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caesar
Amministratore del Foro

257 Posts

Posted - 07/01/2006 :  22:01:13  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Qualche Questura...

"Roma Aeterna"
"In medio stat virtus"
"Stat rosa pristina nomine nomina nuda tenemus"
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo

1977 Posts

Posted - 14/01/2006 :  15:28:35  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
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Originally posted by caesar

Qualche Questura...



E la carica di Praefectum Praetorii che oggi abbandono.
Ebbene si signori miei, mi dimetto dalla carica di Comandante della Guardia Pretoriana per lasciare il posto a gente pi�.. "fresca" di me, torno ad essere un semplice pretoriano.

Aurelio Ventidio Aquila
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

1235 Posts

Posted - 14/01/2006 :  19:44:47  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
No Aurelio Vebtidio, non puoi, come io continuo a detenere la carica di Pontifex maximus, tudevi tenere la tua nobile carica, siamo qui da molto tempo ma non per queto siamo vecchi, ma SAGGI.

Ricordalo in onore del vecchio Triumvirato

Pont Max Lucius Antonius Primus Firnus

FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS

Iustitiam quaerimus,rem omni auro cariorem.
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo

1977 Posts

Posted - 14/01/2006 :  23:13:54  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
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Ricordalo in onore del vecchio Triumvirato



Carica a vita eh? Non sono molto daccordo..
Ho detto che rinunciavo alla carica ed � cos�, da oggi quattordicesimo giorno del primo mese dell'anno del calendario corrente 2006, Avreliano Ventidio Aqvila non � pi� il Praefectum Praetorii, chiunque osi sfidarmi...

Aurelio Ventidio Aquila

Edited by - Aurelio Ventidio Aquila on 14/01/2006 23:41:16
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

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Posted - 15/01/2006 :  13:55:50  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
E sia, tuttavia io Lucius Antonius Primus Firnus mantengo la mia carica di Pontifex Maximus, e a tutti d� la benedizione di Jupiter e Venus Victix

Pont Max Lucius Antonius Primus Firnus

FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS

Iustitiam quaerimus,rem omni auro cariorem.
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo

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Posted - 15/01/2006 :  14:11:19  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
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Originally posted by Lucius Antonius Primo

E sia, tuttavia io Lucius Antonius Primus Firnus mantengo la mia carica di Pontifex Maximus, e a tutti d� la benedizione di Jupiter e Venus Victix



Grazie, ci tengo a che la carica non resti vincolata a me solamente, inoltre devo ancora terminare la campagna in persia prima di dedicarmi alle nuove prefetture oltre oceano

Aurelio Ventidio Aquila
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

1235 Posts

Posted - 15/01/2006 :  14:29:13  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ecco l𠿟ttesissimo quiz. La carica in palio � Praefectum Praetori, Comandante della Guardia Pretoriana, e dunque vicinissimo al nostro degno imperatore Caesar.
La carica lasciata da Aurelio Ventidio Aquila, uno dei pi� anziani cives del forum , verr� conferita a due condizioni:
- bisogna rispondere correttamente e motivando la risposta alla domanda posta;
- verr� conferita a chiunque non abbia gi� una carica.

Ecco le 7 domande:

1-Di quale popolo faceva parte il gallico Vercingetorige, dove fu sconfitto, quale fu la sua punizione?

2-Chi 𧗽nvent�, o meglio introdusse la Guardia Pretoriana?

3-Quale imperatore cristiano fece chiudere e distruggere la maggior parte dei templi pagani?

4-Chi sottomise definitivamente il regno del Ponto e di Mitridate?

5-Cos坿 la constitutio antoniana de civitate, da chi fu introdotta?

6-Quali furono i 4 motivi principali per cui i Severi non continuarono le politiche degli Antonimi?

7-Cos坿 la guerra giugurtina, da chi fu condotta?


Oggi, 17 giorni alle calende di febbraio inizia il quiz, terminer� 11 giorni alle calende di febbraio, ovvero fra 7 giorni, la prossima domenica.

Buona fortuna e che Giove vi aiuti, sempre e per sempre.

