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Dragonerosso
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Posted - 26/05/2004 : 19:56:56
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Ma, salve, due cose sulla Germania....
Dunque, io c'andrei cauto sul fatto e sul dire che la Germania non fu sottomessa.....
Primo perch� non esisteva una germania, come l'intendiamo oggi, secondo perch� di fatto le armate romane nei confini dell'attuale Germania fondarono fior di centri e colonie... (Tra tutte Colonia, Bonna, Treviri e Vienna, e scusate se � poco).... Poi, il fatto della completa occupazione.....
Roma, si ferm� ai vari limes germanici, perch� oltre non c'era niente che valesse la vita dell'impero e di un legionario...
N� citt�, n� stati.... Solo trib� in movimento....
Anche se fosse arrivato il limes al Baltico, dopo ci arebbe stata sempre una Germania da conquistare.....
Un'ultima cosa su Varo....
Varo � morto da Romano. Ha agito con superficialit�, ma la sua sconfitta non � stata un dramma per l'impero....
Altre sono state le sconfitte terribili subite da Roma (Canne in primis)....
Sicuramente fu un colpo al prestigio dell'impero, ma di l� a dire che quella sconfitta ferm� Roma, ce ne passa....
Anche perch� fu il fedigrafo Arminio, che freg� Varo....
Ma di fatto, poi Giulio Cesare Germanico, vendic� ampiamente quella sconfitta, recuper� le aquile e a Roma trionf� con il fratello di Arminio, cittadino romano, e tra i prigionieri la moglie e le figlie di Arminio, portate, presumibilmente, nel carro dei vinti.....
Ed infine chiudo, dicendo che tra i grandi soldati e generali dell'impero ci sono molti miles germanici......;-).... Uno per tutti, il Vandalo Stilicone... Grande romano e grande germanico.....
Hic manemibus optime |
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Tiberio Claudio Nerone
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Posted - 26/05/2004 : 22:01:26
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Ciao Dragonerosso,
concordo con gran parte del tuo messaggio, d'altronde la tua conclusione � pi� o meno quella raggiunta finora, cio� la mancata insistenza nel cercare di spostare il limesdal reno all'Elba (� giusta la tua puntualizzazione sulla germania, ma mi sembra evidente che in questa discussione dire "mancata conquista della germania" significa proprio quel mancato spostamento del limes - anche se come sottolinei tu non � definizione ineccepibile)-dicevo, la mancata espansione dell'impero fino all'Elba' fu dovuta ad una scelta (di Tiberio) in relazione al poco interesse per quell'area paragonato allo sforzo necessario per conquistarla.
Non certo ad una inferiorit� militare.
E' vero anche che Teutoburgo non fu decisiva militarmente; certo, segn� la fine della breve dominazione romana su quell'area, ma non imped� di per s� la riconquista , che non avvenne perch� la presenza di generali di livello medio come Germanico non permise una campagna strategicamente di valore pi� che mediocre, fattore che pes� molto nella decisione di Tiberio, che si stuf� di impiegare uomini e mezzi (e capitali) in campagne inconcludenti, e sped� Germanico altrove (la teoria secondo cui la ragione di tale spostamento fu l'invidia � vera solo in parte)
In quest'ottica, la vittoria a Idistaviso che � generalmente vista come la "vendetta" di Roma per Teutoburgo, fu un episodio, che, a parte il merito(indiscutibile) di rialzare l'onore di Roma, ebbe ancora meno peso dal punto di vista storico della sconfitta di Teutoburgo, in quanto non segn� alcun (nemmeno minimo) cambiamento stategico nella provincia, cosa che Teutoburgo fece.
Su Stilicone non solo sono perfettamente d'accordo, ma secodno me fu uno dei pi� grandi generali, uno dei pi� grandi politici, uno dei pi� grandi idealisti, uno dei pi� grandi uomini (intendo come valore della persona) di Roma.
Lui *�* lo spirito di Roma.
Per me solo Scipione � pari a lui.
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Titus
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Posted - 27/05/2004 : 10:20:23
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Peccato che il senato di Roma ai tempi di Stilicone non cap� le intensioni del generale vandalo e lo condann� a morte come "Traditore di Roma". Se non ricordo male Stilicone fu l' unico a contrastare Alarico e ,se fosse riuscito a vivere ancora, avrebbe trasformato l' avversario goto in un formidabile alleato di Roma.
