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 LA BATTAGLIA DI ARGENTORATUM 357 d.C.
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

1249 Messaggi

Posted - 30/08/2005 :  19:32:21  Show Profile  Email Poster  Reply with Quote
Siamo in pieno clima di basso impero: l㠙mperatore Costantino aveva lasciato tre eredi tra i quali emerse vincitore Costante, il secondogenito.

Costui per non aver pi� rogne dai parenti, ne fece strage lasciando in vita solo un cuginastro, tal Giuliano, che sarebbe passato alla storia come Giuliano l𡒶postata, godendo di pessima stampa, poich� all𨬓poca i vescovi cristiani erano tra i pochissimi che sapevano scrivere. In verit�, Giuliano, prov� repulsione per il cristianesimo perch� sin da bambino un effeminato vescovo orientale fu in pratica il suo carceriere (forse ne fu anche oggetto di molestie sessuali) e perci� il suo cristianesimo fu, per lui, pratica esteriore, esercitata al solo fine di salvarsi la pelle. Accusarlo di apostasia � perlomeno ingeneroso nei confronti di un imperatore colto che difese validamente l𥕜mpero, lott� contro la corruzione e si preoccup� sempre del benessere di coloro di cui ebbe la responsabilit�. Non perseguit� i cristiani, lasciando libert� di religione a tutti, anche se tent� di resuscitare il culto del Sole Invitto come ai tempi di Aureliano. Autorizz� per� i pagani a ricostruire i loro templi con gli elementi architettonici che i cristiani avevano loro sottratto per costruire le loro chiese ed escluse questi ultimi dall㠙nsegnamento e dall𠿟mministrazione, attivit� delle quali serbava, come si � detto, un pessimo ricordo giovanile. Costanzo, forse tormentato dai rimorsi (aveva massacrato tutta la famiglia) lo risparmi� e poi lo nomin� Cesare, affidandogli il governo della Gallia perch� lo credeva un giovane studioso inoffensivo.

Giuliano aveva in effetti studiato molto la filosofia ma anche la storia militare. L㠙mperatore, alquanto rozzo, non cap�, la pericolosit� dei libri se non quando fu troppo tardi. In ogni modo i primi a sperimentare sulla loro pelle, quanto 𧗽noffensivo� fosse il giovane topo di biblioteca furono i barbari d侊ltre Reno, in particolare gli Alamanni guidati dal terribile e gigantesco re Knudmar, italianizzato in Cnodomaro. Giuliano li respinse dalla citt� di Sens, che assediarono inutilmente per oltre un mese, senza ricevere alcun aiuto da Marcello, il generale su cui Costanzo contava per controllare il giovane Cesare. L㠙ra del 懀opo di biblioteca� si abbatt� sul generale che fu tosto rimosso dal comando e sostituito da un soldato esperto, tale Severo, serio e coscienzioso, che si rivel� presto un aiuto prezioso per Giuliano. Purtroppo fu inviato anche quale 𢘫agister peditum� un tal Barbazione, che temeva ed odiava molto Giuliano, poich� era uno degli assassini del fratello, Gallo. Si pose pertanto subito a mettergli i bastoni tra le ruote, rifiutandogli qualsiasi appoggio, al pari di Marcello. Venne pure sorpreso e sconfitto da un contingente di Alamanni e rientr� anzitempo in Italia lasciando cos� l𡒶postata con soli 13.000 uomini a disposizione. A Cnodomaro che doveva avere buone capacit� politiche oltre alle virt� marziali, non parve vero e fece leva sulla presunta debolezza dei romani per mettere insieme una lega con altri re germanici portando i propri effettivi a ben 36.000 feroci germani. Forse intimorito dal numero Giuliano, esit� prima di attaccare, ma i Legionari protestarono sentendosi defraudati di una certa vittoria. Erano tutti del posto e temevano per le loro famiglie ed i loro beni. Comunque fu una bella prova di coraggio e, se vogliamo, anche di fiducia nel Comandante.

