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 Perchè Annibale non attaccò Roma?
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Caio Aurelio
Membro Adventus

3 Messaggi

Posted - 25/09/2004 :  14:53:00  Show Profile  Email Poster  Reply with Quote
Molte volte ci chiediamo perchè Annibale non attaccò Roma dopo la battaglia di Canne. I Romani erano ancora scioccati per l'atroce sconfitta e non avevano militari pronti.
Secondo me i motivi possono essere questi:
- Annibale non aveva forze sufficienti per accerchiare con efficacia la città (più grande della media già a quel tempo)
- Annibale forse era incerto, poichè se l'avesse assaltata avrebbe perso numerossissimi uomini, cosa non consigliabile visto che stava occupando l'Italia.
- Voleva forse aspetare ordini da cartagine?
- Per cartagine distruggere Roma forse non era un vantaggio economico, dato che, appena fosse finita la guerra, era un potenziale commerciante. (e a quel punto chi avrebbe pensato che si fosse ripresa?)
- Voleva consolidare le posizioni al sud (lo sconfitto esercito romano e le varie guarnigioni erano ancora una spina nel fianco?)
Non so questi sono secondo me i motivi di questa scelta anche se pensandoci un pò ne verrebbero su altri. Spero in una vostra opinione.






.....paucis vulneribus acceptis. (Ces.)(deve far pensare)

Edited by - Caio Aurelio on 25/09/2004 14:58:34

Tiberio Claudio Nerone
Membro Senior

205 Posts

Posted - 25/09/2004 :  16:41:38  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Caio Aurelio,
interessante post.
Secondo me, il non attaccare Roma era una parte ben precisa della strategia di Annibale.
Ricordiamoci che - come è ormai ampiamente accettato - tale strategia prevedeva la sconfitta di Roma per attrizione, per usura, per erosione della sua potenza puntando in primis sulla - secondo Annibale - inevitabile defezione della stragrande maggioranza degli alleati italici di Roma.
Se Livio è credibile, ci dice che Annibale stesso disse qualcosa del genere ad alcuni prigionieri romani, cioè che la guerra contro Roma non era una guerra fino alla morte, ma era una guerra per l'onore e per l'impero.
In questo contesto, trovandosi in una posizione estremamente vantaggiosa sotto l'aspetto psicologico subito dopo Canne, nel rifiutare l'attacco diretto all'Urbe non fece altro che assecondare la propria startegia: un attacco a Roma era un po' un "vincere o morire", un azzardo, un forte rischio di gettare via l'effetto psicologico dirompente del post-Canne mentre avendo il coltello dalla parte del manico, continuare nella sua strategia sembrava promettere risultati certi, vista l'inerzia psicologica che la situazione aveva assunto.

Per venire alla tua domanda, che tipo di azzardo sarebbe stato un assedio a Roma?
Dobbiamo considerare che Roma era tutt'altro che senza più soldati: Livio ci dice che all'inizio di quell'anno erano state formate due legioni "cittadine" per difendere l'Urbe, Marcello aveva 1500 uomini ad Ostia più una legione di "fanteria di marina" a Teanum, inoltre all'interno della città sarebbe sicuramente stato possibile (ed in effetti si iniziò) organizzare delle difese utilizzando ad esempio gli schiavi.
Questo dava a Roma un consistente presidio in grado di organizzarsi se Annibale avesse accennato una marcia da Canne a Roma (cosa che avrebbe richiesto del tempo).
Ciò avrebbe indefinitamente allungato i tempi di un assedio.
Una considerazione: l'assedio di Sagunto richiese 8 mesi; lo stesso tempo in questo contesto (Roma) avrebbe permesso l'accorrere di notevoli forze a supporto dell'Urbe (le legioni superstiti di Canne, quelle(2) di Postumio Albino in Gallia Cisalpina, quelle in Sardegna, Sicilia, e soprattutto SPagna, che data la completa superiorità ROmana sul mare avrebbero potuto essere traghettate in tempi relativamente brevi e senza grossi rischi).
Annibale si sarebbe trovato imbottigliato tra le mura di Roma e questo notevole esercito - situazione in cui avrebbe avuto pochissime se non nulle possibilità di uscirne.
Anche perchè va detto che Annibale era un grande generale ma non era un fenomeno in poliorcetica; l'unico assedio che si risolse velocemente nella sua campagna fu quello di Taranto, credo, che oltretutto ebbe successo per un tradimento.
Va risordata anche una parentesi poco conosciuta, il fallito assedio di Locri da parte di Annibale, che fu "giocato" in maniera impeccabile da Scipione Africano, il quale dopo la campagna spagnola si preparava a quella AFricana ed era in quel momento in Italia.