Historia Magistra Vitae |
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Tiberio Claudio Nerone
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Posted - 27/05/2004 : 11:00:24
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Ciao Titus,
Stilicone fu condannato per la sua politica filo-barbarica che non fu capita.
Il suo scopo era l'integrazione dell'elemento barbaro nell'impero per creare un tutt'uno organico che portasse avanti l'originario spirito di Roma (quindi il suo scopo non era una semplice germanizzazione dell'impero, era un integrare l'elemento germanico con la sua forza in quello romano col suo spirito, col solo scopo di mantenere in vita l'impero).
Mentre Onorio per un po' acconsent�, il senato, per le sue origini "patrizie" che lo portavano ad una sorta di razzismo anti-barbarico (non comprendendo che il proseguimento dell'impero non era minacciato dall'elemento razziale - che non esisteva essendo tutti indo-europei ma allora questo non lo sapevano e l'elemento razziale lo vedevano eccome) ma dal decadimento dello spirito, ed influenzato (il senato) anche dalla politica anti-barbarica della corte imperiale orientale, respinse fortemente questa politica, e fin� col portare dalla sua parte anche Onorio.
Forse contribu� il fatto che Stilicone, avendo letto perfettamente la situazione, durante tutta la sua carriera cerc� di riportare la parte orientale sotto l'egemonia di quella occidentale, sia per riunificare l'impero, sia per eliminare la politica orientale appena descritta.
Dopo vari tentativi parziali (l'uccisione di Rufino, per esempio, elemento a lui ostile molto influente alla corte di Arcadio),quando finalmente ne ebbe l'occasione (la morte di Arcadio), e pales� abbastanza chiaramente questa intenzione (da raggiungere con l'aiuto di Alarico), anche molti dei suoi "alleati", sua moglie in primis, non capirono, non accettarono una guerra con Alarico contro quelli che erano altri romani, ed alla fine Stilicone perse quasi tutto il supporto che aveva.
(� un racconto molto sintetico e semplificato, ovviamente).
In quanto al rapporto con Alarico, fu sempre piuttosto ambiguo, nel senso che pi� volte si scontrarono in battaglia, e vinse sempre Stilicone, ma Alarico riusc� sempre a fuggire con gran parte dei duoi e a riorganizzarsi.
Difficile sia un caso, perch� quando Stilicone si impegn� davvero (contro gli ostrogoti di Radagaiso), ne fece un massacro spaventoso.
Resta la quasi certezza che i due giocassero a non farsi troppo male, sapendo che il futuro dell'impero era comunque nelle loro mani, e il piano stava per aver successo, se non fosse stato per la miopia del senato e dei due imperatori.
Non � un caso che Alarico fu sempre sconfitto da Stilicone, ma appena lui mor�, il goto arriv� senza alcun problema fino a Roma.
Ormai aveva capito che Roma non avrebbe pi� potuto essere un luogo ove integrarsi, che, badiamo bene, � molto diverso dal concetto di semplice alleato.
Anche Teodosio aveva preso i visigoti come alleati, ma senza alcuna integrazione: era una mera alleanza militare (terra in cambio di soldati), il cui scopo era versare sangue goto e non romano nelle due guerre civili (contro Magno Massimo e Arbogaste) che Teodosio dovette affrontare - i goti lo capirono e si ribellarono; solo l'avvento di Stilicone riusc� ad aprire quella unica strada possibile, che altri chiusero.
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Titus
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Posted - 27/05/2004 : 16:52:53
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Hai Ragione Tiberio!La cecit� di Roma port� la stessa alla rovina.Purtroppo non vi erano pi� uomini di grande levatura che potessero capire la situazione.UNa integrazione del genere avrebbe dato nuova linfa all' esercito e avrebbero motivato di pi� i goti a combattere per Roma che sarebbe diventata la nuova patria
Historia Magistra Vitae |
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Dragonerosso
Membro Iunior
 
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Posted - 27/05/2004 : 17:59:17
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quote:
Originally posted by Tiberio Claudio Nerone
il senato, per le sue origini "patrizie" che lo portavano ad una sorta di razzismo anti-barbarico
Ciao, Nerone... Io al contrario di te, non penso che il senato fosse 'razzista'....
Ma penso che fosse ormai, un organo vuoto e incontrollabile, in mano alla 'borghesia' latifondista incapace di governare....
Senatori erano italiaci, germanici, celti, ecc......
