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DOMVS ·
INDICE DELLE RISORSE ·
FORVM
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INIZIO
TATTICHE i
MILITES FORTI LE
LEGIONI LA FLOTTA
FOTO
LEGIONARI
-> Guarda l'equipaggiamento del legionario
I legionari erano il fulcro dell' Esercito romano. Ogni fante era dotato
di una tunica rossa sopra la quale era tenuta la corazza che poteva essere di
cuoio lorica hamata (usata dai legionari impiegati nelle flotte navali) o
a piastre lorica segmentata. Attorno alla parte bassa del busto c'èra il
cingulum ossia una cintura. Nell' armamentario troviamo un gladium
una corta ma robusta spada adatta al corpo a corpo tenuta nel fodero sulla
destra del legionario, un coltello o daga chiamato pugium tenuto sulla
sinistra, ed un pilum ossia una specie di lancia molto maneggevole da
usare contro le cariche nemiche. Da non dimenticare lo scudo rettangolare in
legno di faggio e rinforzato in ferro (scutum), e l'elmo (cassis).
Ogni legionario aveva inoltre uno "zaino tattico" dove portava tutto il suo
stretto necessario.
Con la riforma di Diocleziano, il legionario si
trasforma nuovamente, e viene dotato di una spatha cioè di una spada
lunga adatta a colpire da cavallo, di una lunga lancia detta hasta, di
uno scudo tondo, e una cotta di maglia come protezione per il busto. Questo tipo
di legionare quindi diventa una sorta di cavaliere addestrato all'occorrenza
anche al combattimento appiedato.
COME COMBATTEVA
Il legionare generalmente combatteva spalla a spalla con i suoi compagni cioè
uno accanto all'altro, con lo scudo ben posto davanti a lui, a protezione del
la
parte frontale del corpo, e il gladio/pilum nella mano destra. Il pilum veniva
usato contro la cavalleria, o contro le cariche nemiche di fanteria: questo
strumento bellico è composto da un'asta di legno, e di una punta di ferro lunga
e sottile, fatta in modo che quando si infilza nello scudo del nemico si storce
e non si può più sfilare per essere rilanciata. Quindi il pilum era la prima
arma che il legionario usava in battaglia. Lanciato il pilum al nemico, il
legionare estraeva il gladio che al contrario di quanto si pensa si trova sulla
destra, per non intralciare la mano sinistra che tiene lo scudo. Il gladio era
usato come una sorta di pugnale, il legionario quando combatteva faceva dei
movimenti con il braccio simili a degli affondi rapidi ma tenendo sempre lo
scudo davanti a sé. Nel qual caso perdeva il gladio sulla sinistra dell'armatura
aveva un fodero con un pugnale detto pugium. Lo scudo come arma difensiva
era studiato per essere leggero, e resistente, e la sua forma rettangolare
allungata per proteggere tutto il busto, in tal modo i legionari disposti uno
accanto all'altro formavano un lungo muro che si contrapponeva alla spinta del
nemico. E uno dei motivi che favorì l'emergere dei legionari fu proprio la
contrapposizione di ordine e compattezza al disordine dei barbari.
PRETORIANII
La guardia Pretoriana viene istituita per la prima volta da Ottaviano nel 27
d.C. su imitazione delle guardie personali dei generali della tarda Repubblica.
Sebbene il nome di questa unità era Cohortes Praetoriae cioè Coorti
Pretoriane di fatto si trattava di una legione che all'Epoca di Tiberio aveva
non
soltanto dieci coorti ma anche un castrum. I Pretoriani erano comandati dal
Prefectus Praetorio, di rango equestre. Solitamente entravano a fare parte
di questo corpo solo soldati scelti e valorosi oppure ufficiali ma sempre
provenienti dalla Provincia Italia. Da semplice guardia all'Imperatore la
Legione Pretoriana diventò anche la guardia di Roma insieme alle Cohortes
Urbanae, e negli ultimi anni dell'Impero "strumento politico assai
persuasivo". La legione era forte di 5000 uomini divisi in 10 coorti da 500
uomini ciascuna. Ogni coorte era comandata da un tribuno militare. Inoltre uno o
due manipoli comandati da un centurione detto Trecenarius formavano la
guardia d'onore dell'Imperatore ed erano quelli che montavano la guardia a
Palazzo. Facevano sempre parte dei Pretoriani gli Equites Singulares,
ossia la cavalleria personale dell'Imperatore creata da Traiano: forti
inizialmente di 500 e poi di 1000 uomini erano comandati da un tribuno, ed erano
suddivisi in turmae come gli altri cavalieri.