Altra considerazione fondamentale, la strategia di Annibale non stava dando i frutti sperati: seppur alcuni alleati di roma , soprattutto nel sud-italia, passarono dalla sua parte, la gran maggioranza non lo fece, e soprattutto nessuno degli alleati "nominis latini" lo fece.
Nessuno. QUalcuno di loro al limite smise di fornire contingenti a Roma, ma nessuno si schierò coi punici.
Ciò tolse la terra da sotto i piedi di Annibale, e dimostrò quanto lungimirante la politica di gestione degli alleati di Roma fosse stata.
Nel sud-italia Annibale era in territorio parzialmente "amico", ma se si fosse avventurato nell'area dell'Urbe, si sarebbe trovato in territorio ostile - altro fattore non trascurabile.

Tutto ciò ci mostra come, pur nel rispetto del ragionevole dubbio che ogni "se" in campo storico ci lascia, Annibale non avrebbe avuto alcuna possibilità di assediare Roma con successo, e fece quindi la scelta più coerente.
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Titus
Membro Solitus

159 Posts

Posted - 26/09/2004 :  00:13:50  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave Tiberio e Benvenuto Caio Aurelio!
Tiberio quindi alla luce delle considerazioni fatte per Annibale sconfiggere Roma era impossibile....? Non aveva alcuna alternativa?

Hitoria Magitra Vitae
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Tiberio Claudio Nerone
Membro Senior

205 Posts

Posted - 26/09/2004 :  11:20:04  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ciao Titus.
Beh, dare una risposta a questa domanda non è così semplice, nemmeno gli storici ne hanno ( e forse non ne possono avere) una univoca.
Un attacco diretto all’Urbe aveva possibilità minime di avere successo, questo direi che è certo.
In quanto ad un successo dell’intera campagna, avrebbe potuto verificarsi se l’ipotesi a priori di Annibale (il tradimento di una percentuale sufficiente di alleati) si fosse realizzata.
Negata questa ipotesi, probabilmente no, Annibale non aveva alcuna speranza a parte quelle fornitegli dalla statistica, che lascia sempre una porta aperta all’imponderabile.
Direi quindi che l’arma vincente di Roma, ancora più del genio di Scpione, fu la lungimirante strategia di gestione delle alleanze.
A costo di ripetermi, sottolineerei il fatto che nessuno tra i “socii nominis latini” , cioè degli alleati cui era stato concesso uno status appena un gradino sotto la cittadinanza romana, passò ad Annibale.
Dopo Canne una parte di loro (12 su una trentina, mi sembra), si rifiutarono di fornire altri contingenti a Roma, dichiarando di non avere più risorse – ma non tradirono.
Questo fu un colpo mortale per Annibale.
Nemmeno chi, tra questi alleati, aveva intense “ruggini” con Roma, lo fece.
Esemplare il caso di Praeneste, che malgrado la tradizionale rivalità, fornì un contingente che si comportò così eroicamente da meritarsi la concessione della cittadinanza romana: offerta che fu rifiutata per orgoglio!
Era questo che rendeva Roma – allora - invincibile.



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Titus
Membro Solitus

159 Posts

Posted - 26/09/2004 :  13:12:22  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Hai Ragione Tiberio....La politica lungimirante di Roma fu probabilmente la vittoria più evidente..... MI chiedo come mai nei secoli questa lezione non sia stata messa in pratica nuovamente. Forse questo avrebbe permesso la sopravvivenza di Roma ancora per secoli...... Suppongo.....