壆er me, il collasso fu indubbiamente collasso d'elites... Aggravato dal fatto che non esistevano pi� uomini forti....
Un Cesare avrebbe pagato per avere un senato cos� inutile....
Ma purtroppo non c'鋨a, oltre al senato, nemmeno pi� un Cesare...degno di questo nome... L'ultimo Giuliano, aveva dimostrato come, pochi anni prima la potenza di Roma potesse essere ancora devastante s e guidata da comandanti degni e da soldati capaci.....
Hic manemibus optime
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Tiberio Claudio Nerone
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Posted - 27/05/2004 : 18:23:05
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| S�, diciamo che la mia frase sul senato era incompleta - nel senso che sono d'accordissimo che fosse assolutamente "Vuoto", e che in esso vi fossero elementi diciamo "barbari", ma secondo me un'influenza a livello culturale / ideologico l'aveva sempre, proprio perch�, come dici tu, non c'erano pi� gli imperatori di una volta, c'erano dei ragazzotti senza carattere come onorio e arcadio e altri dopo di loro, facilemnte influenzabili - il senato era vuoto, loro, gli imperatori, forse lo erano ancora di pi�! - e probabilemnte avrei dovuto scrivere che la parte "romana" del senato , chee era "razzista" per come intendo il termine in questa circostanza, si oppose ad una ulteriore barbarizzazione. |
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Tiberio Claudio Nerone
Membro Senior
   
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Posted - 27/05/2004 : 19:09:22
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Dragonerosso,
completo il mio ultimo messaggio perch� tanto per cambiare ero di corsa.
Spiego meglio la mia idea, poi mi piacerebbe sentire la tua opinione.
Il senato come dici tu era pieno di "barbari", e lo era da tempo.
All'inizio, quando i primi galli vi entrarono, secondo me la cosa era vista magari con diffidenza ed un po' di snobismo dai senatori romani, ma in fondo poteva esser un fattore positivo...integrazione, nuovi contatti, nuovi affari.....e il prezzo non era altissimo.
Col tempo, la componente barbara crebbe.
Secondo me ai tempi di Stilicone il fatto che ormai i barbari avessero non solo molti senatori, ma personaggi in ruoli centrali come Stilicone stesso, ormai aveva risvegliato nei componenti romani del senato quel razzismo che , bada bene, non � ideologico, ma � spontaneo.
Secondo me ogni societ�, anche la pi� aperta, quando l'elemento straniero, esterno, cominica a essere sentito come preponderante, ha un rigurgito di razzismo che, ripeto, non � motivato da un reale disprezzo di qualcuno diverso per motivi biologici o antropologici.
E' semplicemente una difesa.
Secondo me questo fu ci� che accadde al senato romano, o meglio alla sua componente romana.
Vi furono senza dubbio scontri violenti al suo interno, fra le sue componenti, e l'elemento romano riusc� se non col suo (inesistente) potere, almeno con la sua influenza su menti deboli come erano quelle di quegli imperatori, a respingere l'ulteriore potenziamento dell'elemento barbarico, pensando di salvare la roomanit�, invece, di fatto, segnando la fine dell'impero.
Stilicone fall� perch� il suo spirito "romano" era troppo forte: il rispetto delle gerarchie, dell'imperatore, del compito affidatogli da Teodosio erano pi� forti del suo "ego".
Avrebbe potuto spazzare via Onorio e prendere il potere in 10 minuti, ma era troppo una persona d'onore per farlo.
Prefer� rinunciare al suo intento di salvare l'impero, piuttosto che tradirne lo spirito. |
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Dragonerosso
Membro Iunior
 
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Posted - 27/05/2004 : 19:33:52
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Argomento interessante, questo....
Il senato, era razzista, nel senso che non voleva 'barbarizzarsi', oppure, era in balia alle correnti politiche e religiose che l'indebolivano...
Ricordiamoci in questo momento il potere era in lotta anche in ambito religioso tra 'ariani' seguaci del vescovo Ario e 'cattolici'......
Diciamo che in gioco, c'era non soltanto la guida senatoriale, ma anche la guida religiosa e politica....
