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Sulla
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Posted - 08/06/2004 : 19:10:56
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Cari Romani,
mi stupisco che non via sia ancora un dibattito su Giuliano, l'ultimo dei Costantinidi, e l'ultimo Cesare Pagano. Si e' scritto molto su questo imperatore, rinnegatore della propria fede e morto (presumibilmente ammazzato da lancia romana..ma sara vero?) in terra d'Oriente dopo due anni di regno. Che dire: ultimo baluardo della romanita' classica o ingenuo sognatore di un tempo ormai finito?
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Tiberio Claudio Nerone
Membro Senior
   
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Posted - 09/06/2004 : 16:52:57
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Caro Sulla,
L'Apostata � un personaggio che sto approfondendo un po' proprio ora.
Per adesso mi hanno colpito un paio di articoli (specialmente uno della storica SIlvia Ronchey) che ridimensionano molto la figura di Giuliano.
In pratica viene presentato come un personaggio di basso profilo diventato per� il campione di molti moderni movimenti laico-tolleranti-illuministi quando in realt� non era nessuna delle tre cose - e tantomeno era - sempre secondo quegli articoli, quel "filosofo del platonismo" che viene spesso considerato.
Massimo di Efeso, che fu il maestro di Giuliano, viene presentato come un ciarlatano, uno pseudo veggente, e di conseguenza Giuliano viene considerato un pagano a bassissimo contenuto culturale, con una forte propensione per deviare verso l'orientalismo - ci� verrebbe provato dal fatto che un vero "luminare" del neoplatonismo come Gregorio di Nazianzo, addirittura demonizzava e disprezzava Giuliano pur stando "dalla stessa parte".
Anche la ben nota "tolleranza" di Giuliano - e questo � un dibattito noto - viene fortemente messa in dubbio, in quanto mascherata da una tolleranza "fisica" (cio� senza grandi persecuzioni), striscerebbe un fanatismo anti-cristiano che si riscontra soprattutto nella ben nota legge che vietava ai cristiani di insegnare - cosa gravissima per una religione come quella.
D'altro canto lui in realt� sosteneva che "chi insegna deve prima credere in ci� che insegna" - e poich� lui considerava pressoch� l'intera letteratura greca come "religiosa", escludeva di fatto i cristiani, che non credevano negli dei pagani in essa presenti, dall'insegnamento - e su questo discorso ci fu uno dei grandi motivi di critica da parte di Gregorio di Nazianzo secondo cui la lingua greca era di tutti ed era insensato equiparare la cultura greca alla religione.
Su questa questione si gioca molto della presunta mancanza di reale tolleranza di Giuliano.
Insomma ci sono molti temi in ballo- onestamente, per quello che ho letto finora, definirlo baluardo della romanit� classica � dargli un'importanza che non sembra meritarsi - per� bisogna sentire pi� campane. |
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Sulla
Membro Solitus
  