Historia Magistra Vitae
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Caio Aurelio
Membro Adventus

3 Posts

Posted - 26/09/2004 :  16:14:39  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Tiberio Claudio: Dobbiamo considerare che Roma era tutt'altro che senza più soldati: Livio ci dice che all'inizio di quell'anno erano state formate due legioni "cittadine" per difendere l'Urbe, Marcello aveva 1500 uomini ad Ostia più una legione di "fanteria di marina" a Teanum, inoltre all'interno della città sarebbe sicuramente stato possibile (ed in effetti si iniziò) organizzare delle difese utilizzando ad esempio gli schiavi.
Questo dava a Roma un consistente presidio in grado di organizzarsi se Annibale avesse accennato una marcia da Canne a Roma (cosa che avrebbe richiesto del tempo).
Ciò avrebbe indefinitamente allungato i tempi di un assedio.

Lo stesso livio afferma però che Annibale dopo Canne arrivò nelle immediate vicinanze di Roma, dopo aver devastato le zone circostanti.
Infatti, dopo aver saccheggiato la cittadina di Galios, Annibale pose l'accampamento in Pupinia, a otto miglia dall'Urbe. In segiuto si avvicino anche di più, spostando l'accampamento presso il fiume Aniene
a sole 3 miglia dalla città. Livio inoltre afferma che lo stesso Annibale con duemila cavalieri raggiunse Roma e si mise a studiare le fortificazioni, e percorse le mura da Porta Capena fino al Tempio di Ercole. (cosa che fece con tanta tranquillità che il console si decise ad inviare numerosi reparti di cavalleria per allontanarli)
Certo bisogna pensare agli esuli di Canne e alle truppe di Fulvio Flacco in Roma, e alle varie fortificazioni apportate alla città dopo la battaglia.

Edited by - Caio Aurelio on 26/09/2004 16:28:53
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Tiberio Claudio Nerone
Membro Senior

205 Posts

Posted - 26/09/2004 :  19:09:25  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Caio,
è vero, ma di solito quella "puntata" a Roma è considerata come una "dimostrazione", come uno scatto d'orgroglio di Annibale che voleva dimostrare di poter arrivare fino alle mura di Roma.
Se non sbaglio, - e qui si mescolano leggenda e realtà - si dice che Annibale scagliò anche una lancia oltre le mura, come gesto di sfida, dopodichè si ritirò con la rabbia nel cuore, e la consapevolezza che una cosa era raggiungere le mura, tutt'altra cosa porre assedio.
Infatti, saggiamente, si guardò bene dal farlo.
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Quinto Sertorio
Membro Senior

263 Posts

Posted - 29/09/2004 :  01:30:27  Mostra il Profilo di questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ma personalmente penso abbia giocato un grosso ruolo anche l eventuale stanchezza degli uomini di Annibaile... da un lato e dall altro la difficolta per Annibale di rimpiazzare i morti,, sia di rifornirsi,,vero come ha fatto notare che poteva conttare si alcuni aiuti italici nel sud,,, sopratutto dai Sanniti,, (he vanno io credo collocati fra i nemii piu tenaci della storia romana repubblicana ) ma dall altro il resto degli italici latini/etruschi rimase schierata con roma
Altro elemento la scarsita di denaro da parte di Annibale per pagare il suo eserito (teniamo da conto , che l esercito Cartaginese,, era in gran parte pare formato da mercenari
sia di orgine africana ,,sia di origine iberica sia di orgine ellenica ) l elemento propiamente detto cartaginese era molto relativo,,,
Infatti Annibale e sara una delle misure di Scipione ontava enormemente per la sua campagna sugli aiuti e rifornimenti dalla spagna)
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Romano11
Membro Adventus

1 Posts

Posted - 05/04/2005 :  18:17:49  Mostra il Profilo di questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Sono una alunna di un liceo.
Abbiamo discusso in classe le possibili ragioni per cui Annibale non attacco' Roma.
Le ipotesi suggerite nei messaggi precedenti NON SONO SOSTENIBILI dal fatto di fondo che Annibale era un grandissimo generale che fin dalla prima giovinezza era preparato per un attacco a Roma.
Tutta la sua formazione ed ambizione ERANO INVESTITE IN QUEST'IMPRESA e dopo Canne c'erano tutti i presupposti PERCHE' QUESTO AVVENISSE.
Si deve alla fortuna di Roma, avuta anche in altri episodi, se questa non e' stata distrutta.
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

