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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

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Posted - 19/07/2005 :  19:12:02  Show Profile  Email Poster  Reply with Quote
Come qualcuno mi aveva chiesto, ora vi racconto la storia di una regione, il piemonte, appunto....
Cercare le radici della civilt� porta inevitabilmente a confrontarsi con le caratteristiche geografiche della terra su cui si sviluppano. Gli antichi abitanti del Piemonte dovettero confrontarsi con paesaggi assai diversi, adattandosi con l'evolversi della civilt� stessa. Prima cacciatori dell'antica et� della pietra, poi contadini sedentari del Neolitico, infine grandi trib� durante l'et� dei metalli.
Le colline del centro-sud, ricche di aree boscose, furono sede dei primi insediamenti documentati: cacciatori di 150-100.000 anni fa, nell'Astigiano e nella zona di Trino, quando ancora il Po non c'era.
Questi primi abitanti furono soppiantati, attorno al 5000 a.C., da gruppi di contadini, nascono villaggi (Alba) e iniziano i primi commerci.
Cominciamo dal principio, il Piemonte, simile a quello odierno, affonda le sue radici attorno al 1000 a.C., quando le diverse zone e trib� vengono in contatto stabilmente e attraverso la regione iniziano a transitare le merci tra nord e sud Europa.
Fino al V secolo a.C. nella regione vivono etnie ben differenziate: a nord gli Insubri di lingua celtica, nella zona del Canavese i Salassi, i Taurini di tradizione Franco-Alpina nel Torinese , gli Statelli e i Langates di tradizione Liguro-Provenzale nel Monferrato, nel Cuneese i Bagienni. Solo l'espansione gallica del secolo successivo conferisce al Piemonte una maggiore omogeneit�.

L'espansione romana vera e propria dell'area alpina occidentale fu preceduta da accordi di tipo federativo con alcune delle trib� presenti sul territorio. Il primo nucleo abitativo romano si svilupp� tra il 173 e il 125 a.C., nella zona fra il Po, il Tanaro e la Stura (Pollentia = Pollenzo). Pochi decenni dopo fu fondata Dertona (l'attuale Tortona, in provincia di Alessandria), come guardia alla via Aemilia Scauri, con il conseguente sorgere di grandi aziende agricole nel Monferrato. Nel 100 a.C. fu costruita la colonia di Eporedia (l'odierna Ivrea, in provincia di Torino), allo scopo di difendere il territorio dalle incursioni delle trib� celtiche della Valla d'Aosta.
Il I secolo a.C. rappresenta un periodo di intensa romanizzazione: le mire di espansione coloniale oltre le Alpi obbligarono i Romani ad estendere il controllo su tutto il Piemonte e in quest'ottica si inser� la concessione della cittadinanza latina alla Cispadania nell'89 a.C. (di cui beneficiarono citt� come Alba e Acqui Terme).
Un ulteriore impulso venne dal piano augusteo di conquista e organizzazione dell'intero arco alpino: furono fondate nuove colonie (Augusta Taurinorum = Torino, Augusta Praetoria = Aosta, Vercellae = Vercelli e Novaria = Novara), riorganizzate le via commerciali e l'assetto amministrativo.
La situazione rimase invariata fino al III-IV secolo d.C., per poi mutare radicalmente con le invasioni barbariche e la caduta dell'Impero Romano d'Occidente nei secoli successivi.Fra il V e VI secolo tre popolazioni non autoctone combatterono per il controllo del Piemonte: Bizantini, Burgundi e Goti.


Lucius Antonius Primo

FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS

Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

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Posted - 19/07/2005 :  20:17:17  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
esaustivo come sempre....grazie per le informazioni

Lucio Emilio Paolo
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Flavio Aezio
Membro Senior

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Posted - 20/07/2005 :  10:22:22  Mostra il Profilo di questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
per quanto riguarda pisa romana cosa sai? Purtroppo non mi � riuscito trovare quasi nulla. So solo che il simbolo di pisa � a parte la croce pallata,� un'aquila che rappresenta tutta la provincia: Si sa che � stata molto fedele a Roma,infatti dietro la torre pendente vi � una statua che rappresenta la lupa di roma con i gemelli...bellissima!

onore alle legioni di Roma
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

2372 Posts

Posted - 20/07/2005 :  12:01:27  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
la lupa con i gemelli � un simbolo medievale....in epoca romana il simbolo era la lupa senza i gemelli...

