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Lucius Antonius Primo
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Posted - 01/08/2005 : 22:44:18
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Cosa pensate della struttura tattica manipolare?
Nel corso della guerra contro i sanniti, intorno al 340 a.C., i romani sostituirono la rigida falange oplitica, di derivazione macedone, capace solo d'una grande forza d'urto ma tatticamente poco manovrabile, con l'ordinamento per manipoli, che rester� la struttura fondante dell'esercito romano per alcuni secoli, fino all'adozione delle coorti.
L'equipaggiamento del soldato ora consisteva in una spada da punta e da taglio, una corazza, l'elmo e gli schinieri, una lancia da getto (pilum), mentre quella da urto (hasta) viene lasciata solo alla terza fila dello schieramento (i triarii) e, particolare importante, si sostituisce lo scudo rotondo di bronzo con uno rettangolare in legno.
Anche l'ordine delle schiere fu modificato: praticamente i manipoli delle prime due linee (principes e hastati) si schierarono su un fronte di 12 uomini per una profondit� di 10, quindi un totale di 120 uomini.
In combattimento le centurie di ogni legione si disponevano in numero di 20 per linea, cio� in 10 manipoli di 120 uomini ciascuno. La legione era composta in genere di circa 4.000 uomini, ma poteva arrivare anche a 6.000.
Il manipolo aveva il vantaggio di poter combattere da solo, a condizione che vi fosse grande coesione e prontezza. L'armamento era uguali per tutti.
L'esercito romano era molto forte non solo a motivo della capacit� di risolvere prontamente i limiti tattici e strategici, ma anche perch� era un esercito di cittadini, non di mercenari, ed era anche un esercito di alleati (latini e italici, almeno sino al II sec. a.C., poi chiunque pot� diventare alleato). Agli alleati spesso venivano assegnati compiti specifici sulla base delle loro abilit� o specialit� tradizionali: p.es. i cretesi venivano impiegati come arcieri, gli spagnoli come frombolieri ecc.
Gli alleati conservavano un'autonomia formale nella politica interna, ma dovevano rinunciare a una politica estera indipendente, anche perch� tutto il loro potenziale bellico (auxilia) doveva essere messo a disposizione di Roma. Il che non sempre veniva accettato tranquillamente, come p.es. testimonia la rivolta di gran parte degli alleati nel 90 a.C. Non a caso i romani si guardavano bene dal creare reparti militari etnicamente omogenei.
Le truppe ausiliarie raddoppiavano gli effettivi di una legione, al punto che tra romani e alleati il potenziale umano mobilitabile era di circa 800-900.000 soldati (circa il 6-7% degli arruolabili era annualmente sotto le armi).
Di regola le legioni, almeno fino al II sec. a.C., non superavano mai le quattro unit� (due per console), ma in alcuni momenti delle guerre puniche arrivarono oltre 20 (con la promessa della libert� si arruolarono persino gli schiavi).
I consoli comandarono sulle legioni solo fino al I sec. a.C., dopodich� vennero sostituiti dai tribuni, per soddisfare meglio le esigenze di eserciti divenuti molto pi� grandi; a loro volta i tribuni sceglievano i centurioni, responsabili della disciplina, dell'addestramento e del comando di ogni centuria. Il centurione veniva scelto sulla base dell'esperienza e della capacit� di comando. La sua origine sociale in genere era modesta.
La lunga permanenza dei militari all'estero ebbe due effetti inevitabili:
l'aumento dell'importanza dei contingenti alleati;
la nascita delle prime colonie di veterani, che contribu� alla romanizzazione delle province.
Durante la fase espansionistica il soldato prendeva un denario al giorno e partecipava, in misura crescente del suo grado, alla spartizione del bottino. Un centurione poteva arrivare a pi� di 100 denari al mese; un tribuno a pi� di 200.
Quanto pi� militava nell'esercito, tanto pi� la terra lavorata in Italia veniva abbandonata e tra i lavoratori agricoli aumentava la proletarizzazione dei ceti pi� deboli.