2347 Posts

Posted - 05/04/2005 :  21:07:00  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave Romano11!Bisogna dire però che i mercenari di Annibale erano alquanto scontenti perchè il loro generale cartaginese non li pagava da tempo,e per di più Scipione,dopo aver tagliato i rifornimenti provenienti dalla Spagna,attaccò l'Africa obbligando Cartagine a richiamare Annibale.Bisogna sapere anche che in quel periodo c'erano molte forze ostili ad Annibale a Cartagine,anche per questo fu richiamato in patria.Concordo comunque con te che Annibale era un condottiero eccellente,ma si sa,che per vincere una guerra bisogna avere anche fortuna!

Otium cum dignitate

Lucio Emilio Paolo
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Marcus Vipsanius Agrippa
Membro Iunior

51 Posts

Posted - 06/04/2005 :  12:14:25  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave!

Non parlerei affatto di fortuna ma di circostanze oggettive.
Come dicevano gli illustri colleghi Annibale si trovava in territorio nemico, senza alleati (o con meno alleati di quanto si aspettasse), con un esercito in marcia ormai da troppo tempo (immagino che la traversata delle alpi non sia stata un divertimento), con i rifornimenti a singhiozzo.
Mantenere un esercito in queste condizioni era già difficilissimo, figuriamoci assediare Roma.
Roma invece era al sicuro dietro le mura, stava raccogliendo truppe da ogni angolo del mondo, si stava riorganizzando.
Se c'è una costante nelle vittorie di Roma non è la fortuna (sempre ben accetta) ma l'organizzazione, Roma non era una semplice città ma una struttura complessa e coesa finalizzata alla guerra ed all'espansione.
Vincere una battaglia è una cosa ma creare una struttura stabile e duratura, capace di portare avanti una guerra per anni era un'altra.
Purtroppo per Annibale, Roma era l'unica potenza che poteva contare su questa struttura.

Non è un caso se la locuzione proverbiale "vittoria di Pirro" derivi da una sconfitta romana.



Otium cum dignitate
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tarquinio il superbo
Membro Solitus

105 Posts

Posted - 06/04/2005 :  12:50:00  Mostra il Profilo di questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Agrippa ha ragione in pieno ma ci sarebbe un altro motivo.
Annibale era il capo del suo partito e non rappresentava tutta cartagine perchè gli aristocratici e il commerciale a un certo punto non concordavano più con la sua spedizione e allora non era più una guerra di due stati uno contro l'altro ma roma contro Annibale che non poteva più ricevere rinforzi. la spiegazione è che quando suo fratello viene sconfitto da Livio e ucciso non c'è più nessuno che sia disposto a spendere altri soldi per aiutarlo a arruolare i rinforzi e la logistica.
se annibale si ritira in africa è perchè i motivi che ho spiegato gli impediscono aiuti via mare e via tera scipione ha chiuso la strada dalla spagna

m'avete cacciato?! peggio per voi!!
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

2347 Posts

Posted - 24/05/2005 :  18:54:45  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Bisogna inoltre ricordare che i mercenari di Annibale non venivano pagati da tempo e che erano sul punto di insubordinarsi.Annibale per poter espugnare l'Urbe aveva bisogno di tutte le forze disponibili.Roma era ben protetta da migliaia di legionari,e per di più Scipione tagliò i rifornimenti dalla Spagna.Come avrebbe potuto Annibale assediare Roma senza rifornimenti e con i mercenari,che erano buona parte dell'esercito,intenzionati a ribellarsi?Se ciò non fosse bastato a Cartagine vi erano personaggi eminenti intenzionati a fer ritirare Annibale,e per di più Scipione era diretto in Africa per attaccare Cartagine.Anche se il condottiero Cartaginese fosse riuscito ad entrare a Roma,cosa avrebbe fatto dopo?Sicuramente Scipione avrebbe distrutto Cartagine subito o sarebbe tornato a Roma per sconfiggere l'esercito di Annibale sfiancato da un faticoso assedio.Annibale dunque fece l'unica cosa che potè fare:perdere la guerra.