Lucio Emilio Paolo
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

1249 Posts

Posted - 20/07/2005 :  12:49:09  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Io personalmete so solo che attorno al 4�-5� secolo a.C. quando gli Etruschi fondarono Volterra e Pisa pass� sotto il loro dominio. Nei tre secoli che hanno preceduto la nascita di Ges� e nei secoli immediatamente successivi fece parte dell� impero romano prima come alleata di Roma, poi come sua colonia.
I romani riconobbero la sua posizione strategica come porto,per l𨬓spansione verso nord.Allora infatti,Pisa sorgeva sul mare,alla confluenza tra l𡒶rno e il Serchio,nell𠿟ttuale parte nord della citt�,tra il Duomo,la porta a Lucca e S.Zeno.

Lucius Antonius Primo

FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

2372 Posts

Posted - 20/07/2005 :  18:21:21  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
certo che sei bene informato....

Lucio Emilio Paolo
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

1249 Posts

Posted - 21/07/2005 :  20:33:34  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
quote:
Originally posted by Lucio Emilio Paolo

certo che sei bene informato....

Lucio Emilio Paolo



Grazie, compagno triumviro...

Lucius Antonius Primo

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Flavio Aezio
Membro Senior

259 Posts

Posted - 23/07/2005 :  09:20:08  Mostra il Profilo di questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
che la lupa con i gemelli fosse un simbolo medievale non lo sapevo,comunque pisa � stata per quasi 300 anni una repubblica marinara,e noi pisani ne siamo orgogliosi,quindi � possibile che la statua sia stata fatta proprio nel medioevo. Ma mi spieghi allora le legioni che si chiamavano per esempio I� gemina,che simbolo avevano...solo i gemelli senza lupa? � un punto oscuro per me...

onore alle legioni di Roma
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

2372 Posts

Posted - 23/07/2005 :  13:19:10  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
non lo so,so solo che in epoca Romana,la statua della Lupa era priva dei gemelli,che furono aggiunti in epoca medievale....ma non so dirti che rappresentazione aveva la 1� gemina

Lucio Emilio Paolo
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

1249 Posts

Posted - 23/07/2005 :  18:44:43  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
quote:
Originally posted by Lucio Emilio Paolo

non lo so,so solo che in epoca Romana,la statua della Lupa era priva dei gemelli,che furono aggiunti in epoca medievale....ma non so dirti che rappresentazione aveva la 1� gemina

Lucio Emilio Paolo



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Lucius Antonius Primo

FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS
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Lucius Tanicius Verus
Membro Senior

161 Posts

Posted - 16/02/2006 :  15:26:26  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave amici,
essendo nato a Torino (se pur d'origine siciliana), mi permetto di allegare una serie di articoli sulla citt� e la conquista romana, spero che diano un utile contributo.
P.S.: LE OLIMPIADI SONO UNA FIGATA
TESTO 1
L㠙nteresse di Roma per la pianura Padana Occidentale si manifest� solo agli inizi del II sec. A. C., al termine della II guerra Punica, per evitare l𨬓spansione dei Celti e punire i liguri che avevano appoggiato i Cartaginesi.
Fino al II secolo a.C., la penetrazione nel territorio avvenne gradualmente: fino a quel momento infatti non ci furono insediamenti romani stabili, ma piuttosto accordi con le trib� liguri, scambi commerciali, penetrazione culturale.
Resi sicuri i territori del Piemonte controllando e punendo le trib� che si opponevano a Roma, iniziarono le prime fondazioni di centri urbani. Essi nacquero soprattutto per necessit� strategiche prolungando le due grandi strade: la Postumia e l𡒶urelia. Lungo la prima viene fondata la prima colonia Dertona, oggi Tortona; tra il 125 e il 123 Valencia (Valenza Po) e Industria (Monteu da Po); nel 100 sorge Eporedia (Ivrea).
Nel I secolo si moltiplicano gli insediamenti nel sud-ovest: Asti, Pollenzo, Aqui; nel 25 a.C. Roma impone il proprio dominio alla parte settentrionale del Piemonte sottomettendo i Salassi e fondando Augusta Pretoria (Aosta).
La romanizzazione ha il suo massimo sviluppo nell𨬓t� Augustea, quando vengono fondate in due punti strategici determinanti Augusta Taurinorum (Torino) e Augusta Bagiennorum (Benevagienna)

TESTO 2

Augusta Taurinorum includeva una vasta area rettangolare ed era divisa all'interno dall'incrociarsi dei decumani con i cardini, in modo da formare insulae quadrate di perfetta corrispondenza tra loro.
L'intera zona era recintata da mura, tuttora visibili in qualche punto, rivestite all'esterno da mattoni rossi e rinforzate all'interno da muri in ciottoli di fiume. Allo sbocco di ogni strada una torre era inserita nelle mura. Le maggiori porte, anch'esse fiancheggiate da torri, erano collocate come sempre agli sbocchi opposti del decumano e del cardine.