Le Coorti Pretoriane furono sciolte da Costantino il Grande poiché gli si
opposero nella battaglia di Ponte Milvio a Roma durante lo scontro con Massenzio
per il controllo dell'Impero.
La paga annua dei Pretoriani ammontava a 750 denari al tempo di Augusto ma fu
portata a 1.000 denari nel I secolo, a 1.500 nel II secolo, a 2.250 nel III
secolo d.C.

EQVITES
La cavalleria aveva svariati compiti ma i principali erano operazioni di
fiancheggiamento, azioni di supporto e di esplorazione. Ogni cavaliere era
dotato di due spade di una lancia lunga e flessibile di legno, di uno
scudo ovale e un' elmo ed un' armatura leggera di solito di cuoio o una cotta di
maglia, mentre la cavalleria pesante era dotata inoltre una spada lunga per
poter meglio colpire i nemici appiedati. La cavalleria prenderà maggiore
importanza sopratutto verso la seconda metà del IV secolo d.C. In questo periodo
inoltre si trasformerà, passando da una cavalleria leggera a una cavalleria
catafratta armata pesantemente e utilizzata per irrompere sulle masse barbare.
AVXILIA
Gli auxilia erano fanti appiedati armati molto leggermente e utilizzati
per azioni di sostegno ed aiuto alla fanteria pesante. Gli ausiliari erano molto
rapidi negli spostamenti e nelle operazioni: armati di spade, pilum o fionde,
compivano azioni di disturbo e di "distrazione", ossia tenevano impegnati i
nemici su una parte debole della formazione, oppure semplicemente attaccavano
una parte dello schieramento nemico.
Esistevano inoltre una serie di truppe ausiliarie che provenivano da svariati
punti dell'Impero e che possedevano delle specialità particolari, come i
cavalieri della Numidia, i cavalieri germani, i frombolieri delle Baleari ed
altri. Erano comunque truppe extra, che non rientrano nella composizione
regolare della legione, eccetto la fanteria leggera, e gli arcieri appiedati.
Gli ausiliari non erano cittadini, ma acquistavano l
'ambita
cittadinanza romana al termine del servizio militare. Erano raggruppati in
diversi modi in base alle loro caratteristiche e comandate sempre da un
ufficiale romano: la cavalleria era inquadrata nelle ale equitum
comandate da un Praefetus equitum; la fanteria alleata era inquadrata in
coorti da cinquecento (cohors quigenaria) o seicento (cohors
sexgenaria) uomini, queste coorti erano comandate da un Praefectus
cohortis; gli altri ausiliari in genere erano invece inquadrati in numeri
ossia unità che conservavano i loro caratteri etnici (costume, armamento,
lingua). Nella legione erano sempre presenti degli ausiliari regolari
particolari come i ballistarii, ossia gli addetti alle macchine d'assedio
(onagri, balliste, scorpioni, arieti)
SAGITTARII
Rientrano tra i corpi di ausiliari più adoperati. Erano utilizzati per colpire a
distanza i fanti nemici, ma anche la cavalleria, e talvolta utilizzavano delle
frecce incendiarie, che mettevano in fuga eventuali animali (come elefanti,
cavalli...) usati nella battaglia. Gli arcieri oltre all'arco ed alla faretra
erano armati con un pugium, una lorica leggera come una cotta di maglia,
ed un elmo. Solitamente erano raggruppati in coorti da cinquecento uomini ed
erano disposti dietro alla seconda fila di coorti legionarie. Esistevano
principalmente tre tipi di arcieri:
- Gli arcieri semplici armati con un arco convenzionale.
- Gli arcieri siriani che provenivano dalle Province orientali ed utilizzavano
un arco "composito", cioè composto da più materiali sovrapposti (come legno,
corno, metallo ed altri), che permetteva quindi una gittata molto più ampia
(oltre 300 m).
- Gli arcieri a cavallo della Mesopotamia avevano la peculiarità di combattere a
cavallo, e di utilizzare archi piccoli facilmente maneggevoli. Principalmente
venivano impiegati per contrastare gli attacchi della cavalleria partica. Questi
cavalieri erano detti equites sagittarii e al contrario degli altri
arcieri erano organizzati in numeri.