90 Posts
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Posted - 09/06/2004 : 18:42:42
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Caro Nerone,
debbo dire che la questione Giuliano, come quella Costatino hanno ai mio odo di vedere uguale difficolta' nella comprensione per noi moderni In effetti, se con Costantino si sfuma dal paganesimo al cristianesmo, cin Giuliano sia sfuma dal cristianesimo al paganesimo. Se volgiamo, da un punto di vista politico (mi riferisco essenzialmente agli imperatori) i due personaggi apparteneti alla medesima famiglia sono l'alfa e l惱mega di un percorso che vede affermarsi il cristianesimo come religione di Stato e la relegazione del paganesimo sempre piu' a realta' marginale ai pagi dunque. E ben vero che molti senatori e intellettuali rimarranno in Occidente pagani per oltre un secolo dopo la morte di Giuliano, ma ormai essi sono 愉elitti� di un passato vicino, ma pur sempre passato. Graziano e Teodosio pochi anni dopo la morte di Giuliano priveranno anche simbolicamente lo Stato romano degli ultimi simboli pagani, dalla statua della vittoria alata nel senato di Roma passando attraverso l徨bolizione del titolo di pontifex maximus sino alle leggi oltranziste di Teodosio. Indubitabile, dunque, che il momento di rottura, sebbene effimero, di Giuliano renda piu' complesso questo mutamento dello Stato romano, caricandone la figura di significati che probabilmente non aveva. Io, comunque, non degrado la figura di Giuliano a semplice parvenu. Credo si' che fosse succube di un paganesimo aleatorio e che spesso credesse di essere ancora al tempo di Augusto, ma cio' non significa che non fosse per questo un buon principe e un buon condottiero. (ricordo le sue campagne contro gli alemanni). Le sue leggi contro l'insegnamento dei cristiani si rifacevano agli stessi mezzi con cui Costanzo combatteva i pagani. In fin dei conti lui non invento' nulla: ma fu l'unico ad effettuare un processo di riconversione al paganesimo che urtava contro tutto e contro tutti nel IV secolo: chi mai sarebbe tornato indietro dopo che la propria familia imperiale aveva perseguito la fede cristiana per oltre un cinquatennio. E perche' tornare? Non certo per opportunismmo politico: anzi, quasi sicuramente, fu la sua adesione al paganesimo che ne compromise il regno e alla fine lo porto' alla morte. Per questo, al di la' di qualsiasi giudizio, credo, Nerone, che Giuliano meriti tutta l'attenzione di chi, ultimo discendente di una dinastia che modifico' radicalmente il mondo romano (e occidentale), ebbe il coraggio o la follia, di rinnegare se stesso. |
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Tiberio Claudio Nerone
Membro Senior
   
205 Posts
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Posted - 09/06/2004 : 21:41:36
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Caro Sulla,
s�, sono d'accordo con la tua analisi, anche perch� - probabilmente mi sono spiegato male - il ridurre Giuliano a un personaggio di poco conto si riferiva unicamente al livello qualitativo del suo paganesimo e al peso che la sua vicenda religiosa ebbe ai suoi tempi - in effetti come dici tu fu un elemento di rottura effimero in un percorso che � poi continuato per trionfare con Teodosio, simbolicamente con la battaglia del Frigido contro Arbogaste.
Non era assolutamente intenzione del mio messagggio sminuirne il valore n� come imperatore, n� come condottiero - anzi - n� il valore storico, o forse pi� simbolico, che ha la sua figura.
S�, � difficile trovare motivazioni alla sua conversione atipica - una potrebbe sicuramente essere (almeno come turbamento iniziale) una reazione di un idealista come lui (perch� era davvero idealista), al basso livello morale che la chiesa cristiana stava gi� mostrando durante la sua giovent� - non solo nell'esempio (pessimo) di cristianit� che vide da molto vicino (Giorgio di Cappadocia), ma nella imperante corruzione e guerra intestina con cui la chiesa cristiana dava "bella" mostra di s� davanti ai suoi occhi.
Certo, ci sono altri fattori - l'enorme impatto che ebbe su di lui l'insegnamento di Massimo di Efeso prima di tutto - ma anche un fattore di rifiuto rispetto all'appartenenza ad una famiglia da cui sentiva di essere stato messo da parte - ricordiamo che sfugg� (anche qui non si con certezza perch� fu risparmiato)alla fronda fatta dall'esercito subito dopo la morte di Costantino, che elimin� praticamente l'intero ramo "cadetto" della sua famiglia (anche coloro che erano stati adottati dal Magno) per lasciare in vita solo coloro che erano discendenti diretti di Costantino - e questo episodio, anche se all'epoca era un bambino, lo segn� per tutta la vita.
In una famiglia in cui Costantino aveva rinnovato un patto con Dio come quello degli Ebrei, "famiglia eletta" invece che "popolo eletto" (altro elemento interessantissimo) , pattto i cui termini si intendevano sostegno del Cristianesimo in cambio del diritto "dall'alto" di regnare alla sua famiglia , quindi in un ambiente in cui l'ereditariet� del titolo non era vista solo come un fattore politico ma anche e soprattutto religioso, egli costitu� l'elemento di rottura, di "reazione", di rifiuto - tanto che notoriamente non si sent� mai un costantinide.
In quanto alla sua presunta non tolleranza, concordo col fatto che non invent� nulla-anzi, un ulteriore fattore che lo spinse verso il paganesimo pu� esere stata l'intolleranza cristiana; il motivo per cui davo rilevanza al discorso tolleranza non era il fatto in se stesso - non fu n� il primo n� l'ultimo - quanto il luogo comune (spesso sbandierato come valore simbolico) che Giuliano fu un pagano tollerante - invece non lo fu affatto. |
Edited by - Tiberio Claudio Nerone on 10/06/2004 09:10:46
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Quinto Sertorio
Membro Senior
   