Hic manemibus optime |
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Sulla
Membro Solitus
  
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Posted - 27/05/2004 : 20:30:07
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Crao Dragonerosso,
tornando al tema del dibattito, le tue conclusioni sulla sconfitta di Varo mi lasciano alquanto perplesso. Sul fatto che la sconfitta Tetoburgo non sia stata una catastrofe politico-militare dagli sconosciuti rivolti economici, questa e' pura falsita' e mistificazione filoromana, che tiene ben poco conto delle stato delle fonti e delle nuove acquisizioni avute dalla ricerca archeologica. Per tutto il I d.C. secolo d. C., e ancora nel II d.C., le fonti Teotoburgo sono pervarse da un senso (sebbene non rileazione alla conquista della Germania transrenana, che pure e' attestata da una quantita' di ritrovamenti) rovina, disfatta, catastrofe e quasi d`imbarazzo al cui confronto Canne �' un lieto ricordo. Varo e' la piu' grande sconfitta che Roma abbia ottenuto prima di Adrianopoli alla fine del III sec.: essa peraltro e' avvenuta in eta' augustea, all'interno di quel nuovo corso che in Germania avrebbe avuto la sua glorificazione. Teutoburgo e' la fine piu' catastrofica che Augusto avesse potuto immaginarsi: e non mi veniate a dire, ora, che Augusto a buttato via decine di milioni di serterzi, vent'anni di campagne militari, per un luogo che tanto a Roma non interessava "perche' c'erano tribu' che si muovevano": cio' non vuol dire niente....anche in Gallia, e in Britannia e in Mauretania. La Germania (fosse l'Elba e fosse il Weser il confine) era la grande ambizione di Augusto, per ripagarsi delle spese di guerra civile (la Germania era piena di materie importanti e valide: dal piombo, al fero, dagli schiavi, al legname), ma soprattutto per imitare Cesare in un'importante conquista europea. I Germani, nemico assai piu' temuto dei lontani Parti (che dir si voglia) erano un'opportunita' d'oro per Augusto e il "potere delle immagini". Germanico etc. e' solamente propaganda tiberiana (vd. Velleio): per avere indietro le aquile legionarie si tratta o si fa qualche concessione di rilievo (cosa credete che sia successo in Oriente con le aquile di Crasso sottratte a Carre e riprese per via diplomatica da Augusto?; la verita' e' che Tiberio, che aveva combattutto in Germania, sapeva bene quanto quest'infruttuosa conquista (infruttuosa perche' persa) aveva costato allo stato romano in via di denaro e vite (tre legioni erano la guarnigione dell'Egitto una delle tre, quattro province piu' importanti dell'impero). Non cadete nella logica minimizzatrice imposta dalle fonti sulla Germania scritte dopo Teutoburgo, perche' la realta' dell'accadimento e' proporzionatamente inversa a quanto scritto, perche' fatto troppo grave per l'orgoglio romani: da un cavaliere come Velleio che in Germania aveva combattuto, alla dignita' di un senatore come Tacito 50 anni dopo. Lo stesso Augusto alla fine nelle sue Res Gestae riusci', senza nominare praticamente nessuno e niente, a dire ...di aver debellato i nemici dall`Oceaano sino all'Elba. Stop. Fate voi.
Vale |
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Tiberio Claudio Nerone
Membro Senior
   
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Posted - 27/05/2004 : 20:56:31
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Non c'� dubbio, l'aspetto religioso � un altro fattore fondamentale, anzi, direi che la sua opera devastante si � sviluppata molto prima di questa forma di "razzismo spontaneo".
E' fuor di dubbio che il Cristianesimo ha costituito un elemento disgregante micidiale, in quanto anti-statale al massimo.
Dopo aver contribuito al disfacimento dell'impero con il suo semplice avvento, ha continuato a farlo a causa delle lotte tra l'ortodossia e le varie eresie - tra cui l'Arianesimo e molte altre.
Secondo me il principato di Teodosio � il simbolo di tutto ci�: nel suo rapporto con Sant'Ambrogio c'� per la prima volta la reale sottomissione dell'imperatore al potere religioso (ricordate teodosio che si rotola per terra davanti al santo per farsi perdonare l'eccidio di tessalonica?)- e si tratta di sottomissione volontaria e sincera; la lotta contro le eresie (sentita e sincera) prima, quella contro il paganesimo (poco sentita ma spinta dal santo) dopo, culminante nella guerra con Arbogaste, per molti momento supremo e terminale della lunga opposizione tra Dio e gli dei - Teodosio, il primo imperatore cristiano convinto, sconfigge Arbogaste, ultimo campione del paganesimo.
