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LA·SIMBOLOGIA
Questa sezione è quindi dedicata alla simbologia
romana, una simbologia potente, significativa e imitata poi in tutte le altre
epoche successive.
IL FASCIO
Il Fascio
fu l'evoluzione di un antico simbolo arcaico che la leggenda vuole sia stato
ideato dallo stesso Romolo il mitico fondatore dell'Urbe: questo era formato da
una fascina di paglia (o forse già verghe) stretta attorno ad una lancia (hasta).
Questo simbolo poi mutò diventando il fascio che conosciamo oggi: esso era
formato da un fascio di verghe di betulla o di olmo strette attorno ad una scure
e tenute insieme da cinghie; ed era simbolo di autorità e dell'esecuzione del
potere punitivo. Il fascio veniva portato dai littori che precedevano il
Re, i Consoli, i Dittatori ed altri magistrati.
Il fascio perse il suo significato con l'avvenire dell'Impero, sopratutto perché
non esistevano più alcune delle cariche pubbliche elencate sopra. Venne
riutilizzato in età contemporanea come simbolo del fascismo, come simbolo della
Repubblica Francese, e anche da altri regimi, con una accezione diversa
(libertà, spirito rivoluzionario...).
L'AQVILA
EMBLEMA DELL'IMPERO
- Breve storia.
(nome
della specie Aquilae Crysaetos) Secondo alcuni, Romolo, come narra la
leggenda, non vide undici avvoltoi ma bensì undici aquile che sarebbero quindi
entrate così a fare parte della simbologia romana. L'Aquila è sempre stata nella
iconografia latina come
un'animale divino descritta anche come: "fedele interprete dei voleri del Padre
Giove". Era quindi considerato un animale sacro, e superiore per forza.
Tuttavia ebbe esclusivamente questo significato per tutta l'età regia, e la
Repubblica fino all'arrivo di Caio Mario che riformando l'esercito introdusse
una speciale insegna
con in cima un'aquila. Da quel momento in poi questo volatile è diventato
simbolo comunemente del potere militare, infatti era sempre presente sugli elmi
o le corazze dei generali e dei più alti ufficiali. Con la nascita dell'Impero a
opera di Cesare Ottaviano Augusto l'Aquila diventa simbolo più in generale
dell'Imperatore (che era anche il capo delle Forze Armate) e dell'Impero.
- Le forme dell'Aquila.
Quando solitamente si parla dell'Aquila non si indica esclusivamente il volatile
in se stesso, ma si indica tutto il simbolo con il suo significato: infatti
l'Aquila raramente è rappresentata da sola ed osservando i vari bassorilievi se
ne ha una prova evidente.
Il simbolo solitamente è formato da tre parti: la corona d'alloro, gli strali
("fulmini"), e l'Aquila (della
quale
abbiamo già parlato).
- L'alloro simboleggia la gloria, era infatti d'alloro la corona che veniva
posata sulla testa dei generali vittoriosi durante i Trionfi. Venne quindi
adottata anche per la corona dell'Imperatore, che in realtà era fatta di oro.
Qui a lato un dettaglio della gemma augustea in cui si vede l'Imperatore
Ottaviano incoronato con l'alloro dall'oikomen cioè dal mondo abitato. S
i
noti anche l'Aquila seduta ai piedi del trono.
-
Gli strali o "fulmini" (insieme all'aquila) erano generalmente simbolo del
potere militare, li ritroviamo infatti dipinti sugli scudi dei legionari.
Qui a lato una immagine di uno scudo romano,
notare la presenza delle saette, e delle ali d'aquila.
A
destra: Aquila Romana trionfante , rappresentata su un bassorilievo
romano murato nell'atrio della Basilica dei S.S. Apostoli di Roma
(disegno D. Carro) da
www.romaeterna.org
A sinistra: Aquila legionaria ricostruita da un bassorilievo.
- Il seguito
Così come il fascio, anche l'Aquila romana venne più volte imitata nel corso dei
secoli da: Carlo Magno, Napoleone, Hitler, dagli stati centrali dell'Europa
(Polonia, Germania, Ungheria, Austria....), dagli U.S.A, e da molti altri
ancora. In Italia l'Aquila è rimasta quale simbolo militare delle Forze Armate e
non solo.
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L'immagine dell'aquila (aquila2.gif) è proprietà di D. Carro.