Pont Max Lucius Antonius Primus Firnus

FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS

Iustitiam quaerimus,rem omni auro cariorem.
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Gaius Rutilius Lupus
Praefectus Praetorii

160 Posts

Posted - 16/01/2006 :  13:58:00  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave Frates!

1. VERCINGETORIGE

Capo arverno ( Roma 46 a.C.). Figlio di un nobile, Celtillo, nel 52 a.C. ader� alla ribellione delle trib� galliche contro i Romani, ottenendone il comando, mentre gli Arverni lo acclamarono loro re.

Dopo alcuni insuccessi iniziali, adottando la tattica della a terra bruciata � per impedire i rifornimenti al nemico ed entrando la battaglia campale, riusc� a mettere in difficolt� Cesare, che sub� un grave scacco all'assedio di Gergovia.

Ma, avventuratosi in campo aperto venne duramente sconfitto e si rinchiuse allora nella fortezza di Alesia. Dopo una difesa disperata, fallito anche il tentativo da parte di un grosso esercito di Galli di forzare dall'esterno il blocco posto dai Romani alla citt�, Vercingetorige si arrese consegnandosi al vincitore. Condotto a Roma, fu decapitato dopo aver ornato il trionfo di Cesare nel 46.



2. GUARDIA PRETORIANA

Sappiamo con certezza che esistevano delle coorti pretorie nella repubblica, formate da fanteria scelta e utilizzate come guardia del comandante della legione. Non si trattava comunque di un corpo permanente: dalle fonti letterarie sappiamo infatti che la milizia vera e propria venne creata da Augusto in una data imprecisata tra il 29 e il 20 AC.

3. COSTANTINO E LA DISTRUZIONE DEI TEMPI PAGANI

324 DC
L'imperatore Costantino dichiara il cristianesimo l'unica religione ufficiale dell'impero romano.
Nella citta di Didima, in Asia minore, i cristiani saccheggiano l'oracolo del DIO APOLLO e torturano a morte i sacerdoti pagani.I cristiani sfrattano i Gentili (Pagani) dal Monte Athos e distruggono i templi greci locali.
326 DC
L'imperatore Costantino, in seguito alle istruzioni di sua madre Elena, distrugge il tempio del DIO ASCLEPIO in Aigeai in Cilicia e molti templi della DEA AFRODITE in Gerusalemme, Aphaca, Mambre, Phoenice, Baalbek, ecc.
330 DC
L'imperatore Costantino ruba i tesori e le statue dei templi pagani greci per decorare la Nuova Roma (Costantinopoli), la nuova capitale dell'impero.
335 DC
L'imperatore Costantino saccheggia molti templi Pagani in Asia Minore e in Palestina e ordina l'esecuzione per crocifissione dei "praticanti di magia e gli indovini (lettori di sorte)".
Viene martirizzato il filosofo neoplatonico Sopatrus.


4. MITRIDATE VI EUPATORE

(Sinope 132 ca - 63 a.C.). Re del Ponto (120-63). Imprigion� la madre, uccise il fratello, spos� la sorella Laodice e persegu� una politica espansionistica. Occup� le coste settentrionali del Ponto Eusino, l'Armenia minore e la Colchide. Le ostilit� con Roma iniziarono quando il re Nicomede di Bitinia, alleato dei romani, lo attacc� e fu sconfitto. Fece massacrare ottantamila commercianti italici che si trovavano in Asia. La prima guerra mitridatica (88-84), dopo le vittorie di Silla a Cheronea e a Orcomeno (86), lo costrinse a rientrare nei propri confini e a pagare una pesante indennit�. Durante la seconda guerra (83-81) il luogotenente di Silla, Licinio Murena, fu battuto nel tentativo d'invadere il Ponto. La terza guerra (74-63) scoppi� quando fu lasciata in eredit� a Roma la Bitinia, che venne invasa da Mitridate. Questi fu per� scacciato anche dal Ponto (72) da Lucullo, che non pot� continuare la campagna per l'insubordinazione dell'esercito. Mitridate fu sconfitto definitivamente (66) da Pompeo, che lo costrinse a rifugiarsi in Crimea, dove mor� suicida.