Le lotte religiose, non pi� tra eserciti ma tra correnti nelle corti, nel senato, tra i soldati, continuano e sono trasversali rispetto alla questione razzista....barbaro non vuol dire per forza ariano, romano non vuol dire per forza cattolico, le cose si mescolano e la disgregazione avanza....
Non c'� dubbio, il fattore religioso ha contribuito anche pi� di quello razzista alla fine; non l'ho menzionato prima semplicemente perch� a quel punto, il danno fatto dalle contese religiose e dal predominio di una religione disgregante era gi� tale che il fattore razziale si "impianta" su di esso, e forse in quel periodo (quello di Stilicone), � pi� evidente ed esteriore - anche in reazione alle stesse idee del vandalo: lui puntava all'integrazione "razziale" - l'aspetto religioso non era un aspetto evidente della sua idea, ma indubbiamente ed inevitabilmente era strettamente connesso, e agiva dietro le quinte.
Sicuramente entrambi gli aspetti (razziale e religioso) ebbero ruolo primario nella fine.
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Tiberio Claudio Nerone
Membro Senior
   
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Posted - 27/05/2004 : 21:19:13
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quote:
Originally posted by Sulla
: e non mi veniate a dire, ora, che Augusto a buttato via decine di milioni di serterzi, vent'anni di campagne militari, per un luogo che tanto a Roma non interessava "perche' c'erano tribu' che si muovevano": cio' non vuol dire niente....anche in Gallia, e in Britannia e in Mauretania. La Germania (fosse l'Elba e fosse il Weser il confine) era la grande ambizione di Augusto, per ripagarsi delle spese di guerra civile (la Germania era piena di materie importanti e valide: dal piombo, al fero, dagli schiavi, al legname), ma soprattutto per imitare Cesare in un'importante conquista europea. I Germani, nemico assai piu' temuto dei lontani Parti (che dir si voglia) erano un'opportunita' d'oro per Augusto e il "potere delle immagini". Germanico etc. e' solamente propaganda tiberiana
Sulla,
molto interessante.
Per� - parlo per me ovviamente - quando dico che la Germania fu lasciata perdere, diciamo, per scelta, non voglio dire che non interessava per principio.
Interessava, ma dopo gli eventi storici gi� descritti, proprio perch� ci si rese conto che le continue, inconcludenti campagne costavano molto in uomini e mezzi, mi sembra ragionevole che un Tiberio possa aver deciso che "non ne valeva pi� la pena".
Io ribadisco che questo non � uno di periodi di cui ho letto di pi�, quindi non voglio imporre alcuna idea, anzi, siccome mi sembra che tu lo conosca bene, vorrei capire perch� secondo te non si insistette pi� per arrivare all'Elba o al Weser.
Quello che vorrei capire � se secondo te Teutoburgo � stata decisiva proprio dal punto di vista militare, nel senso che i romani non avrebbero pi� avuto modo di riprendere quella regione perch� troppo indeboliti militarmente dopo Teutoburgo (cosa che a me non sembra, ma potrei benisimo sbagliarmi), o se Teutoburgo fu importante in quanto , oltre alle conseguenze dirette, mostr� che i germani non sarebbero stati una passeggiata.
Visto che mi sembra che concordiamo sulla figura di Germanico, ti chiedo se secondo te con un generale migliore, uno in grado di gestire una campagna fruttuosa davvero , l'imperatore avrebbe "Insistito" ancora e cercato la riconquista (quindi se la figura di germanico � decisiva in negativo nelle scelte dell'imperatore), o se teutoburgo fu un punto di non ritorno e quindi le campagne successive furono tempo perso in quanto nemmeno un generale degno di questo nome avrebbe fatto molto pi� o molto meglio di Germanico.
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Titus
Membro Senior
   
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Posted - 27/05/2004 : 21:56:15
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Salve Amici!
Vorrei indicare una cosa sulla disfatta di teutoburgo. Per quel che ho visto dai documentari di Ulisse la missione di Teutoburgo differiva dalle altre perch� questa era una spedizione di "colonizzazione" in quanto In germania non andarono solo soldati ma anche civili. Infatti la strage fu immane. Questo fatto dimostra una sottovalutazione da parte di Augusto del pericolo che avrebbero incontrato truppe e coloni. quindi a differenza delle battaglie sopra citate(Azio,Zama ecc...)fu un' imboscata tesa da Arminio(se non sbaglio cos� si chiamava il cavaliere un tempo alleato di Roma) che sognava di riunire le trib� barbare contro Roma.Forse proprio questo diverso significato della missione port� alla grave sconfitta. Correggetemi se sbaglio.