La pi� importante era la porta Palatina, all'uscita settentrionale del cardine massimo.
Ben conservata ancora oggi, presenta due grandi torri poligonali con finestre sfalsate su quattro piani.
Le due torri erano collegate da una cortina nella quale si aprivano quattro fornici, di cui i due intermedi pi� grandi.
Una doppia fila di finestre correva sopra i fornici.
Analoghe strutture avevano due altre porte: quella detta Decumano massimo, i cui resti sono ancora visibili nella costruzione di Palazzo Madama; e quella detta Marmorea, allo sbocco meridionale del cardine massimo.
Sull'angolo nord-orientale della citt� muraria sorgeva il teatro, caratterizzato da un portico rettangolare dinnanzi alla scena e dall'inserimento, come ad Aosta, in un muro perimetrale rettilineo, che faceva coincidere l'insieme con un'insula dell'abitato.
Una serie di rifacimenti consolid� e allarg� l'edificio, fino a farlo debordare sull'area stradale del Decumano.
TESTO 3
Augusta Taurinorum
Torino, area originale romana
Torino quindi nacque come accampamento per una guarnigione di soldati a guardia di un posto strategico allo sbocco dei passi verso le Gallie.
Si stabilirono infine due colonie romane inviate da Augusto e dal triumvirato che diedero il nome alla citt� di Augusta Taurinorum.
La Torino romana ricalca, nella sua struttura urbanistica, lo schema militare delle colonie romane: un𠿟rea quasi quadrata, cinta da mura, lottizzata a scacchiera, percorsa da due arterie principali facenti capo alle porte.
La planimetria � perfetta a parte l𠿟ngolo nord-est (corrispondente all𠿟ttuale corso San Maurizio, dietro il Palazzo Reale) smussata dall㠙rregolare conformazione del terreno.
La citt� era delimitata dalle attuali vie Giulio a nord, Consolata e corso Siccardi a ovest, Cernaia, Santa Teresa e Maria Vittoria a sud e Accademia delle Scienze, piazza Castello e i Giardini Reali a est. Inoltre era traversata dal 𡞫ecumanus�, ora via Garibaldi, e perpendicolarmente ad essa dal 𡤧orda�, oggi via Porta Palatina.
Parallelamente ad essi si sviluppano i decumani e i cardines minores dando origine a settantadue 𧗽nsulae�. I cardines e i documani non erano perfettamente orientali rispetto ai punti cardinali, forse a causa di costruzioni gi� esistenti o forse per la direzione dei fiumi.



Augusta Taurinorum aveva la forma di rettangolo regolare, come di solito erano le colonie romane, costruite sullo schema dell'accampamento militare. Le mura avevano un perimetro di 2875 m, complessivamente 525.000 mq.
La Colonia Jiulia Augusta Taurinorum era un centro direzionale dove personalit� dell𠿟lta societ�, funzionari pubblici, commercianti e artigiani, riuniti in 𡤧ollegia�, risiedevano ed esercitavano le loro funzioni. I pubblici uffici erano situati presso il foro, centro della vita sociale, politica ed economica della citt� e dove erano anche concentrate basiliche, templi e piazze dei mercati (Boario del bestiame, Olitario delle erbe e Annonario del grano).
L𠌊bicazione del foro nella Torino romana � incerta.
Il recinto delle mura costituiva il diaframma tra il tessuto urbano e i rioni suburbani, ma questo non divideva in due categorie i cittadini anche perch� molti avevano propriet� sia all𨬓sterno delle mura che all㠙nterno. Entro le mura vi era il teatro, mentre l𠿟nfiteatro, oggi andato perduto, era all𨬓sterno: esso era a pianta ellittica con una gradinata digradante verso un𠿟rea centrale in cui si svolgevano spettacoli gladiatorii, lotte di animali e a volte anche battaglie navali, disputate nella profonda fossa centrale, appositamente riempita d𠿟cqua.
TESTO 4La citt� quadrata: Torino romana
12/5 - 15/9
Attualmente della Torino romana restano alcune vestigia, qualche volta estremamente evidenti come la Porta Palatina o il Teatro, altre volte pi� discrete ma ugualmente interessanti. Purtroppo la metropoli moderna lascia poco spazio alla storia di duemila anni fa; ecco dunque che nasce l'esigenza di cercare, tra le pieghe della Torino barocca, ottocentesca e industriale, le tracce del passato cittadino pi� antico.
A cura del Gruppo Archeologico Torinese (GAT)

