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IMPERIVM·ROMANVM

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LA SOCIETA' - I CETI
I CETI IL MOS MAIORVM LA FAMIGLIA

Una società è un'insieme di individui legati da tradizioni, culture, religioni, un ordinamento politico e giuridico. Data questa semplice definizione, è possibile parlare della società romana iniziando proprio dai suoi ceti. In epoca imperiale gli ordini erano cinque considerando anche gli stranieri e gli schiavi.

- La nobilitas sopratutto a partire dal I sec d.C. era la nuova aristocrazia che si andava a sostituire all'antico patriziato. Questa era l'insieme delle famiglie patrizie che si erano fuse con alcune famiglie plebee divenute ricche. Ciò avvenne solo a partire dalla Repubblica dal 509 a.C. circa a seguito dell'acquisizione da parte dei plebei dei diritti che di fatto li equiparavano ai patrizi. I plebei poterono quindi accedere alle cariche pubbliche, ed avere dei membri nel Senato oltre che appunto potersi sposare con i patrizi.

- I plebeii erano tutti i cittadini che non facevano parte di una gens o di una famiglia della nobilitas, essi formavano la stragrande maggioranza della popolazione dell'Impero. I plebei al contrario di quanto si crede non erano tutti poveri erano il Popolo, ergo c'erano plebei ricchi poveri, e benestanti. L'origine dei plebei non è ben precisa ma si pensa che essi in principio erano persone molto povere che abitavano nell'Urbe per trovare un'attività o per diventare clientes dei già ricchi patrizi. Tuttavia con il passare del tempo già alla nascita della Repubblica i plebei erano oramai coloro che formavano buona parte del popolo, e avevano già acquistato molti diritti (civili), i quali si sarebbero ulteriormente accresciuti durante la Repubblica fino al conseguimento dei pieni diritti politici fino ad allora detenuti soltanto dalla classe aristocratica dei patrici. Da questo momento in poi i plebei avranno sempre dei loro rappresentanti nel Senato oltre che nelle altre cariche pubbliche; anche alcuni Imperatori furono di origine plebea. Secondo un'altra teoria invece l'accentramento delle terre da parte della futura classe patrizia ancora in epoca arcaica, avrebbe portato anche per una naturale evoluzione della società alla nascita dei plebei, ovvero coloro che non possedevano terre, che impegnati in attività secondarie, quali l'artigianato ed il commercio formavano la maggior parte della popolazione dell'Urbe.

- Ordo Equitum IN COSTRVZIONE

- I servi erano tutti coloro che erano proprietà di un cittadino romano, essi non avevano diritti di alcun genere.
Gli schiavi si potevano dividere in due gruppi, quelli che vivevano nelle città, e quelli che vivevano nelle campagne. I primi erano quelli che avevano la vita più facilitata, e migliore; infatti spesso lavoravano per persone ricche come patrizi e commercianti: per esempio c'erano schiavi che facevano da guardie del corpo, porta lettighe, schiavi usati in casa come personale addetto alle pulizie ed a servire i pasti a tavola. Esistevano poi degli schiavi ancora più "fortunati": come per esempio scribi, maestri, medici, che provenivano spesso dalla Grecia, che venivano comprati a prezzi molto alti, proprio per via delle loro abilità; in particolar modo erano molto ricercati i medici, e i maestri ai quali veniva affidata l' educazione dei figli dei patrizi. Esistevano anche schiave ovviamente, e queste potevano talvolta diventare delle nutrici, oppure le pettinatrici e le aiutanti delle ricche signore romane.
Esistevano solo quattro casi in cui uno schiavo poteva essere liberato:
1) Il padrone di sua volontà lo libera (manumissio)
2) Lo schiavo salva la vita del padrone o quella di un famigliare del padrone.
3) Lo schiavo si paga la libertà con le ricompense che il padrone gli da o con i soldi guadagnati in qualche modo.
4) Spesso era consuetudine liberare lo schiavo dopo che aveva prestato servizio nella casa per un certo periodo di tempo, durante il quale i padroni si erano affezionati a lui e viceversa, si era quindi creato una specie di "rapporto familiare".
Se lo schiavo veniva liberato, egli diveniva un liberto (che significa appunto schiavo liberato), egli prendeva quindi il cognome del suo ex padrone, e diveniva cittadino romano; aveva quindi la possibilità di mettere su famiglia, prendere una casa...
Qualche volta i liberti riuscivano anche a raggiungere un certo benessere economico.

Non andava invece così bene agli schiavi che lavoravano nelle campagne, usati come braccianti, o come scavatori nelle miniere. Questi invece avevano una vita molto dura. Dal primo Impero fino al III sec a.C. circa gli schiavi abbondavano a causa delle frequenti guerre, ma dalla fine del II secolo a.C: gli schiavi diminuirono sempre di più, inoltre con l'avvento del Cristianesimo (che nel 313 viene ufficializzato dall'Imperatore Costantino) la schiavitù non era proprio ben vista proprio perché era contro i precetti della religione Cristiana. 
Come scrive Varrone: "Ora dirò con quali strumenti si lavora la terra. Alcuni dividono questi strumenti in due categorie: le persone e gli strumenti senza i quali non potrebbero lavorare. Altri li dividono in tre categorie: strumenti parlanti (instrumentum vocalis), strumenti semiparlanti (instrumentum semivocalis) e strumenti muti. I primi sono gli schiavi, i secondi i buoi e gli ultimi gli strumenti inanimati". Questa era quindi la concezione che alcuni avevano degli schiavi, tuttavia un'altro autore latino disse "sono pur sempre degli uomini!"

Le condizioni di questi schiavi erano molto basse: vivevano in baracche di legno mal nutriti e mal vestiti, e lavoravano molto. Si calcola che anche solo un proprietario ne possedeva 10-20mila.
C'è da chiarire che la schiavitù non è un fenomeno proprio della Cultura romana primitiva, infatti questo è stato ereditato da Etruschi e Greci, che lo lasciarono in "eredità" alla Civiltà Romana, quando vennero a contatto con quest'ultima. E' necessario chiarire inoltre che non è vero come qualche storico vorrebbe fare credere che la schiavitù era la base dell'economia,

- Gli Advenes sono gli stranieri o forestieri. Straniero è un termine generico che quindi racchiude tutti coloro che vivevano o soggiornavano nell'Impero senza avere diritti politici e civili, ma non essendo neppure soggetti all'autorità di un padrone romano. Erano quindi persone libere provenienti da altri stati o territori. Molti degli stranieri nell'Impero erano commercianti di origine orientale. Essi potevano viaggiare liberamente nei confini dello Stato ma erano comunque soggetti alla sua legge.


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