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anarchos
Membro Iunior
 
45 Messaggi
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Posted - 17/04/2004 : 10:54:41
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VALETE ROMANI
Volevo chiedervi quanta credibilit� date al DE BELLO GALLICO quando parla degli scontri con le varie popolazioni barbare.
In alcuni punti del commentario Cesare parla in modo che molti studiosi considerano evidentemente di parte, alla ricerca di gloria al ritorno a Roma.
Senza considerare che le descrizioni di alcuni animali, come l'Uro (difficile da rintracciare nella fauna del tempo e del luogo), sembrano inventate di sana pianta e, secondo il loro parere, confermano indirettamente che Cesare scrivesse pi� che altro un poema epico, non un diario di guerra.
E voi che ne dite?
IN LABORE FRUCTUS |
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caesar
Amministratore del Foro
   
214 Posts
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Posted - 17/04/2004 : 11:20:49
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Ho letto il De Bello Gallico, e posso dire che � molto realistico e veritiero, sicuramente quando si parla delle vittime degli scontri le cifre sono un p� ritoccate, ma a parte questo � un libro senza ombra di dubbio veritiero.
PS
Ma non mi ricordo di aver letto della descrizione di un "Uro"?!??!
Roma Aeterna |
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anarchos
Membro Iunior
 
45 Posts
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Posted - 20/04/2004 : 17:27:11
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L'uro � un animale descritto da Cesare in un capitolo, credo, n.XXVIII ma non chiedermi in quale libro perch� non me lo ricordo.
Sembra, appunto, assolutamente inesistente e anche il nome gli � stato dato perch� simile alla parola latina, visto che le lingue moderne non hanno mai menzionato un animale simile.
Anche le descrizioni degli animali che conosciamo anche noi, come gli Alci, sono molto strane. L'alce viene descritto come un animale incapace di piegare le articolazioni delle zampe (i nostri ginocchi) e che cammina saltando. L'unicorno, che per alcuni studiosi sarebbe una renna scambiata da Cesare per l'animale mitologico, come un cavallo con un solo corno; e mi sembra difficile vedere una renna e scorgerne un solo corno: viene il dubbio che Cesare non abbia mai visto una renna ma abbia inventato nel DE BELLO GALLICO un unicorno.
Proprio per questo vorrei sapere cosa ne pensate delle battaglie descritte: in alcune parti Cesare dichiara che una sola legione tenne sotto controllo almeno tre popolazioni agguerrite, e pure alleate contro di lui e quindi non dilaniate in scontri interni!
Il valore romano � indiscusso e sicuramente Cesare si copr� di gloria, visto che la Gallia alla fine la conquist� realmente e mand� truppe fino in Bretagna, ma a volte anche le battaglie sembrano "speziate"
VALETE
IN LABORE FRUCTUS |
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marcofuriocamillo
Membro Adventus
15 Posts
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Posted - 22/04/2004 : 11:38:25
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Trovo che il DE bello GALLICO sia una delle opere piu' importanti della storia, oltre a testimoniare in maniera fedele alcuni avvenimenti,dimostra la netta superiorita' di un popolo verso un altro.
I romani non solo sconfissero i celti (e nello specifico i galli)militarmente parlando, ma fecero trionfare la loro grande cultura. Infatti come ben sappiano i popoli celti non avevano neppure una scrittura....
tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di Roma. |
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demos
Membro Solitus
  
120 Posts
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Posted - 22/04/2004 : 13:04:25
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Salve Marcofuriocamillo,
salvatore della patria che sconfisse Brenno. Benvenuto tra noi che potremo contare cos� su un altro simpatizzante con cui intratternerci nella nostra comune passione: "de antica Roma".
Di che cosa ti occupi? C'� un periodo di storia che ti piace maggiormente? Io per esempio preferisco il II secolo a.c. e d.c. che datandoli ab urbe condita sarebbero dovuti corrispondere ai secoli V, VI, VII e VIII. E' cosi? A presto.
demos |
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demos
Membro Solitus
  