Lucius Antonius Primo
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Aurelio Ventidio Aquila
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Posted - 01/08/2005 : 23:34:17
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Il problema della repubblica infatti era che non aveva sufficienti cittadini da impiegare nell'agricoltura e contemporaneamente nelle forze armate, la soluzione sarebbe stata "un'evoluzione" del sistema sociale congiunto a quello militare che prevedesse un'aumento della popolazione supportato da un surplus alimentare garantito dai lavoratori agricoli che dovevano essere tutelati proprio per garantire tale "evoluzione".
Aurelio Ventidio Aquila |
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Aurelio Ventidio Aquila
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Posted - 01/08/2005 : 23:47:10
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Tornando all'argomento "manipolo" possiamo dire con sicurezza che fosse una formazione militare adeguata all'epoca in cui venne utilizzata, infatti garantiva la potenza della fanteria pesante e l'agilit� e la velocit� necessaria ad un'esercito per "colpire" il nemico ovunque esso sia e con una forza decisiva nettamente superiore a quella di cui potrebbe disporre il nemico, l'esempio palese ne � la battaglia Cinoscefale.
Aurelio Ventidio Aquila |
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Lucius Antonius Primo
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Posted - 02/08/2005 : 15:16:59
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Ti stai riferendo a quella dei Tebani con al comando di Pelopida ed Epaminonda, che batterono i Tessali al comando di Alessandro di Fere, e quasi per sbaglio mor� Pelopida?
Lucius Antonius Primo
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Aurelio Ventidio Aquila
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Posted - 02/08/2005 : 17:50:55
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Cinoscefale, in Tessaglia, Flaminino distrugge l'esercito macedone con la struttura manipolare romana.
Aurelio Ventidio Aquila |
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Flavio Aezio
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Posted - 04/08/2005 : 08:57:39
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Ma poi le falangi erano molto forti di fronte,e se attaccate di lato era una tragedia..
onore alle legioni di Roma |
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo
    
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Posted - 04/08/2005 : 14:06:46
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quote:
Originally posted by Flavio Aezio
Ma poi le falangi erano molto forti di fronte,e se attaccate di lato era una tragedia..
onore alle legioni di Roma
Di fatti come tutti sanno, la struttura era molto pooco mobile, come pure si � un po visto nel film alexander, l'esercito di Alex (chiamiamolo cosi in amicizia) rimase chiuso nei fianchi, mentre lui rincorreva Dario....
Lucius Antonius Primo
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo
    
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Posted - 04/08/2005 : 14:13:19
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Questa � un'altra ricerca che ho fatto sull'esefcito romano, in passato....ditemi se vi piace...
Il primitivo esercito romano era formato da gruppi di combattenti che appartenevano alle grandi famiglie aristocratiche (gentes), in grado di pagarsi carri, cavalli, armi di ferro, nonch� di disporre di un certo seguito di clienti, bisognosi di protezione ma anche capaci di seguire quelle famiglie nel corso delle guerre per conquistare terre e citt�.
I combattimenti non si svolgevano a cavallo ma a piedi: i cavalli servivano per spostarsi velocemente sul luogo dello scontro. Questo ovviamente non vuol dire che non esistesse nel primitivo esercito la cavalleria, ma semplicemente che lo scontro decisivo avveniva tra fanti, che rappresentavano il cosiddetto "esercito degli opliti schierati a falange" (1). L'uso intelligente della cavalleria avverr� solo nel corso delle guerre puniche.
Il comandante dell'esercito era il re, coadiuvato da un generale (magister populi), il quale nominava un proprio sottoposto: il magister equitum.
Intorno al VI sec. a.C., sotto il regno di Servio Tullio, l'esercito di Roma e di altre citt� sotto la sua influenza si organizza in modo rigoroso: tutti gli uomini (quindi non solo gli aristocratici di nascita) in grado di pagarsi un armamento completo di metallo (scudo, corazza, schinieri, elmo, lancia e spada) e disposti a combattere insieme con disciplina, potevano aspirare non solo a una spartizione del bottino ma anche a un controllo politico della citt�. Era nato l'esercito su base censitaria e nel contempo una strategia di tipo politico-militare.