Lo scontro avvenne presso l𠿟ttuale Strasburgo. Cnodomaro adott� la classica formazione a cuneo della fanteria al centro, mentre egli con la cavalleria e molta fanteria leggera in ordine sparso si schierava all𠿟la sinistra. L𠿟la destra fu affidata al giovanissimo nipote del re, tal Serapione dal curioso nome greco. In questo settore i barbari escogitarono anche di nascondere in profonde buche occultate con ramaglie numerosi guerrieri con il compito di saltare fuori alle spalle dei Romani. Giuliano con la cavalleria pesante catafatta e gli alleati Batavi si posizion� di fronte a Cnodomaro mentre l𠿟la sinistra romana fu affidata all侊ttimo Severo.

Questi apr� le danze avanzando a ridosso delle linee nemiche. Qui i germani 𧗽nterrati� saltarono fuori dalle buche, probabilmente in anticipo rispetto al piano del re barbaro, e quindi i romani proseguirono nella loro avanzata mettendo in difficolt� Serapione. Frattanto, i catafratti, dalla parte opposta davano pessima prova di s� arretrando fino alle linee della propria fanteria, dove accorse Giuliano in persona, a fermarli a fatica. Cnodomaro, credendo forse di aver sbrigato la faccenda si spost� sull𠿟la opposta in aiuto dell㠙nesperto nipote, ed il Cesare opponendo i fanti romani ai coraggiosi, ma disordinati, guerrieri barbari, pot� parare il colpo. Anche il centro romano subiva l㠙mpeto germanico. Guidati dai nobili scesi da cavallo ( pare che siano stati i loro stessi guerrieri a pretendere tale rinuncia per paura che se la svignassero) alcuni Alamanni superarono la prima linea degli ausiliari 鏠ornuti� e 𠐓rachiati� per trovarsi a cozzare contro i legionari della Prima Giulia, in formazione serrata che chiusero la falla. La lotta infuri� incerta in un alternarsi di ritirate e contrattacchi ma alla fine il migliore armamento dei romani, tutti muniti di scudo spada e corazza al contrario dei germani, tra i quali solo pochi, i pi� ricchi possedevano una spada, nonch� la ferrea disciplina che Giuliano aveva saputo ottenere dai suoi, alla fine ebbero la meglio sul numero soverchiante. Scoraggiati dalle forti perdite, e vedendo frustrato ogni loro sforzo, gli Alamanni ruppero i ranghi e fuggirono. L㠙nseguimento dei fuggiaschi fu particolarmente cruento I barbari, anche coloro che non sapevano nuotare, si gettarono nel Reno dove i legionari si dedicarono al tiro al bersaglio con frecce e giavellotti.

I romani che avevano molto sofferto per le incursioni di Cnodomaro, erano determinati a massacrare quanto pi� possibile e coloro che per ultimi si erano rassegnati a fuggire dovettero arrampicarsi su mucchi di cadaveri. Tra costoro vi fu lo stesso re che si dovette coprire il volto (come Arminio ad Idustaviso) e gettare le sue splendide armi per non essere riconosciuto. Cadde per� da cavallo e, perso forse l侊rientamento, fin� tra le amorevoli braccia degli inseguitori. Il 懀errore del Reno� implor� umilmente il perdono del Cesare e fin� i suoi giorni in carcere a Roma. Furono rinvenuti circa seimila caduti Alamanni mentre i romani furono circa 250/300 tra cui il comandante dei catafratti che furono puniti, sembra, facendoli correre intorno al campo vestiti da donna. Giuliano prosegui la campagna per altri due anni combattendo i resti degli Alamanni, i Franchi e i Camavi. Alla fine l𡒶postata (non ancora gratificato di tale appellativo) aveva ridato sicurezza alla Gallia e all𥕜mpero.


Pont Max Lucius Antonius Primus Firnus

FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS

Iustitiam quaerimus,rem omni auro cariorem.

Germanicus
Moderatore del Foro

133 Posts

Posted - 04/09/2005 :  12:29:43  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Consiglio il libro di Gore Vidal: Giuliano.
Molto bello, per chi volesse avere pi� informazioni sull'imperatore che sconfisse i Germani e arriv� ad un passo dalla vittoria totale sui Persiani.

Germanicus

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