120 Posts
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Posted - 22/04/2004 : 13:26:10
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Riguardo al valore documentale del "De bello Gallico" posso solo esprimere la mia opinione personale, suscettibile di essere corretta se insesatta, che � naturalmente positiva. I riferimenti agli animali descritti li ho dimenticato dato che la mia lettura non � recente: molto sicuramente l'unicorno descritto da Cesare, da quella persona sveglia che era, � stato riportato con intento accorto per risultare pi� credibile nell'esposizione degli altri fatti.
Viene creduto di pi� un narratore di cose che gli altri conoscono in tutto o in parte che non quello che tratta argomenti sconosciuti.
Un po' quello che ha detto un mio zio di nome Euripide: chi espone novit� sapienti a gente........ecc.ecc.
Sto scherzando (gli emoticons sono pi� immediati).
Per la renna non mi sento n� di negare n� di confermare alla luce delle nozioni sui cambiamenti climatici nel mondo e conseguentemente sulle influenze nella flora e fauna coeva; senza contare che non � certo se Cesare abbia visto bene e da vicino una renna. Immaginate se per ipotesi in quel periodo fosse stato pi� ampio il tratto interessato dalla glaciazione e pertanto sia stato popolato da alcune alci per cui Cesare potrebbe averne visto fugacemente alternate ad alci! Non avrebbe avuto le idee chiare avrebbe mischiato i caratteri zoologici nel descriverli!
Supposizioni, d'accordo ma non esistendo documentazione....
Sull'altro animale citato da Anarchos che non ricordo mi piacerebbe sapere di pi�.
demos |
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demos
Membro Solitus
  
120 Posts
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Posted - 22/04/2004 : 13:37:04
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Certo non � peregrina l'idea di sottolineare il valore letterario, la chiarezza espositiva e la stringata eleganza dello stile usato da Cesare nel suo "De bello gallico".
Ricordo che tradurlo a scuola era un piacere.
I fatti militari trattati, sia sotto l'aspetto strategico che quello tattico e infine quello logistico, a mio vedere erano realistici oltre che per la logica con cui venivano rassegnati anche per la sicurezza che traspariva dal modo di esporli. Lasciavano intravvedere la competenza di un'esperto e la sicurezza previsionale chi vi aveva lunga conoscenza.
I numeri sugli uomini coinvolti da entrambe le parti mi creano dubbi perch� s� che la vanit� di ciascuno di noi non � esente dal portarci ad alterarli a nostro favore: facilmmente anche Cesare.....
demos |
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anarchos
Membro Iunior
 
45 Posts
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Posted - 22/04/2004 : 18:13:50
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Quello sul fantomatico Uro � in realt� un breve capitolo, senza molto disquisire su questo animale.
Si parla dell'Uro come di un animale grande, grandissimo anzi: infatti i cuccioli sono della grandezza di un toro e gli adulti di un elefante.
Una delle popolazioni, non ricordo quale, secondo Cesare inviava i propri giovani ad uccidere gli Uri e a riportnarne la testa: cos� dimostravano il proprio valore e diventavano adulti, se erano inetti ci pensavano gli Uri a liberare il villaggio da un giovane incapace: molto peggio della maturit� a scuola :-) !!
Comunque Cesare potrebbe aver messo insieme notizie datagli dagli abitanti di quel villaggio su questa prova dei giovani; poi, non avendo visto un Uro di persona potrebbe averne inventato il nome e magari le sue intenzioni erano buone. Infatti poco si puo' discutere su quanto siano vere o non vere intenzionalmente le descrizioni di Cesare sulla fauna gallica.
VALETE
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Germanicus
Moderatore del Foro
  
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Posted - 30/04/2004 : 11:16:31
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Ave a tutti! Vedo che in mia assenza sono stati sollevati molti quesiti intriganti, vedr� di dire la mia su tutti.
Il De Bello Gallico � accostabile alla Germania di Tacito per attendibilit� sugli usi e costumi gallici e germanici, cos� come non possiamo che prendere come veritire le descrizioni degli scontri tra Romani e le popolazioni celtiche. Ovvio che un p� di propaganda militare non guasta mai, quindi non bisogna sorprendersi di trovare cifre come un milione di morti. Ma anche questo neo non fa che sottolineare la grande impresa di Cesare.
Per quanto riguarda le descrizioni di animali strani e fantasiosi dir� solo che i Romani non erano certo partiti per una spedizione scientifica, molti erano contadini che non si erano mai mossi dai loro campi e vedevano per la prima volta il mondo, e comunque certo non seguaci accaniti di Plinio il Vecchio! Quindi vedere di sfuggita un animale poteva confondere le idee. In fondo pochi secoli fa si credevano sirene quelle che noi conosciamo come...orche.
vis et honorem |
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anarchos
Membro Iunior
 
45 Posts
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Posted - 04/05/2004 : 17:48:28
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Naturalmente! Infatti le dicerie di soldati non possiamo trattarle, anche se probabilmente sarebbe interessante!
Per� mi sembra strano che animali intravisti cos� possano finire descritti nel DE BELLO GALLICO, che non l'ha scritto il primo Centurio che passava ma Cesare!
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