Quelli che erano inferiori a un certo censo (i cosiddetti proletarii, perch� censiti solo per la prole) potevano combattere solo con armi rudimentali, fuori dallo schieramento della falange e dalla possibilit� di ottenere ruoli politici di rilievo.
L'ordinamento politico-istituzionale fu una conseguenza di quello militare. Infatti dall'esercito riunito per combattere si svilupp� il comizio centuriato, un'assemblea cittadina fondata sulle centurie, l'unit� base della legione. Composta inizialmente di 3.000 e poi di 6.000 uomini, la legione non era pi� comandata dal re, dopo il crollo della monarchia, ma da due consoli. La cavalleria che l'affiancava aveva 300 unit� per legione.
Una centuria era generalmente composta di 100 uomini, agli ordini di un ufficiale: il centurione. Forse quando le legioni divennero due, ogni centuria comprendeva solo 50 uomini.
Nei comizi centuriati i ceti benestanti disponevano sempre di pi� voti, coi quali potevano eleggere i magistrati, i comandanti militari e dichiarare la guerra o la pace. Si votava infatti per centurie, non individualmente, e i pi� ricchi erano distribuiti in un maggior numero di centurie.
Queste assemblee si tenevano fuori dalla linea sacra della citt�, il pomerio, al cui interno non si potevano portare armi. Le proposte venivano presentate dai magistrati e i cittadini si limitavano a votarle, senza neppure discuterle.
L'antico cittadino romano in origine era un contadino e/o un allevatore (la stessa contesa tra il contadino Romolo e il pastore Remo rappresent�, in chiave figurata, il punto di arrivo di una progressiva differenziazione di ruoli: non pi� contadino "e" allevatore ma o l'uno o l'altro, fino alla maturazione di quell'antagonismo - in relazione all'uso della terra - che a un certo punto divenne irriducibile, esattamente come in altre zone geografiche caratterizzate dal sorgere delle civilt�, e che si pu� sintetizzare nel conflitto tra il nomadismo degli allevatori e la sedentariet� degli agricoltori).
Quando la rottura (che nel caso della leggenda di Romolo fu tragica) trov� il suo compimento, prese l'avvio la progressiva trasformazione del contadino romano in soldato. Tale trasformazione sar� accompagnata, come in parallelo, da quella del possidente agrario in comandante militare e quindi in uomo politico e amministratore di citt�.
Il primitivo esercito romano era formato da gruppi di combattenti che appartenevano alle grandi famiglie aristocratiche (gentes), in grado di pagarsi carri, cavalli, armi di ferro, nonch� di disporre di un certo seguito di clienti, bisognosi di protezione ma anche capaci di seguire quelle famiglie nel corso delle guerre per conquistare terre e citt�.
I combattimenti non si svolgevano a cavallo ma a piedi: i cavalli servivano per spostarsi velocemente sul luogo dello scontro. Questo ovviamente non vuol dire che non esistesse nel primitivo esercito la cavalleria, ma semplicemente che lo scontro decisivo avveniva tra fanti, che rappresentavano il cosiddetto "esercito degli opliti schierati a falange". L'uso intelligente della cavalleria avverr� solo nel corso delle guerre puniche.
Il comandante dell'esercito era il re, coadiuvato da un generale (magister populi), il quale nominava un proprio sottoposto: il magister equitum.
Intorno al VI sec. a.C., sotto il regno di Servio Tullio, l'esercito di Roma e di altre citt� sotto la sua influenza si organizza in modo rigoroso: tutti gli uomini (quindi non solo gli aristocratici di nascita) in grado di pagarsi un armamento completo di metallo (scudo, corazza, schinieri, elmo, lancia e spada) e disposti a combattere insieme con disciplina, potevano aspirare non solo a una spartizione del bottino ma anche a un controllo politico della citt�. Era nato l'esercito su base censitaria e nel contempo una strategia di tipo politico-militare.
Quelli che erano inferiori a un certo censo (i cosiddetti proletarii, perch� censiti solo per la prole) potevano combattere solo con armi rudimentali, fuori dallo schieramento della falange e dalla possibilit� di ottenere ruoli politici di rilievo.
