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"TVTTE· LE· VIE· PORTANO· A·
ROMA"
così si diceva secoli fa, e si dice ancora oggi...
LA STORIA
La
costruzione delle strade inizialmente era stata dettata dalla necessità di
spostare rapidamente le truppe in qualsiasi regione conquistata, ed infatti le
prime strade furono costruite proprio dai legionari. Anche se in principio
avevano una funzione militare permisero un notevolissimo sviluppo al commercio
dell'Urbe favorendo lo spostamento di merci e mercanti, oltre che della gente
comune e dei messaggeri. In poco tempo le prime vie Consolari come: l'Appia,
l'Aemilia, la Salaria, la Postumia ed altre, vennero
prolungate, fino a formare un complesso sistema che permetteva di raggiungere
qualsiasi punto dell'Impero in poco tempo; si calcola che furono costruite più
di 29 strade che percorrevano oltre 120.000 Km (due volte il giro della
Terra!).
Le strade romane avevano il compito fondamentale di mettere in comunicazione
Roma con il resto dello Stato nel modo più rapido effettuabile. Per questo
venivano tracciate il più rettilinee possibile per evitare allungamenti, anche a
costo di lasciare isolati i centri più piccoli, i quali venivano comunque
collegati con vie secondarie. La necessità di superare ostacoli naturali come
specchi d'acqua o colline per dare continuità al tracciato venne compiuta
con la costruzioni di mirabili ponti, viadotti e gallerie in parte tuttora
praticabili. Ricordiamo tra tutti il ponte più lungo dell'antichità costruito
sul Danubio per volere di Traiano con una lunghezza di oltre 2,5 km!
Questi sono solo alcuni dei segni più imponenti che questa Civiltà ci ha
lasciato, e che tra l'altro furono per secoli e secoli studiati per la loro
perfezione: il Medioevo incapace di imitare le strade e i ponti romani li chiamò
per questo "sentieri dei giganti" o "strade del diavolo".
LE DISTANZE E LE VELOCITA' DI PERCORRENZA
Come quasi tutti sanno ogni
milium, cioè mille piedi (corrispondenti a
1548,27 metri), veniva posto ai bordi della strada una
pietra cilindrica alta anche 3 o più metri,
sulla quale erano incise le miglia percorse dalla città precedente, e quelli
alla prossima, oltre che alla distanza da Roma; erano inoltre incisi il nomi di
coloro che la fecero costruire .
Al centro dell'Urbe, vicino al Foro, l'Imperatore Ottaviano Augusto fece
collocare accanto ai Rostri il Miliarium Aureus ossia una pietra miliare
dorata con le distanze di tutte le principali città dell'Impero; inoltre non
lontano c'era anche una grande mappa bronzea dell'Impero detta Forma Imperii,
accanto a quella di Roma detta Forma Urbi.
La velocità di percorrenza giornaliera media delle strade era di 30 Km orari in carro, 7-8 Km/h a piedi, ed 80 Km giornalieri al massimo per i messaggeri imperiali del cursus publicus ossia i corrieri a staffetta per i funzionari di Governo. Nonostante le strade fossero ben lastricate, comunque in carro non era possibile andare troppo veloci, anche perché spesso erano tirati dai buoi, si preferivano se possibile i viaggi per mare, che si rivelavano più rapidi ma anche più pericolosi a causa delle frequenti tempeste.