263 Posts
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Posted - 10/06/2004 : 14:23:31
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| ma un teoria che ho sentito circolare sosteneva che quello di Giuliano di fronte al lento decadere dell Impero fosse un disperato tentativo ritornando ai valori pagani di ritrovare la vecchia "forza romana " (lo so e molto semplicistico ) e che appunto l Apostasia di Giuliano fu dettata (si parla ovviamente di ipotesi ) come un gesto disperato di un uomo che vedeva morire lentamente il mondo che aveva conosciuto |
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Tiberio Claudio Nerone
Membro Senior
   
205 Posts
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Posted - 10/06/2004 : 16:17:02
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Sertorio,
onestamente, da quello che ho letto finora su Giuliano ho proprio l'impresione opposta, cio� che il suo percorso fosse intimo, interiore, sincero, senza alcun opportunismo politico e senza alcuna valenza in ottica imperiale.
Che poi si sia trovato nel ruolo di imperatore e che quindi abbia applicato le sue idee (antecedenti alla sua carriera politico/militare) all'impero � innegabile, ma secondo me non vide mai il paganesimo come mezzo per salvare una romanit� decadente - semplicemente, essendo un idealista, segu� la starda che il suo idealismo gli indicava.
Secondo me il suo percorso interiore non sarebbe cambiato anche nel caso in cui non fosse mai diventato imperatore.
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Roberto
Membro Adventus
1 Posts
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Posted - 09/11/2004 : 02:00:16
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Sono rimasto davvero incuriosito di questo imperatore leggendo alcuni articoli su Internet e vedendo una sua statua oggi conservata al Musee de Cluny (Parigi) presente alla mostra su Milano romana del 1990.Purtroppo non ho ancora trovato delle informazioni su questa statua.Sarebbe interessante conoscere quante statue di Giuliano sono rimaste in Italia ed in Europa.Ad Acerenza c'� un busto di Giuliano l'Apostata conservato perch� ritenuto per secoli il ritratto di un santo.Tale busto era collocato credo sul timpano della cattedrale.
Qualcuno saprebbe fornire delle informazioni sulla statua di Cluny?
E' splendida, mostra Giuliano in veste di filosofo con uno sguardo rivolto all'infinito.Questa statua � di epoca tardo imperiale o � un rifacimento di altri secoli?Trovo strano che non sia menzionata nei manuali di storia dell'arte.Riguardo all'idealismo di Giuliano, credo dal poco che ho letto,che effettivamente fosse animato da un forte desiderio culturale ed ideale ma che sia stato usato da altri personaggi della corte imperiale;Giuliano difensore dell'impero mentre altri restano alla corte.Trovo sbagliato attribuire troppo potere ad un unico personaggio storico, la storia va contestualizzata , tenendo conto di tanti fattori : economici, politici e culturali.Questo non toglie nulla alla straordinaria importanza avuta da Giuliano l'Apostata.Mi piacerebbe comunque approfondire l'argomento anche perch� come per altri personaggi,la storia tramandataci � sempre stata la storia dei vincitori.
Roberto |
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Dacicus
Membro Adventus
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Posted - 20/02/2005 : 22:01:44
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Questo si credeva  il nuovo Alessandro Magno. Un Imperatore molto sopravalutato secondo me. Le battaglie in Germania avevano un certo fascino ma il suo talento militare non era poi cosi grande come si vuole fare credere, infatti s'impantano nella guerra persiana senza via d'uscita.Lascio l'esercito in balia dei Persiani.
Ebbe la fortuna che Costanzo II mori prima di doverlo affrontare in battaglia. Anche se si deve essere sinceri i cristiani sono stati davvero inclementi con lui.Un sognatore. Quello che non mi piace in lui e che aveva la presunzione di giudicare i grandi della storia senza essere obiettivo.
Era un imperatore di medio rango e senza dubbio non era un Marco Aurelio, ne Costantino o Alessandro. |
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