5. CARACALLA E LA COSTITUTIO ANTONIANA DE CIVITATE

Il sostentamento e il mantenimento degli apparati militari (e in generale di quelli statali) richiede per forza di cose anche delle grandi spese, e con esse un ulteriore aumento della pressione fiscale.
E' a una tale esigenza di denaro che molto probabilmente si deve la promulgazione, nel 212, della celebre "constitutio antoniana de civitate", un editto con il quale l'Imperatore concede anche ai sudditi delle province (pur se con alcune eccezioni) la cittadinanza romana.
Tale editto costituisce ovviamente, per queste ultime, un grande passo in avanti. Proseguendo nell'opera del padre, che si era impegnato a parificare la loro condizione politica a quella italica, Caracalla ne riconosce infatti anche sul piano giuridico la condizione di uguaglianza rispetto ai sudditi italici.


6. I MOTIVI PER CUI I SEVERI NON CONTINUARONO LA POLITICA DEGLI ANTONINI

A - Uno dei fattori principali, forse quello preponderante, sono le accresciute esigenze a livello militare, quindi le aumentate spese dello Stato per gli eserciti e, inevitabilmente, la maggiore pressione fiscale esercitata sui cittadini. E' ovvio come tali esigenze provochino un impoverimento diffuso tra tutti gli strati della popolazione (a eccezione, possiamo dire, delle frange impiegate negli eserciti, sempre pi� numerose ma anche - per la propria utilit� - sempre pi� capaci di condizionare le scelte politiche). D'altra parte la minor sicurezza interna, dovuta anche a episodi di pirateria e banditismo (prodotto in buona parte di una tale situazione di impoverimento e di diffuso disagio sociale), rende pi� difficoltosa la mobilit� interna delle merci e con essa le stesse attivit� commerciali. Il che poi si traduce in un indebolimento di quei ceti medi (burocratici, commerciali, ecc.) che costituiscono la 'spina dorsale' dell'Impero romano. [Infatti, come si � gi� detto, il vero scopo di quell'enorme macchina burocratica e organizzativa che � l'Impero sta nel favorire i traffici e, con essi, il benessere di buona parte dei suoi sudditi; esso trova dunque nei ceti medi - impiegati tanto in mansioni istituzionali e gestionali, quanto in mansioni finanziarie e commerciali - il suo principale alleato. E' altres� chiaro, come il declino delle classi medie sia complementare a quello dello Stato imperiale.]
B - Ma crisi delle classi medie significa anche crisi della piccola propriet� terriera. Quest'ultima infatti cede sempre di pi� il passo ai grandi proprietari, i quali finiranno col tempo per assorbire quasi totalmente al loro interno quelli pi� piccoli. Questi ultimi - in gran parte veterani dell'esercito cui lo Stato ha concesso piccoli appezzamenti di terra, coi quali essi hanno inaugurato una piccola attivit� in proprio - risentono particolarmente sia dell'accresciuta pressione fiscale, sia della maggiore insicurezza interna e sono perci� costretti molto spesso a confluire nei latifondi, dal momento che questi che offrono loro maggiori garanzie: sono i futuri coloni della terra che - quantomeno nei prossimi secoli - finiranno per sostituirsi all'antica classe degli schiavi.
C - Alla crisi della borghesia mercantile e cittadina si accompagna dunque la crisi dei ceti medi rurali, e di conseguenza anche un notevole arricchimento (assieme a una crescita di peso sul piano politico) della classe nobiliare, ovvero dei grandi proprietari terrieri.
D - Ora pi� che mai, lo Stato e la nobilt� si fronteggiano come nemici: l'uno alleato e difensore sul piano politico e ideologico di quei ceti medio-borghesi (dei quali � anche, tuttavia, una delle principali cause d'impoverimento, pur costituendo essi per l'Impero una indispensabile condizione di sopravvivenza!) che l'altra tende invece ad assorbire al proprio interno. Una lotta che si risolver� sui tempi lunghi (come tutti sanno) in favore dei grandi possidenti, e che non ha pi� - come aveva invece avuto nei primi decenni dell'Impero - motivazioni di carattere principalmente ideologico, bens� economiche. Anche il fatto che, con l'aumentare delle necessit� e delle spese statali, la pratica delle confische ai danni dei nobili - gi� utilizzata negli anni precedenti da molti imperatori per 'fare cassa' - tenda a inasprirsi, finisce per alimentare la conflittualit� tra il governo e i ceti pi� ricchi della societ� (rompendo cos� l'idillio, creatosi nel secolo precedente, tra lo Stato imperiale e il Senato: tra i valori universalistici e monarchici e quelli della libertas senatoria). E non sono solo le esigenze di carattere militare a gonfiare i conti dello Stato, ma in generale l'esasperato sviluppo di tutti i suoi apparati (ad esempio di quelli con funzioni di intervento economico o 'propagandistico', come i 'collegia', un tipo di istituzioni di cui si parler� pi� avanti).
CONCLUSIONI
Questi, e i prossimi anni, saranno dunque caratterizzati da:
- un fenomeno di "gigantismo statale" (segno soltanto apparente di solidit� dell'Impero);
- un diffuso impoverimento dei ceti medi e di quelli pi� bassi;
- il costante ampliamento delle grandi propriet�,
- l'accrescimento - anche su un piano politico - del potere nobiliare (a scapito ovviamente di quello imperiale).
N.B. Il tutto poi sullo sfondo della crisi economica del terzo secolo, crisi dovuta non solo alle molteplici invasioni esterne e alla maggiore insicurezza sui confini (fattore cui gi� si � accennato), ma anche all'"affaticamento" del sistema di produzione schiavista (delle cui ragioni si parler� pi� avanti).