LEGATVS
LEGIONIS
E' colui che comanda e dirige la legione e ne è il diretto responsabile sia
nella Vittoria che nella disfatta. Nella Repubblica erano i Consoli stessi a
dirigere le legioni, ma talvolta le affidavano ad altri legati. Dal primo Impero
in poi le legioni sono condotte da generali scelti direttamente dall'Imperatore.
TRIBVNI
MILITIVM
I Tribuni comandavano la legione assieme al generale ed erano in sette:
- Cinque erano solitamente eletti dal popolo ed erano chiamati angusticlaves
(facevano parte dell'ordine equestre) ed avevano il comando di due coorti di
legionari.
- Uno invece era invece di rango senatorio ed era chiamato laticlavius
- L' ultimo era il Tribunus Sexmextris chiamato così perché rimaneva in
carica per seri mesi circa: egli aveva il comando della cavalleria.
PRAEFECTI
Ogni legione aveva dei prefetti i quali avevano dei compiti amministrativi e
logistici di vario genere quali il controllo delle scorte (Praefectus Anonnae),
la gestione dell'accampamento (Praefectus Castrorum), la gestione delle
comunicazioni, oltre che il comando di reparti alleati (Praefectus Cohortis),
o di ali di cavalleria ausialiaria(Praefectus Alae). Ne esistono anche
altri come il Praefectus Dilectator con il compito di controllare e
dirigere l'addestramento dei soldati.

CENTVRIONES
I centurioni erano i comandanti delle centurie. Essendo queste a loro
volta unite a due a due per formare i manipoli avevano due centurioni, di cui
uno superior (ossia aveva il comando supremo dell'unità) e uno
inferior cioè suo subordinato. Inoltre i centuriones erano distinti
priores se erano nella prima linea di coorti o posteriores se
stavano nella seconda. Nella legione il centurione più importante era il
centurio primipilus, che era il comandate del primo manipolo, della prima
coorte; costui era l'unico centurione che partecipava al
consiglio di guerra della legione. Nella legione c'erano anche manipoli di
ausiliari, anch'essi comandati da centurioni che erano un po diversi dai
centurioni legionari.
L'armatura era composta da una lorica hamata attaccata a questa c'erano
le phalere cioè dei dischi di metallo che ne indicavano le imprese, e i
riconoscimenti, paragonabili alle medaglie odierne. Completavano l'armatura dei
gambali e un elmo con le "crine a spazzola". Possedeva inoltre un bastone detto
baculus che era simbolo di comando e strumento di esercizio e d'autorità.
OPTIONES
Ai centuriones si affiancavano gli optiones ossia dei
legionari con il compito di aiutare il centurione ed eventualmente sostituirlo
se necessario. Erano contraddistinti dal fatto che portavano un bastone con in
cima un pomolo di legno.

CORNICIFER
Era un legionare con il compito di trasmettere i comandi impartiti dal
centurione alle truppe attraverso una strumento musicale detto tuba.
SIGNIFERI
I signiferi erano coloro che tenevano e avevano cura delle insegne: avevano
un'armatura leggera (cotta di maglia o una lorica squamata), e possedevano
inoltre uno scudo tondo, e una pelle di animale sopra l'elmo; questa poteva
essere di lupo, orso, leone, volpe... oltre che all'Insegna. Tra i signiferi si
distinguono l'aquilifer, il portatore dell'Aquila, il vexillifer
portatore del vessillo della legione, il signifer portatore dell'insegna
della coorte o del manipolo, anche la centuria poteva avere un signifer.
La legione solitamente aveva anche un imago che portava un insegna con il
volto dell'Imperatore.
I signiferi erano scelti fra soldati particolarmente dotati e meritevoli, poiché
era un grande prestigio portare l'insegna della propria unità; a seconda del
proprio grado anche l'armatura variava e così passiamo dalla semplice cotta di
maglia del signifer cohortis alla lorica squamata color oro
dell'aquilifer.

Consiglio di Guerra: Comizio formato dal generale, dai tribuni militari, talvolta dai prefetti, e dal Centurione Primipilo. Il consiglio decideva le strategie e le tattiche della legione.
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