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 le Forze Armate dell'Impero
 L'Esercito
 Gara di strategie..
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo

2099 Posts

Posted - 04/07/2005 :  15:52:07  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave! Non c'� effettivamente paragone, tranne forse nelle forze militari predominanti, e comunque non possono sminuire gli Italiani, noi a contrario degli Americani disponiamo di una serie di tradizioni ed origini che ci allacciano direttamente all'Imperivm.

Aurelio Ventidio Aquila
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo

2099 Posts

Posted - 04/07/2005 :  15:56:15  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Inoltre c'� da considerare anche il fattore delle nostre forze armate, l'Esercito Italiano e la Marina Militare Italiana dispone di unit� che prendono il nome (e secondo me derivano direttamente) dalle antiche Legioni, senza contare il fatto che in tutta l'europa le nostre sono le forze armate in cui gli USA fanno pi� affidamento come alleati, anche se poi sorgono problemi di collaborazione visto il loro scarso metodo di addestramento, credo tu abbia sentito la notizia che gli americani vogliano addestrare alcuni reparti del LORO esercito qui in Italia da nostri istruttori.

Aurelio Ventidio Aquila
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo

2099 Posts

Posted - 04/07/2005 :  16:18:00  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave!
Scusate, nella foga e nell'eccitazione di conversare e di esaltare Roma ho tratto argomenti politici.
Non sono qui per fare politica, almeno non di questa era...

Aurelio Ventidio Aquila
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

2371 Posts

Posted - 04/07/2005 :  16:39:34  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Stai tranquillo...non hai scritto niente di cos� scandaloso...l'importante � che non parliamo di politica..poi se scappa una battuta ogni tanto non succede nulla...l'importante � non esagerare..

Lucio Emilio Paolo
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo

2099 Posts

Posted - 04/07/2005 :  22:07:17  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Ave!
Che altro potrei dire, devo ammettere di non essere molto ferrato sulla materia delle strategie e tattiche di combattimento antico, anche se alcune di queste si posso usare benissimo ancora oggi.
Passo la parola a chiunque abbia maggior conoscienza.

Aurelio Ventidio Aquila
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Ispanico
Membro Adventus

5 Posts

Posted - 24/07/2005 :  00:48:20  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
quote:
Originally posted by Aurelio Ventidio Aquila

Ave!
Che altro potrei dire, devo ammettere di non essere molto ferrato sulla materia delle strategie e tattiche di combattimento antico, anche se alcune di queste si posso usare benissimo ancora oggi.
Passo la parola a chiunque abbia maggior conoscienza.

Aurelio Ventidio Aquila


E' vero basta guardare le moderne polizie che usano schieramenti che possono ricordare le antiche shiere di un esercito pronto a travolgere il nemico... solo che questi prima sparano i lacrimogeni!
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

2371 Posts

Posted - 24/07/2005 :  14:48:06  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
giustissimo....ma che ne dite di tornare alla discussione iniziale?

Lucio Emilio Paolo
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

2371 Posts

Posted - 15/08/2005 :  21:01:19  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
nesuno vuole pi� continuare questa gara di tattiche e strategie?

Lucio Emilio Paolo
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Aurelio Ventidio Aquila
Membro Antiquo

2099 Posts

Posted - 16/08/2005 :  00:12:43  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Beh sono un'esperto di strategie moderne non di quelle antiche, o almeno non conosco molte strategie dell'antichit�.

Aurelio Ventidio Aquila
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

1249 Posts

Posted - 16/08/2005 :  00:55:44  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Beh c'� il Torchio anche se era pi� tardo imperiale...

Ci si appostava con i legionari in egual parte apostati su due alture una di fronte all'altro, si aspettava che nell'avallamento passasse l'esercito nemico e lo si comprimeva ai lati, avanti o dietro poi arrivava la cavalleria....


Fra le mie preferite c'� quella di Zama
Pont Max Lucius Antonius Primus Firnus

FIAT IVSTITIA NE PEREAT MVNDVS

Iustitiam quaerimus,rem omni auro cariorem.

Edited by - Lucius Antonius Primo on 16/08/2005 01:08:30
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Lucius Antonius Primo
Membro Antiquo

1249 Posts

Posted - 16/08/2005 :  01:17:50  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
La scuola militare di Amilcare Barca doveva essere ottima: i suoi tre figli Asdrubale, Magone e Annibale furono generali eccellenti. Annibale, in particolare, ha un posto di riguardo tra i geni dell'arte militare e rimarr� per sempre il miglior comandate di truppe mercenarie della storia.
L'arte militare di Annibale trova origine nella tradizione ellenistica, ma per la sua intima grandezza si rende indipendente ed autonoma da essa.
La cultura di Annibale � greca: greco di Sparta il suo precettore, greci gli intellettuali che frequentava, greca la lingua nella quale dettava le sue opere, andate purtroppo perdute, greco di Sicilia, infine, Sileno, lbo storico che, sempre al fianco del generale cartaginese, fu testimone delle sue guerre e fonte primaria di Polibio.
Prima di Annibale tre grandi condottieri avevano segnato il corso della dottrina militare ellenistica: Filippo di Macedonia, Alessandro e Pirro.
Filippo era stato il primo innovatore sotto il profilo tattico e organizzativo.
Alessandro aveva rilevato dal padre Filippo uno strumento militare nuovo ed originale e lo aveva saputo esaltare in ogni suo aspetto, mettendolo al servizio del proprio ineguagliabile carisma.