L'ordinamento politico-istituzionale fu una conseguenza di quello militare. Infatti dall'esercito riunito per combattere si svilupp� il comizio centuriato, un'assemblea cittadina fondata sulle centurie, l'unit� base della legione. Composta inizialmente di 3.000 e poi di 6.000 uomini, la legione non era pi� comandata dal re, dopo il crollo della monarchia, ma da due consoli. La cavalleria che l'affiancava aveva 300 unit� per legione.
Una centuria era generalmente composta di 100 uomini, agli ordini di un ufficiale: il centurione. Forse quando le legioni divennero due, ogni centuria comprendeva solo 50 uomini.
Nei comizi centuriati i ceti benestanti disponevano sempre di pi� voti, coi quali potevano eleggere i magistrati, i comandanti militari e dichiarare la guerra o la pace. Si votava infatti per centurie, non individualmente, e i pi� ricchi erano distribuiti in un maggior numero di centurie.
Queste assemblee si tenevano fuori dalla linea sacra della citt�, il pomerio, al cui interno non si potevano portare armi. Le proposte venivano presentate dai magistrati e i cittadini si limitavano a votarle, senza neppure discuterle.
I censimenti venivano fatti ogni cinque anni. I cittadini venivano divisi in cinque classi, di cui le prime quattro includevano quelli con patrimoni compresi tra i 100.000 e gli 11.000 assi. Nell'ultima era i proletarii. A parte venivano censiti i fabri, cio� i tecnici necessari, e i trombettieri.
Durante la guerra decennale contro Veio, conclusasi nel 396 a.C., fu introdotto il soldo, un contributo dei cittadini alle spese di vestiario e di armamento dei soldati.
Ogni romano diventava abile alle armi praticamente a 17 anni, quando indossava la toga virile ed entrava a far parte degli iuniores, dove vi restava fino a 46 anni, dopodich� apparteneva ai seniores, cio� alla riserva, richiamabile per una guerra in casi di particolare pericolo. Ma esisteva anche una chiamata di emergenza detta tumultus che avveniva a prescindere totalmente dal censo.
I plebei spesso rifiutavano le continue chiamate alle armi, poich� dalle conquiste realizzate ricevevano solo le briciole e le famiglie rimaste in patria facilmente cadevano vittime dei debiti, senza considerare che, una volta entrato nell'esercito, il plebleo perdeva automaticamente tutti i diritti faticosamente acquisiti con le lotte di classe: poteva essere messo a morte per indisciplina, senza alcun processo.
La disciplina era un aspetto fondamentale dell'organizzazione militare. Ogni soldato prestava un solenne giuramento al suo comandante: la parola sacramentum, con cui si designava questo atto di totale fiducia e sottomissione, implicava l'idea della punizione severa per chi trasgrediva le regole. Manlio Torquato nel 340 a.C. mise a morte il figlio solo perch� aveva ingaggiato un duello individuale (vincendolo) senza la sua autorizzazione. Esempi come questo se ne possono fare tanti e non a caso gi� a partire dal II sec. a.C. i giovani romani cominciavano a manifestare una certa insofferenza per la leva militare.
Lucius Antonius Primo
FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS |
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro
    
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Posted - 04/08/2005 : 18:29:56
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ma,che io sappia all'inizio l'esercito romano era composto da aristocratici sui carri(come ha detto Primo)ma non mi sembra che scendessero per mettersi in formazione,per id pi� oplitica....proprio come i greci di epoca arcaica prediligevano lo scontro individuale.Durante un periodo in cui gli armamenti abbassarono di prezzo,anche i pi� poveri poterono permettersi l'opportunit� di armarsi.Il punto � che al contrario degli aristocratici,loro componevano un esercito compatto...un po' come una legione,ma meno organizzata.
Lucio Emilio Paolo |
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo
    
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Posted - 04/08/2005 : 21:13:49
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Quel tipo di esercito che hai appena descritto mi ricorda moltissimo gli eserciti dei Celta, periodo pre-conquista e pre-repubblica, se non sbaglio, immagino che fosse una sorta di tradizione radicata tra i popoli indoeuropei, ma non ne sono sicuro.