LE STRADE & L'IMPERO
Le strade in epoca imperiale
vennero sviluppate soprattutto per garantire un efficiente servizio postale e un
rapido spostamento di messaggeri. Per facilitare ciò a intervalli regolari
sorgevano stazioni per il cambio dei cavalli (mutationes) e locande per
le soste notturne (mansiones), che erano attive per tutti anche per i
Cittadini i quali all'interno trovavano dipinte sulle pareti delle vere e
proprie guide stradali, chiamate intineraria picta, con segnalati i punti
di sosta tra un itinerario e l'altro, le città, le distanze e tutte le strade
importanti. Di queste mappe non sono rimaste tracce, tuttavia esiste una copia
di epoca medioevale di eccezionale importanza, chiamata Tabula
Peutingeriana,
che ci da un'idea di come fossero strutturate, e quali nozioni geografiche
avevano i Romani. Questa mappa lunga sei metri e alta trenta centimetri
rappresenta tutto il mondo conosciuto allora dai Romani dalle colonne d'Ercole
fino all'estremo Oriente. E' da notare, che nelle mappe antiche l'Oriente è
posto verso l'alto, infatti nella foto della Tabula qui a lato (fare clic sopra
per ingrandire) il tratto di terra orizzontale è l'Italia, e in alto c'è il Mare
Adriatico, sotto il Mare Tirreno, si notano inoltre Roma seduta sul trono, e
Ostia.
Secondo il Diritto romano, il transito sulle strade dell'Impero era libero, ma la manutenzione del manto stradale spettava agli abitanti della Provincia attraversata dalla strada, tuttavia con la riforma del governo iniziata dall'Imperatore Ottaviano Augusto la gestione fu affidata al Curator Viarum il quale dava l'ordine, o la concessione per la ristrutturazione o la costruzione della strada.
Facendo una piccola osservazione si può ben notare come tutte le autostrade attuali in Europa seguano il percorso delle strade romane, conservando talvolta addirittura il nome!
LA STRVTTTVRA DELLA STRADA
L'attuale
termine strada deriva da viae strata cioè via lastricata. Ogni strada
romana, aveva una struttura ben precisa e si sviluppava in modo più o meno
rettilineo. Originariamente le dimensioni delle strade erano sancite dalle XII
Tavole: per esempio la larghezza media andava dai 4 ai 6 metri, potevano avere
due marciapiedi (margines) laterali di 2/3 metri di larghezza circa o
anche più. Avevano uno spessore che andava dai 90 ai 120 cm, ed erano formate da
una massicciata di tre strati di pietre sempre più piccole, legate con malta
(ciò per permettere una maggior resistenza e durata nel tempo), e dal piano
stradale lastricato, costituito da uno strato di blocchi di pietra spianati e
accostati. La costruzione iniziava con il scavare un "letto" tra due solchi, i
quali ne delimitavano la larghezza, nel quale sarebbero stati posati i vari
strati di pietre. Lo strato più basso, era composto da pietre molto grandi come
sassi ed era detto statumen, il secondo chiamato rudus era formato
da ciottoli di medie dimensioni, il terzo da ghiaia mista ad argilla detto
nucleus, ed il quarto era il vero e proprio manto stradale chiamato
pavimentum: esso era composto da lastre grosse e piatte adagiate in
orizzontale, ma con una forma lievemente convessa per facilitare lo scolo delle
acque piovane, verso le canalette di scolo, sempre presenti nelle vie cittadine.
LE STRADE NELL'VRBE
Se nelle strade dell'Impero regnava l'ordine quasi assoluto, non si poteva dire
lo stesso dell'Urbe, dove al contrario le strade erano tutt'altro che ordinate e
rettilinee. Questo è facilmente spiegabile dal fatto che Roma è nata e si è
estesa senza dei piani urbanistici; questi infatti verranno ideati appena alla
fine della Repubblica per opera di Giulio Cesare, Ottaviano Augusto ed
altri Imperatori.
Quindi fatta eccezione per alcune vie principali, che sono rettilinee poiché
penetrazioni urbane delle vie Consolari, molte altre strade sono strette e
intricate e alcune addirittura senza marciapiedi. Tuttavia bisogna dire che i
marciapiedi a Roma non erano necessari visto che per un decreto di Giulio
Cesare, i carri (fatte alcune eccezioni) non potevano transitare in città di
giorno ma solo la sera e la notte.
