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INFORMAZIONI·SVLLE·CITTA'·ROMANE
Troverete informazioni su molte città romane, piccole e grandi, spesso sconosciute ma che oggi ancora esistono. Torna alla tabella delle città.


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A

B

C
Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium: fondata, sui resti della greca Skylletion, dopo il 123 a.C. per effetto delle leggi di C. Gracco sulle colonie; rifondata da Nerva (96-8); città natale di M. Aurelio Cassiodoro Senatore (V-VI sec.), prefetto del pretorio sotto i re ostrogoti.
Sede vescovile almeno dal V sec., abitata fino all'età bizantina, diede origine a Squillace, principato normanno e dei Borgia, e ad altri centri.
L'area archeologica di Roccelletta (oggi nel Comune di Borgia) comprende: anfiteatro, teatro, foro, portico, capitolium, assassi diversi; e una grandiosa chiesa medioevale.

Cotilia: conosciuta come Cutiliae (che secondo Virgilio era l'ombelico d'Italia).

Consilinum o Cosilinum: città romana, situata lungo la Via Popilia, in Lucania, attualmente si chiama Padula ed è in provincia di Salerno in Campania. Città di origine antichissime fatta risalire all'epoca della civiltà primitiva detta del Gaudo, il sito archeologico presenta mura megalitiche dei Pelasgi, diventata lucana partecipò alle guerre puniche contro Roma fu distrutta e ricostruita come colonia, diventando anche prefettura romana, in epoca imperiale diventò sede episcopale, fu distrutta nel IX secolo.

D

E
Excingomagus: Exilles (TO) paese in media Valle Susa, caratterizzato da una imponente fortezza sabauda che, presumibilmente, sorge sul luogo occupato da un castrum romano. La fortezza è celebre per aver ospitato la Maschera di Ferro. In fondo al paese scorre il fiume Dora (fluvis Duriae) che si congiunge al Po a Torino. I romani costruirono un vallo, o sbarramento, appunto ai piedi dell'altura dove sorge la fortezza. Un altro vallo fu edificato, sempre dai Romani, a San Michele della Chiusa, più a valle tra Susa (Segusium) e Torino. Ancora esistente ai tempi di Carlo Magno, che lo aggirò per sorprendere i Longobardi che lo presidiavano.

F
Fundus Curreliascus: Grugliasco (TO) dal nome del veterano Currelius che ricevette in dono al suo congedo, un appezzamento di terreno derivante dalla centuriazione dell'agro Taurinense. Il suffisso "ascus" è tipico di molti toponimi torinesi, di chiara derivazione celto-ligure.

G

H

I

L
Luni:Nel 177 a.C., nel pieno delle guerre romano-liguri, dopo la massiccia deportazione degli Apuani nel Sannio, fu fondata la colonia di Luna, poco a sud del fiume Magra.

Più che da esigenze strategico-difensive, la fondazione della città in un territorio non ancora del tutto conquistato, era determinata essenzialmente da motivi di ordine economico-sociale,tra cui la soluzione del problema agrario, causa di gravi tensioni a Roma. Luni sorse quindi come colonia agraria e a ciascuno dei duemila cittadini romani partecipanti alla deduzione furono concessi 51 iugeri e mezzo della terra tolta ai Liguri.

All’inizio la vita della colonia fu dura: infatti l’area era tormentata dal perdurantre stato di guerra per la tenace resistenza opposta agli eserciti romani dai forti e bellicosi Liguri, che nel 175 a.C., come scrive Livio, avevano saccheggiato la stessa Luni. Quando nel 154 i Liguri furono definitivamente sconfitti, a Roma Claudio Marcello celebrò un grande trionfo e a Luni fu eretto un monumento in suo onore contemporaneamente alla costruzione del Capitolium della città. Quando nel 125 a. C. si riaprì il conflitto con i Liguri, si giunse ad una definitiva sottomissione di questo popolo e, per agevolare gli spostamenti nella zona, fu pavimentata la via Emilia Scauri per volere del censore M. Emilio Scauro, come documentato da Strabone.

Sulla storia di Luna del I secolo a. C. non abbiamo alcuna informazione, ma il periodo fu caratterizaato da una sempre crescente prosperità economica soprattutto per lo sfruttamento dei bacini marmiferi, causa di una ripresa dell’attività edilizia nella città, che all’epoca augustea raggiunse il suo massimo splendore. Iniziò ad essere eretto il teatro, il foro venne ingrandito e statue e iscrizioni onorarie vennero innalzate nelle aree più importanti della città. Luna divenne così nuovamente oggetto di attenzione per gli scrittori del tempo come Strabone, Persio, Lucano, Pliniuo e Marziale, che ne cantarono la bellezza e l’ importanza del porto, oltre che la mitezza del clima.

Nei primi tre secoli dell’impero continuò la prosperità di Luna , che in particolare conobbe una felice ripresa con gli Antonini, come mostrava il rinnovato impegno edilizio, con alte realizzazioni, nel rifacimento del Grande Tempio, nella ristrutturazione della Casa dei Mosaici, nella costruzione dell’Anfiteatro che conteneva più di settemila persone.

Intensi erano allora gli scambi commerciali, allargati all’intera area mediterranea, che portarono nuovo prestigio alle "gentes" lunensi. Nella città dal punto di vista giuridico la popolazione si distingueva in "coloni" e incolae"; la classe più elevata era rappresentata dalla borghesia locale, formata dai magistrati cittadini che costituivano l’"ordo decurionum", un’assemblea popolare. Fra i duoviri, i supremi magistrati dell’ordinamento coloniale, particolare prestigio avevano i "quinquennales", eletti nell’anno del censimento; infine vi erano i liberti, che miravano ad un innalzamento sociale e potevano ricoprire la carica religiosa del sevirato augustale.

Mentre a Roma gli imperatori si avvicendavano in troppo rapida successione e il potere centrale, travolto dalle lotte dinastiche, causava disgregazione sul piano politico, economico e sociale, anche Luna risentiva negativamente di ciò; tuttavia all’inizio del V secolo d.C. il poeta Rutilio Namaziano, descrivendo il viaggio da Roma a Luni lungo le vecchie strade consolari, poteva ammirare ancora la città dalle mura, di un bianco abbagliante, con il nome della brillante sorella del sole, in una terra coperta di marmi come nevi incontaminate (Rutil. Nam. II 63-68).

Mentre l’Italia veniva invasa dai Visigoti di Alarico, a Luna si costituiva la diocesi, con potere politico e amministrativo, oltre che religioso, che riportò ordine e organizzazione nella città; occupata da Narsete nel 552, Luni recuperava in parte il suo prestigio, ma ormai la fine era vicina e quando nel 643 il re longobardo Rotari giunse davanti alle mura di Luni, la città fu distrutta e da quel momento iniziò un periodo di lenta decadenza che culminò con l’abbandono della città.

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Rieti o Reate città di origine sabina. In questa città nacque anche l'Imperatore Vespasiano.

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