Aurelio Ventidio Aquila |
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro
    
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Posted - 04/08/2005 : 21:38:24
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Originally posted by Lucius Antonius Primo
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Originally posted by Flavio Aezio
Ma poi le falangi erano molto forti di fronte,e se attaccate di lato era una tragedia..
onore alle legioni di Roma
Di fatti come tutti sanno, la struttura era molto pooco mobile, come pure si � un po visto nel film alexander, l'esercito di Alex (chiamiamolo cosi in amicizia) rimase chiuso nei fianchi, mentre lui rincorreva Dario....
Lucius Antonius Primo
FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS
concordo col fatto che la falange era poco mobile,ma la sua struttura,faceva si che se veniva sorpresa ai lati,gli opliti potessero rivolgere le aste contro il nemico,come un riccio...
Lucio Emilio Paolo
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo
    
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Posted - 04/08/2005 : 21:48:26
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Non credo fosse possibile, l'intreccio delle aste utilizzate dagli opliti, molto lunghe e difficili da manovrare, renderebbe la manovra troppo lenta e intanto il fronte da cui gli opliti si disimpegnano verrebbe travolto, � troppo rischioso, la manovra pi� sicura sarebbe utilizzare un'altra unit� contro gli aggressori, al fine da coprire il fianco nemico, una sorta di tattica oplitica portata sulla scala delle unit� da battaglia, il guaio � che anche questa formazione come la basilare unit� composta da un singolo gruppo di opliti � sempre sguarnita ai fianchi.
Aurelio Ventidio Aquila |
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro
    
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Posted - 04/08/2005 : 22:00:51
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quote:
Originally posted by Aurelio Ventidio Aquila
Non credo fosse possibile, l'intreccio delle aste utilizzate dagli opliti, molto lunghe e difficili da manovrare, renderebbe la manovra troppo lenta e intanto il fronte da cui gli opliti si disimpegnano verrebbe travolto, � troppo rischioso, la manovra pi� sicura sarebbe utilizzare un'altra unit� contro gli aggressori, al fine da coprire il fianco nemico, una sorta di tattica oplitica portata sulla scala delle unit� da battaglia, il guaio � che anche questa formazione come la basilare unit� composta da un singolo gruppo di opliti � sempre sguarnita ai fianchi.
Aurelio Ventidio Aquila
non proprio....ai lati,gli opliti che non erano coinvolti in battaglia avevano le aste alzate,quindi in un possibile accerchiamento si sarebbero semplicemente dovuti girare e abbassare le aste...tutto qua
Lucio Emilio Paolo
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo
    
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Posted - 04/08/2005 : 22:55:11
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non proprio....ai lati,gli opliti che non erano coinvolti in battaglia avevano le aste alzate,quindi in un possibile accerchiamento si sarebbero semplicemente dovuti girare e abbassare le aste...tutto qua
Un'asta lunga 3metri circa non � facile da manovrare e grava pesantemente sul fante che non una lama corta come il gladio romano, puoi comprendere inoltre come si possa facilmente distruggere una falange poich� limitata nel raggio d'azione e nella tipologia di territori in cui � possibile schierarla al contrario del manipolo utilizzabile praticamente ovunque.
Aurelio Ventidio Aquila |
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo
    
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Posted - 05/08/2005 : 01:06:51
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quote:
Originally posted by Aurelio Ventidio Aquila
non proprio....ai lati,gli opliti che non erano coinvolti in battaglia avevano le aste alzate,quindi in un possibile accerchiamento si sarebbero semplicemente dovuti girare e abbassare le aste...tutto qua
Un'asta lunga 3metri circa non � facile da manovrare e grava pesantemente sul fante che non una lama corta come il gladio romano, puoi comprendere inoltre come si possa facilmente distruggere una falange poich� limitata nel raggio d'azione e nella tipologia di territori in cui � possibile schierarla al contrario del manipolo utilizzabile praticamente ovunque.