7. GIUGURTA E LA GUERRA GIUGURTINA
I problemi dell'esercito si resero evidenti quando si tratt� di contrastare uno dei pretendenti al trono della Numidia, Giugurta. Nel 118 a.C. mor� Micipsa, figlio di Massinissa, che lasci� in eredit� il regno ai figli Aderbale, Iempsale e al nipote Giugurta. Il problema consisteva nel fatto che Micipsa non aveva previsto una divisione del territorio e inevitabilmente cominciarono le dipsute tra i tre beneficiari.

Il pi� agguerrito e dotato dei tre era Giugurta. Quando Marco Porcio Catone divise arbitrariamente il territorio con il pretesto di pacificare la situazione ma con l'intenzione di creare ulteriori dissensi tra gli eredi, Giugurta protest� e si ribell�. Fu il mandante dell'uccisione, di Iempsale, nel 117 a.C. Aderbale invase allora il territorio di Giugurta ma venne sconfitto, quindi si rifugi� a Roma dove chiese aiuto.

Giugurta mand� un'ambasciata carica di doni per le alte cariche dello stato romano, e conseguenza di ci� fu la decisione, da parte di una commmissione senatoriale guidata da Opimio, di dividere il territorio numida in due parti e perdonare l'aggressore: la parte occidentale, che includeva la capitale Cirta, and� ad Aderbale, la parte orientale a Giugurta.
Ma nemmeno questa divisione lo accontent�. Nel 113 a.C. invase il regno di Aderbale e assedi� Cirta. La capitale della Numidia era abitata da molti mercanti italici, quando Aderbale chiese aiuto a Roma, questa mand� sul posto due commissioni. Giugurta ancora una volta ricorse alla tecnica della corruzione e cos� riusci a fare reimbarcare i delegati romani senza che questi avessero fatto nulla.
A questo punto, su insistenza dei mercanti italici che ormai erano allo stremo, Aderbale consegn� la citt� a Gugurta a condizione di risparmiare la popolazione. Giugurta non tenne fede al patto e uccise ogni abitante armato (tra i quali molti italici), mentre Aderbale venne crocifisso.
Roma dichiara guerra poich� Giugurta aveva oltrepassato il limite. Roma decise di dichiarargli guerra nel 111 a.C.
Ma pur battendo Giugurta sul campo, il console L. Calpurnio Bestia, dopo essere stato corrotto per una cifra esigua dallo sconfitto, concesse la pace e permise a Giugurta di mantenere il regno.
A Roma i circoli democratici, opposto agli ottimati (il ceto aristocratico senatoriale, da optimus, ottimo), protest� vivacemente e cerc� di rialzare la testa dopo anni di scarsa incisivit�. Un tribuno, Caio Memmio, sostenuto dagli equites, riusc� a trascinare Giugurta davanti a un tribunale romano... ma questi nel frattempo aveva corrotto l'altro tribuno, che pose il veto sull'interrogatorio.
Non contento di essere impunito in casa dei vincitori, Giugurta fece in tempo ad organizzare l'uccisione di Massiva, un altro nipote di Massinissa pretendente al trono che viveva a Roma, poi fugg�.
A Roma si gridava giustamente allo scandalo. Ogni limite era stato oltrepassato. Le operazioni in Africa ripresero, ma l'esercito allo sbando e privo di disciplina ottenne una sconfitta dietro l'altra, tanto che nel 109 a.C. Il generale Aulo Postumio dovette subire l'onta di concedere la pace su promessa di evaquare il territorio Numida per 10 anni, mentre gi� le trib� africane, rinfrancate dalle vittorie di Giugurta, cominciavano a rialzare la testa.
Roma decise di mettere fine alla farsa, una volta per tutte. Fu inviato in Africa il capace e onorato console Quinto Cecilio Metello, uno dei pochi oligarchi a distinguersi per la sua onest�. Il senato aveva gi� annullato la pace conclusa da Aulio Postumio, e intendeva eliminare definitivamente la minaccia giugurtina.