Historia Magistra Vitae |
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Tiberio Claudio Nerone
Membro Senior
   
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Posted - 28/05/2004 : 10:39:42
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quote:
Originally posted by Sulla
. Per tutto il I d.C. secolo d. C., e ancora nel II d.C., le fonti Teotoburgo sono pervarse da un senso (sebbene non rileazione alla conquista della Germania transrenana, che pure e' attestata da una quantita' di ritrovamenti) rovina, disfatta, catastrofe e quasi d`imbarazzo al cui confronto Canne �' un lieto ricordo. V
Sulla, a completmento di quanto ho scritto sopra, permettimi per� di far rilevare che questa affermazione � storicamente inaccettabile almeno quanto quelle che fanno passsare Teutoburgo per una scaramuccia.
Certo, col senno di poi Canne resta una sconfitta rimediata, teutoburgo no.
Per� il clima dopo il Trasimeno e dopo Canne non ha uguali nella storia di roma (se non, forse , dopo Adrianopoli), l'esistenza stessa della romanit� fu in forte pericolo, la gente si aspettava "Annibale alle porte" da un momento all'altro, la figura del condottiero cartaginese aveva assunto nell'immaginario pubblico aspetti quasi mitologici di imbattibilit�, Roma tir� fuori addirittura i sacrifici umani - cosa non certo comune nella sua storia- perch� non si sapeva pi� dove appigliarsi.
Il senso di fine incombente non ha certo uguali , nemmeno dopo teutoburgo.
A Canne furono distrutte 8 legioni, e con esse il senso di sicurezza dei romani.
Certo, dopo ci sono stati un Quinto Fabio Massimo quando ci fu bisogno di temporeggiare ed un Scipione quando fu il momento di contrattaccare, certo non un Germanico.
Ma questo � il "dopo", e non deve influenzare il giudizio sulla battaglia.
Teutoburgo, seppur importante per i motivi che elenchi tu, (e che condivido, in quanto la decisione secondo me evidente che la Germania transrenana "non valeva pi� la pena" fu presa molto dopo e fu sicuramente anche conseguente a Teutoburgo) resta secondo me - ma pi� che altro secondo qualunque storico di roma che io abbia letto - una sconfitta di categoria inferiore rispetto a Canne e Adrianopoli - e probabilmente anche a quella del fiume Allia, per quanto di quella battaglia si sappia poco o nulla.
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Dragonerosso
Membro Iunior
 
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Posted - 28/05/2004 : 17:59:58
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quote:
Originally posted by Sulla
Crao Dragonerosso,
tornando al tema del dibattito, le tue conclusioni sulla sconfitta di Varo mi lasciano alquanto perplesso. Sul fatto che la sconfitta Tetoburgo non sia stata una catastrofe politico-militare dagli sconosciuti rivolti economici, questa e' pura falsita' e mistificazione filoromana, Vale
Ol跐�.... Mistificazione filoromana.....
Ragazzi.... calma.......
Possibile che ci debba essere sempre mistificazione.......
Allora dovremmo dire, visto che parliamo di sconfitte, che la partia non fu conquistata perch� ci fu Carre?
Eppure da Traiano a Giuliano, quanti cesari romani sono andati e tornati in Partia.....
Io, logicamente affermo, che la politica imperiale, al di l� del Reno, e proprio recentemente � uscito un saggio che critica gli storici che giudicano inferiori le conquiste augustee di Druso, rispetto ai combattimenti in Germania......, fu lasciata cadere per mancanza di possibilit� di vittorie strategiche.....
Il Brizzi, nella sua storia di roma, e nel suo saggio, su 'Il guerriero, l'oplita e il legionario'....
Ci dice che la legione del primo secolo, era praticamente un'arma invincibile......
e secondo voi quest'arma, poteva aver paura di 10 trib� coalizzate?....O di venti?.....
Il discorso � indubbiamente complesso, ma dai, farlo passare come sindrome filoromana.....
Fondamentalmente, il disastro di Varo, lo leggiamo dalle solite fonti della rivincita di germanico.....
E non penso propiro che i germani volessero solo fare la guerra ai romani.......C'era Arminio, ma anche suo fratello, che stava dall'altra parte, con i romani......
Figuriamoci quanti altri fratelli di arminio erano con l'impero......
Vale
Hic manemibus optime
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