo scritto dal luogotenente Aulo irzio) sulla guerra Gallica che descrive in modo chiaro limpido e breve le battaglie, gli scontri, i territori ma non solo: anche le genti le loro usanze ed loro costumi. Scrive inoltre il De Bello Civilii un opera sulla guerra civile.
Al
crescere della sua popolarità cresceva l’ostilità di alcuni Senatori, alcuni dei
quali una volta saputo che aveva nominato come erede Ottaviano, organizzarono
una congiura capitanata da Bruto e Cassio. Il 15 marzo del 44 a.C. Caio viene
ucciso con 35 pugnalate (le stime sono discordi) nella Curia.
Dopo la sua morte i congiuranti fuggirono per paura del Console Marco Antonio
(che era stato luogotenente di Cesare). Successivamente il corpo di Caio fu
cremato, e Cesare venne proclamato dio,
quindi per ordine del Senato venne costruito
in suo onore il tempio del Divo Giulio nel lato meridionale del Foro Romano.
Sulla sua morte sono stati scritti vari testi, vi consigliamo di leggere il De vita Caesarum (di Svetonio) del quale vi proponiamo alcuni passi nella sezione degli Articoli ed Approfondimenti.
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