Otium cum dignitate

Nihil est magnum somnianti

Lucio Emilio Paolo
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tarquinio il superbo
Membro Solitus

105 Posts

Posted - 25/05/2005 :  09:50:40  Mostra il Profilo di questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
ma... un momentino: ti do ragione su tutto ma sul fatto che l'unica cosa da fare era perdere la guerra aspetterei un minuto perchè se a Zama la cavalleria di Lelio e quella di Massinissa non riuscivano a sconfiggere quella di Annibale la questione prendeva tutta un altra piega e scipione poteva perdere di santa ragione quindi va bene così

m'avete cacciato?! peggio per voi!!
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

2347 Posts

Posted - 25/05/2005 :  13:51:00  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Se la cavalleria che appoggiava i Romani fosse stata respinta Annibale avrebbe FORSE vinto la guerra...probabilmente non lo sai,ma i Romani vinsero anche così:
I Romani erano gente d'onore,ma erano anche molto svegli!Sai cosa fecero?Come ho gia scritto i mercenari avevano tutte le intenzionidi insubordinarsi.I Romani nascosero dei "traduttori" tra le legioni.Questi si avvicinarono al nemico e dissero ai mercenari che se fossero passati dalla loro parte,i Romani li avrebbero pagati il doppio.I mercenari,che da più di un anno non vedevano un soldo,accettarono ben volentieri la loro proposta,e attaccarono i cartaginesi alle spalle.Diciamo che Annibale se la sarebbe vista brutta in ogni caso...

Otium cum dignitate

Nihil est magnum somnianti

Lucio Emilio Paolo
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caesar
Amministratore del Foro

225 Posts

Posted - 28/05/2005 :  10:28:13  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Posso dire che annibale fu un grande generale, ma non un grande stratega. Infatti sul campo non c'è dubbio che sapesse vincere, ma a livello di gestione strategica lasciava a desisderare, altrimenti per esempio avrebbe attaccato subito Roma e non avrebbe aspettato altro tempo, sopratutto considerando che dopo Canne, anche se a Roma rimanevano alcuni alleati era comunque militarmente debolissima, e il richimo delle legioni dalla Hispania avrebbe richiesto molto più tempo di qunato Annibale avrebbe impiegato per arrivare alle altae moenia Urbis.

"Annibale sapeva come ottenere la vittoria ma non come sfruttarla".
Per altro ci si dovrebbe chiedere il perchè delle sconfitte romane. La risposta è alquanto semplice: i romani, ma anche la maggior parte dei popoli italici, fino ad allora erano abituati a combattere con schieramenti di fanteria che si scontravano più o meno frontalmente senza, se non talvolta con i romani, grandi movimenti tattici emirati di truppe, e dove la cavalleria aveva funzioni ridotte (pattugliamento e fiancheggiamento), se non addirittura assente. E invece è proprio sulla cavalleria che annibale punta le sue risorse, infatti la fanteria era perlo più costituita da mercenari, mentre la cavalleria era propriamente cartaginese. E tutto sommato lasciatemi dire che alla fin fine lo schieramento di Annibale era sempre, e quello, e furono i romani a non sapersi adattare da principio, proprio perchè abituati a combattere da secoli in altro modo.
Annibale dunque usava un po la fanteria come anima centrale per "distrarre il nemico" e per tenerlo ben impegnato - magari disponendosi a a cuneo e poi ritraendo lo schieramento del cnetro per fare avanzare il nemico e chiuderlo da tutti i lati - mentre la sua cavalleria molto forte, sia nel numero che nel tipo di armture, faceva il raggiramento e chiudeva il nemico i una morsa.
Nella battaglia di Zama succede lo stesso ad Annibale: egli abituato al suo solito schieramento, non capisce la tattica di Scipio, pensando che avrebbe combattuto "alla solita maniera", e invece ... bhè si sa come è andata a finire.

Come disse Napoleone, non bisogna mai adottare una sola tattica, ma cambiarla secondo le esigenze del momento, e così Roma fece da li in poi.

"Roma Aeterna"
"In medio stat virtus"
"Stat rosa pristina nomine nomina nuda tenemus"
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