Giunto in Africa, Metello ridiede disciplina alle truppe ed ebbe la meglio su Giugurta in una battaglia sul fiume Mutule (109 a.C.), riuscendo a scacciarlo dal suo regno. Questi non ebbe altra scelta che chiedere la pace, ma Metello questa volta non la concedette, imponendogli la resa incondizionata. A questo punto cominci� la guerriglia, che si prolung� per tutto il 108, come, in via straordinaria, anche il mandato di Metello.
Nel frattempo a Roma i popolari accusavano l'ottimate Metello di prolungare la guerra con Giugurta intenzionalmente. Saputo che il senato intendeva prorogare i poteri di Metello ancora per il 107, per contrastarlo i popolari e gli equites proposero come secondo console Caio Mario.
Caio Mario proveniva dagli ambienti popolari: si era distinto, da semplice soldato, nell'assedio di Numanzia tanto da meritarsi la segnalazione di Scipione Emiliano. Nel 119 a.C. era diventato tribuno, nel 115 fu pretore e poi luogotenente in Spagna citeriore. La sua popolarit� aumentava tra i democratici e anche tra il popolo, era davvero un valente soldato e la sua ambizione era quella di scalare le cariche dello stato grazie alle sue qualit� militari. Infine, Metello lo aveva portato con s� come luogotenente in Africa, e, dopo esserci distinto nella battaglia del fiume Mutule, era praticamente diventato il suo vice.
Durante la campagna elettorale, Caio Mario attacc� Metello ed ottenne non solo la maggioranza dei voti, ma anche un mandato speciale per proseguire la guerra africana al suo posto. I senatori lasciarono che organizzasse da s� il reclutamento, con la speranza che tutto si spegnesse per l'impossibilit� di trovare soldati a sufficienza, ma Mario riusc� ad ottenere l'arruolamento volontario di gente anche al di sotto della soglia minima di censo (fatto unico ai tempi), e cos� pot� partire per l'Africa.
La fine della guerra ebbe risvolti diversi.
A Metello tocc� l'onta di vedere il suo ex luogotenente soffiargli il comando delle operazioni. Mario cerc� da subito di stanare Giugurta, se si fosse impossessato del nemico anche la guerriglia sarebbe cessata.
Accadde che il re della Mauritania, Bocco, accortosi che i romani stavano per prendere il controllo della situazione, decidesse di proporre uno scambio. Se i romani gli avessero inviato Lucio Cornelio Silla, ai tempi questore nell'esercito di Mario, avrebbe fatto in modo di consegnarli il genero Giugurta (questi ne aveva sposato la figlia).
Bocco era ancora indeciso se consegnare Giugurta a Silla o viceversa, ma alla fine la spunt� l'abilit� politica ed oratoria di quest'ultimo. Silla convise Bocco a convocare il ribelle numida facendogli credere che fosse lui a dover essere consegnato a Giugurta.
Quando Giugurta si present� disarmato, secondo gli accordi, i soldati di Bocco ebbero gioco facile nel consegnarlo a Silla, che lo fece prigioniero nel campo romano. Questo episodio segn� la fine della guerra giugurtina (105 a.C.).
Giugurta fu poi portato a Roma dove mor� strangolato nel carcere Mamertino mentre Mario celebrava il trionfo (anche se per lenire l'onta della sostituzione, venne assegnato il titolo di Numidico a Metello). La Numidia orientale venne data a Gauda, altro discendente di Massinissa poco pericoloso e piuttosto incapace, la met� orientale venne consegnata a Bocco come premio per il suo aiuto.