SALUTI

Lucius Tanicius Verus
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Lucius Tanicius Verus
Membro Senior

161 Posts

Posted - 20/03/2006 :  16:56:53  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Che tristezza...tutte le cose belle prima o poi finiscono...e le olimpiadi, compreso le paralimpiadi, sono finite...
Saluti e peccato per chi non le ha viste.

Lucius Tanicius Verus
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tarquinio il superbo
Membro Senior

212 Posts

Posted - 20/03/2006 :  20:58:52  Mostra il Profilo di questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
vabb�, consolati, che a Torino hanno dato una bella rinfrescata: hai visto per esempio che cosa � diventat piazza Castello? e tra Porta Susa e san Paolo: � tutto nuovo! anche in fondo a Corso Duca, neh!
Oh basta l�: a l'era ura!!!!

m'avete cacciato?! peggio per voi!!
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Lucius Tanicius Verus
Membro Senior

161 Posts

Posted - 22/03/2006 :  08:39:32  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave Tarquinio,
Sei di To? Conconrdo pienamente la citt� sta scoprendo la propria vocazione turistica, per anni Torino � stata associata a luoghi comuni (citt� fredda, grigia, ecc.). In realt� � un immagine che poteva essere usata sino a fine anni settanta (soprattutto a seguito dei fenomeni imigratori), ma dagli anni ottanta ad oggi la citt� ha iniziato una "lunga marcia", che la portata a reinventarsi e riqualificarsi, tanto che Torini negli ultimi anni � stata la citt� in europa con pi� cantieri (prima lo � stata Berlino): alta velocit�, metropolitana leggera, olimpiadi, riqualificazione diffusa attraverso il residenziale, i vuoti industriali, i raddoppi universitari e terziari.
Tanti disagi che per� ci consegnano una citt� che strutturalmente pu� affrontare il nuovo secolo. Torino � per molti una scoperta, la frase pi� tipica detta da molti amici di altre regioni, �: "ma perch� non l'avete pubblicizzata", finalmente l'abbiamo fatto, ed ecco i risultati. Torino piace, piace lo stile sabaudo, che lascia trasparire atmosfere di una citt� nobile e sofisticata, per alcuni versi assimilabile a Parigi o Vienna.
Saluti e buon viaggio a Torino.

Lucius Tanicius Verus
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arbiter
Membro Novo

29 Posts

Posted - 08/04/2006 :  23:05:05  Mostra il Profilo di questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio



PRIME STAZIONI BARBARICHE IN PIEMONTE

(da Appunti di Vita Medioevale, di Giuseppe Lantermo di Montelupo)

�����Per ripopolare alcune aree abbandonate dagli abitanti per le continue guerre, si tentava, (inizi� l𥕜mperatore Probo), di ripopolarle con trib� germaniche pi� docili o sottomesse, alle quali si chiedeva solo l侊bbligo del servizio militare. Fu cos� che anche il nostro Piemonte fu destinato ad ospitare numerose trib� di sarmati o polacchi, che vi fondarono 7 stazioni governate da Prefetti: tre sulla destra del Po (Pollenzo, Acqui e Valenza), quattro sulla sinistra Novara, Vercelli, Ivrea e Torino. Esistono numerose lapidi dell𨬓poca, ad esempio in Salmour sulla Stura, tra Fossano e Cherasco. Ivrea e Torino erano costituite per guardare i passi alpini.


Nel 340 fummo percorsi dalle milizie dell𥕜mperatore Costantino, figlio del Grande, che andava in Illiria a combattere il fratello Costante, nel 355 dalle schiere di Giuliano l𡒶postata che andava a Colonia sul Reno a combattere le trib� germaniche che l𠿟vevano conquistata.