L'Urbe era inoltre una città caotica e rumorosa sopratutto nelle zone centrali,
dove c'erano i mercati, i Fora e gli edifici pubblici più importanti: a
proposito di ciò vi proponiamo due brevi scritti tratti rispettivamente da
Giovenale e da Marziale che ci descrivono il rumore e il traffico a Roma.
| "In quale appartamento
d'affitto è possibile dormire? Il passaggio dei carri nelle giravolte delle
stradette, le imprecazioni dei mulattieri che non riescono a procedere,
toglierebbe il sonno anche all'Imperatore, che si assopisce con tanta
facilità, e addirittura ad un ghiro!" Giovenale "Non ti lasciano vivere! la mattina i maestri
di scuola, di notte i fornai, e a tutte le ore i calderai che picchiano giù
con il loro martello. Da una parte c'è il cambiavalute che non avendo nulla
da fare fa risuonare sul suo sudicio banco le monete; dall'altra un
banditore con un palo lucente picchia e ripicchia il lino sulle pietre. Il
diavolio non cessa mai." |
LE VIE D' ITALIA SONO INFINITE...
In
tutto l'Impero l'Italia essendo la regione più popolata, era dotata del
tracciato stradale più articolato ed esteso: elenchiamo quindi le principali
'autostrade' della nostra Italia. Per osservare da vicino il loro tracciato fate
clic sulla mappa a lato.
I. Via Appia: fu
costruita nel 312 a.C. dal Console Appio Claudio; essendo la più antica delle
vie Consolari è chiamata regina viarum, cioè la regina delle
strade. Inizialmente fu tracciata fino a Capua, grande centro della Campania, ma
fu poi prolungata fino a Beneventum, Venosa, Tarantum e Brundisium ove c'era un
importantissimo porto.
Nel II secolo d.C. l'Imperatore Marco Ulpio Traiano crea una un percorso
alternativo tra Benevento e Brindisi passando attraverso gli Appennini, dando
origine alla Via Appia Traiana, la quale permetteva di risparmiare oltre un
giorno di marcia. Questa opera è ricordata sopratutto per il fatto che durante i
lavori di costruzione, per riuscire a oltrepassare uno scaglione di roccia molto
alto, i Romani lo fecero letteralmente tagliare! Tutt'ora è possibile vedere ciò
che ne resta.
II. Via Aemilia: altro non era che il proseguimento della via Flaminia verso Nord-Ovest. Essa congiungeva Ariminum con Placentia, toccando Caesena, Forum Livi, Bononia, Mutina, Regium Lepidum e Parma.
III. Via Capua-Rhegium: si staccava dalla via Appia a Capua , proseguiva fino a Rhegium, passando per Consentia e Vibo Valentia.
IV. Via Aurelia: strada costiera che andava a Nord: collegava l'Urbe con Vada Sabatia (Vado Ligure), attraverso Pisae, Luna e Genua.
V. Via Domitiana: si separava dalla Via Appia a Sinuessa (Mondragone) e giungeva fino a Neapolis.
VI. Via Popilia-Annia: altro
proseguimento della via Flaminia, verso Nord-Est: partiva da Ariminum passando
per Rabenna, Atria (Adria), Patavium (Padova), Altinum, Aquileia, Tergeste
(Trieste).
VII. Via Latina: collegava l'Urbe direttamente con Capua
spercorrendo passando per Anagnia, Frusino, Casinum.
VIII. Via Flaminia: univa Roma
con Ariminium (Rimini), toccando Fanum Fortunae (Fano) e Pisuarum.
IX. Via Salaria: prende il nome dalla materia prima (il sale) che
per secoli fu trasportata lungo il suo tracciato. Essa partiva da Roma e
giungeva fino Castrum Truentinum (Porto d’Ascoli), passando per Reate e
Asculum.
X. Via Postumia: passando per la Pianura Padana univa Genua
con Aquileia, attraversando Cremona, Verona, Vicetia.
XI. Via Valeria: collegava
l'Urbe Ostia Aterni (Pescara), passando per Tibur (Tivoli) e Teate Marrucinorum
(Chieti).
XII. Via Cassia: congingeva l'Urbe al Nord Italia, passando attraverso
Arretium, Florentia, Pistoia, Luca.
XIII. Via Clodia: collegava Roma a Saturnia.
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