VIS ET HONOR!

Gaius Rutilius Lupus Achilleus
Praefectus Praetorii

ROMA SEMPER VICTRIX
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Aurelio Ventidio Aquila
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Posted - 16/01/2006 :  14:46:41  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Sembra che abbiamo gi� un pretendente al titolo, bene, molto bene

Aurelio Ventidio Aquila
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Gaius Rutilius Lupus
Praefectus Praetorii

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Posted - 16/01/2006 :  15:23:27  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Speriamo Valente Aurelio Ventidio Aquila, speriamo...

VIS ET HONOR!

Gaius Rutilius Lupus Achilleus
Praefectus Praetorii

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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo

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Posted - 16/01/2006 :  15:42:27  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
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Originally posted by Claudius Julius Lupus

Speriamo Valente Aurelio Ventidio Aquila, speriamo...



Oh tranquillo Claudius Julius Lupus, sarai un ottimo vice imperatore..

Aurelio Ventidio Aquila
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

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Posted - 16/01/2006 :  18:07:21  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Mi complimento con te Claudius Julius Lupus, tuttavia bidogner� attendere ancora 6 giorni per la nomina ufficiale, e con questo vorrei spronare tutti i foratores a rispondere a queste 7 - semplici - domande.

Pont Max Lucius Antonius Primus Firnus

FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS

Iustitiam quaerimus,rem omni auro cariorem.
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Gaius Rutilius Lupus
Praefectus Praetorii

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Posted - 17/01/2006 :  08:55:52  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave Frates!

Ti ringrazio dei complimenti Valente Lucius Antonius Primo, e spero che 11 giorni alle calende di febbraio potr� gioire.


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Gaius Rutilius Lupus Achilleus
Praefectus Praetorii

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Gaius Rutilius Lupus
Praefectus Praetorii

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Posted - 17/01/2006 :  13:31:36  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave Frates!

Visto che partecipo al "quiz" per il conseguimento della Carica in questione, sottopongo alla Vostra attenzione il mio cambio di nome da Claudius Julius Lupus in Gaius Rutilius Lupus per motivi di etimologia filologica.

Vale!

VIS ET HONOR!

Gaius Rutilius Lupus Achilleus
Praefectus Praetorii

ROMA SEMPER VICTRIX
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo

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Posted - 17/01/2006 :  14:53:46  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
quote:
Originally posted by Gaius Rutilius Lupus

Ave Frates!

Visto che partecipo al "quiz" per il conseguimento della Carica in questione, sottopongo alla Vostra attenzione il mio cambio di nome da Claudius Julius Lupus in Gaius Rutilius Lupus per motivi di etimologia filologica.

Vale!




Tranquillizzati milite, lo sappiamo.. sorveglio personalmente l'avanzamento del quiz.

Aurelio Ventidio Aquila
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