Nel 398, e sopravvisse fino ad oltre il 423, in Torino, fu Vescovo un uomo di grande piet� e dottrina: San Massimo. A quell𨬓poca un feroce capo barbarico, Radagaiso, assedi� Torino: ed i torinesi presi dallo sgomento per i precedenti massacri di quel barbaro, pensavano di lasciare la citt�: il Santo Vescovo con parole veramente sublimi (� Figlioli ingratissimi sono quelli che lasciano la madre nei pericoli: madre comune � la Patria che ci gener� e ci alimenta. Rimanete a sua difesa e Dio vi protegger� �) incit� alla resistenza che continu� fino all𠿟rrivo di Stilicone, che giunto alle spalle dei barbari ne fece strage.


Nel 568, avvenne l㠙nvasione longobarda. Seguiva Alboino, uno stuolo di Sassoni, Svedesi e Bulgari (Il nome dei Suevi � ricordato in Soave, presso Verona, ed in Soave- Marcer� di Villafranca Piemonte. Quello dei Bulgari in Borgaro, presso Torino, pronunciato in bulgaro"Burghri"). Famoso il tragico festino di Verona, quando Alboino costrinse la regina Rosmunda a bere nel teschio paterno tramutato in coppa. pieno di vino. Alla morte del successore, Clefi, i Longobardi fondarono vari ducati (36) dei quali 4 in Piemonte: Asti, S. Giulio d𦼦rta, Ivrea e Torino. Probabilmente il confine tra Torino ed Asti era la Stura e con Ivrea il corso inferiore dell𦼦rco. Con il regno di Autari, figlio di Clefi, fu ricostituita la monarchia e le condizioni degli italiani furono migliori e pi� eque.


Continuarono le scorrerie dei Franchi, ed in una di esse Torino vide profanata la sua maggior Chiesa ed il Vescovo Ursicino tradotto in servit� (590). Si pensa che Ursicino sia quel Sant𦼦rso Vescovo, che Torino venera il 1 di febbraio, e che � effigiato in duomo nella tavola dedicata ai SS. Crispino e Crispiniano, attribuita al D鑴er. Uno dei maggiori avvenimenti fu il matrimonio di Autari con Teodolinda, figlia del duca di Baviera: cattolica contribu� alla conversione dei Longobardi al cattolicesimo. Rimasta vedova, spos� il duca di Torino, Agilulfo e raccontano le cronache che al banchetto, fece portare un calice d侊ro e invit� lo sposo a berlo: il giovane duca lo bevve, poi le baci� la mano e, dicono le storie "Ella fattasi rossa in volto, non la mano" - disse - "ma in bocca mi devi baciare � �. Il regno di Agilulfo fu assai propizio per il Piemonte.


Ma il secolo successivo non fu privo di tragedie: quando Grimoaldo, duca di Benevento, chiamato dal duca di Torino, si impadron� con il tradimento di Asti, fu attaccato dai Franchi di Provenza e ricorse ad uno stratagemma: lasci� il campo in perfetto ordine, con molte vettovaglie e vini, e si ritir�: i Franchi credettero ad una fuga e festeggiarono banchettando. Nel cuore della notte i Longobardi attaccarono e fecero strage.


Nel 700, veniva fondata la celebre Abbazia della Novalesa, esattamente nel 726, sotto Liutprando, e chi la fond� fu Abbone, Patrizio di Susa. Fu dato l侊rdine che nessuna donna avrebbe mai potuto avvicinarsi al sacro recinto. Narrano che la moglie di Carlo Magno, Berta, tent� di entrarvi travestita da cavaliere, ma appena arrivata alla porta dell𦼦ratorio, cadde a terra e spir� !!. Carlo Magno, nel 773, quando scese contro i Longobardi, ne fece il suo quartier generale e lasci� in dono una grande croce�����.(sara' stato per gratitudine..?? ed.)

arbiter
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tarquinio il superbo
Membro Senior

212 Posts

Posted - 09/04/2006 :  15:55:51  Mostra il Profilo di questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
ai fini della storia romana e parlando di piemonte, non sarebbe male aspendere due parole su un personaggio importantissimo per le vicende della regione. Di poco antecdente Ambrogio di Milano, il Piemonte conobbe la figuar di Eusebio, Protovescovo di Vercelli, citt� sede, come opportunamente citato prima nella discussione, di un reparto di cavaleria imperiale costituito da Sarmati! Eusebio, campione della fazione cattolica contro quella ariana ( ricordate il travaglio storico che ha attraversato l'impero a causa delle questioni dottrinali tra i cristiani!), ha lasciato un epistolario importantissimo anche per la ricostruzione delle vicende storiche interessanti il Piemonte del IV d.C.

m'avete cacciato?! peggio per voi!!
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