L'APOGEO, E L'EREDITA' DI ROMA
SETTE RE  LA REPUBBLICA  L'IMPERO  L'APOGEO

Con il III secolo d.C., Roma via via perde il ruolo centrale per la vastità e universalità del suo Impero, finché Diocleziano non lo separa in due parti ristrutturando profondamente economia, finanze, politica e burocrazia. Quest’opera garantisce a Roma un secolo di nuova prosperità e il Cristianesimo, autorizzato ufficialmente nel 313 d.C. da Costantino il Grande con l’editto di Milano, contribuisce a sostenere il regime. In quel periodo Roma contava circa 2 milioni di cittadini e l’ Impero oltre 100 milioni. Nel IV secolo il baricentro dell’Impero si sposta verso oriente, dopo le successive invasioni in Italia di barbari, visigoti e vandali, che arrivano a saccheggiare persino l'Urbe. Nel VI secolo d.C. "l'enorme ingranagio dell'Impero" si ferma del tutto. Si vede così la scomparsa di un' Impero senza precedenti, sia per grandezza, sia per lo sviluppo, lasciando alla storia il merito di aver creato e unificato il cosiddetto "mundus civilii".

Ma Roma non ci ha lasciato solo, palazzi, acquedotti, terme, strade, e città, ha lasciato molto di più; ha lasciato a noi una cosa invisibile che si chiama Cultura, ed essa nonostante i secoli, ci è pervenuta fino a noi. Ed in effetti a pensarci bene, la nostra Cultura non è altro che l'evoluzione del patrimonio di conoscenze che Roma, ci ha lasciato. E' forse per questo che Roma, è eterna. 
Molte persone credono, che l'Impero Romano è caduto per sempre, ma in realtà non è così, perché esso vive ancora, in un modo o nell'altro . . . .  ogni qual volta noi scriviamo, quando parliamo, quando ammiriamo una strada, quando guardiamo un calendario, ed in altri mille modi, l'Impero sopravvive ancora. 

Imperator Caesar Lucas Julius III


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