Aurelio Ventidio Aquila
Comunque devo farti due punti, la falange macedone (sia quella di alex,che di suo padre e sia dei suoi avi) era composta di 16 metri * 16, gli ultimi 5 uomini in testa, avevano le lance progressivamente abbassate, che partiva dalla quinta fila con un angolo di 90� fino ad abbassarsi di piu o meno 18� gradi in ogni fila fino a raggiungere 0� gradi , ovvero parallele al terreno la prima fila....
Nel caso della falange macedoine con la riforma di Filippo II non erano pi� di tre metri bens� di 5, 1\5 della lancia era tenuto dal falangista, il reso per infilare....
La rotazione che avrebbero dovuto compiere, comne Lucio ha suggerito, era pressoch� impossibile per le prime 5 file, un po meno per il restante.
La falange era usata per la sua forza bruta e dirompente, non certo per manovre veloci o di ripiegamento, per questo c'erano i frombolieri al massimo, che attaccavno e scappavano.
In rari casi le lance erano anche lanciate, scusate iol gioco di parole, come nella battaglia di Alicarnasso, nonostante siano molto difficile da sostenere e dargli la propulsione adeguata, da questo principio naquero i dardi e le baliste, e che a loro vola sarebbero divenute le balestre...scusate la divagazione
Per usare al massimo la falange ci dovevano essere le condizioni ideali, terreno piano e vasto e copertura ai lati, si sarebbe difatti resa inutile in battaglie corpo a corpo o troppo tattiche o meglio ancoa durante assedi, come tutti possiamo pensare. Riornando al discorso della falange di Alex, devo dire che se qualcuno abbia letto un libro sullo stesso alex o sulla stria della falange, sa bee che la falange era sempre coperta sia alle spalle, sia ai fianchi, infatti rimanere completamente scoperta su 3\4 dei lati sarebbe stato un suicidio bello e buono. Dire infatti come i libri di scuola di elementari e medie che l'esercito macedone er la falange stessa, va a contrastare contro ogni esigua logicit� tattico-militare razionale, spaccare il centro di un esercito per poi essere presi alle spalle risulterebbe solo masochismo bello e buono, e anche per questo non bisogna intendere che l'esercito e la falange erano una cosa sola, anzi la falange era e sarebbe stato anche per gli altri popoli, solamente un reparto unifunzionale, ad alto rischio di ritorsione, ma molto efficace in manovre di sfonadamento di forza intesa come potenza esplosiva. Ma ahim� ogni positiviut� contiene una negativit� che ho gi� elencato nelle righe sovrastanti.
Al punto arrivo ora, poteva esserci un modo efficace per far diventare la falange meno rigida, quindi pi� mobile, e meno vulnerabile senza l'aiuto di altri militari?
Muovendosi a riccio fin dall'inizio della manovra di attacco? accorciando nettamente le lance cos� i movimenti dei falangiti sarebbero stati pi� veloci e meno lunghi?
Beh sapete cosa vi dico? Che la falange poteva benissimo cos� per il periodo in cui veniva usato (intendo con Alex), ma gia con Roma questa tattica era troppo antica, provata e trapassata. Mentre 400 anni ab urbe condita la falange era potente, sono bastati 100-200 anni perch� essa perdesse la sua efficacia, a essa infatti si sarebbe sostituita la testuggine, assai pi� mobile, come tutti voi signori sapete, e assai pi� agile manovrabile, sia in caso di intemperie che in caso di terreno ostile.
Alla fine non � la forza bruta e spesso goffa della falange che vince, ma l'agile astuzia mobile della testuggine. Non importa quanta forza hai, l'importante � come la usi a tuo favore...
Lucius Antonius Primo
FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro
    
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Posted - 05/08/2005 : 09:35:35
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Giusto...per di pi�,la falange era ottima per territori come la Grecia,stretti e montuosi,mentre in piena pianura,sarebbe bastato anche un semplice gruppo di arceri per metterli in difficolt�,per non parlare degli arceri a cavallo.
Lucio Emilio Paolo |
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