Pirro sistematizz� il sistema alessandrino con approfonditi studi teorici, che purtroppo non ci sono stati tramandati, e introdusse innovazioni che ne correggevano alcuni elementi di rigidit� emersi durante le guerre tgra i successori di Alessandro.
Annibale si innesta su questo tronco, ma per darne un'interpretazione assolutamente originale. Durante gli anni della Guerra Annibalica, infatti, nel mondo ellenistico l'arte militare prosegu� il cammino tracciato da Pirro cercando ad esempio di rendere pi� agile e manovriera la falange, articolandola in snodi.

Un processo che giunse al suo massimo sviluppo con Filopemene che batt� gli spartani a Mantineia (207 a. C.).
Non si compresero n� si studiarono i grandi passi compiuti in Occidente da Annibalhe.
Chi invece analizz� approfonditamente il sistema annibalico fu proprio il suo pi� acerrimo nemico, Publio Cornelio Scipione, e con profitto.
Nessuno meglio di Scipione si rese conto che Annibale aveva aperto un orizzonte inesplorato nell'arte della guerra, inventando un nuovo tipo di battaglia, e ne comprese tanto bene il meccanismo da diventarne il miglior interprete.
Per valutare appieno l'importanza storica del contributo di Annibale allo sviluppo dell'arte militare � necessario esaminare le caratteristiche dei tipi di battaglie che la precedettero: l'oplitica e l'ellenistica.

Nella prima, due opposte schiere di fanterie armate esattamente con la stessa panoplia,nel caso dei greci: grande scudo tondo, lunga lancia, corazza,,jsi scontrano frontalmente risolvendo la battaglia in un unico colpo.
Gli elementi che portano alla vittoria sono due: il numero dei combattenti e la loro qualit�. Vince chi ha gli uomini migliori o chi ne ha talmente di pi� da travolgere ogni resistenza con il peso dei numeri.

Il processo evolutivo che porta alla battaglia ellenistica complica non poco le cose. Innanzitutto ci fu una consistente differenziazione tra le tipologie dei combattenti. Ai fanti armati pesantemente si aggiungono anche i cosiddetti fanti leggeri, che con le loro armi da getto e la mobilit� che � consentita loro dall'assenza di pesanti scudi o corazze, possono gravemente nuocere ai primi.

C'� la cavalleria pesante, la quale combinando l'imprevedibilit� della propria velocit� alla potenza del proprio urto pu� assestare colpi improvvisi sfruttando i momenti di debolezza dell'avversario.

C'� la cavalleria leggera, infine, che pu� superare in agilit� tanto la cavalleria pesante quanto i fanti leggeri e sfruttando a dovere questa caratteristica pu� tenere impegnati avversari pi� forti e numerosi, eventualmente anche attaccandoli dopo averli esasperati con un continuo movimento elusivo e fiaccati con le armi da tiro.

Gli interventi di Filippo II e del figlio Alessandro conducono alla tattica macedone e alla battaglia ellenistica. Il fulcro di questo dispositivo tattico � il coordinamento tra i 4 tipi di truppe citati, affinch� sia dato modo alle truppe di elite (usualmente la cavalleria pesante), di esplicare nelle migliori condizioni possibili tutta la propria forza in un colpo che decida la battaglia. � il concetto di ''armi combinate�, mediante il quale si tende da un lato a valorizzare al massimo i propri pregi, minimizzando, invece, quelli degli avversari, e dall𠿟ltro a nascondere i propri difetti aspettando il momento in cui l𠿟vversario esponga i suoi.

La combinazione delle diverse armi genera una sommatoria che � maggiore della semplice 𦽳omma algebrica delle forze�, perch� l'organizzazione gli d� un qualcosa in pi�.
Un processo indirizzato alla finalizzazione del colpo risolutivo, che viene sferrato dalla cavalleria pesante, di norma, perch� essa possiede sia la velocit� per sfruttare il momento propizio, sia la forza d𠌊rto per essere decisiva.
� indubbiamente un enorme passo avanti rispetto alla tattica oplitica, ma Annibale va oltre.

In primo luogo ribalta il fine della tattica: non pi� quello di sfruttare al meglio i propri punti di forza scatenandoli su quelli di debolezza avversari, bens� creare l'insieme di condizioni che rendono inevitabile la sconfitta del nemico facendolo diventare debole proprio l� dove questa debolezza � la condizione necessaria e sufficiente per la sua sconfitta.

Per riuscire in questo disegno, il comandante cartaginese deve rinnovare profondamente anche il concetto di armi combinate. Nella sua mente la battaglia � un tutto unico: certo, lo scontro sul campo sar� diviso in momenti e in azioni diverse, ma in realt� si tratta di un solo, unico movimento compiuto dall'esercito nel suo complesso. L𨬓sercito non � un 𧗽nsieme di parti organizzate� come era l'esercito ellenistico: le truppe, il loro schieramento e il piano di battaglia sono un𠌊nica materia finalizzata alla vittoria.

Di Annibale � sempre stata esaltata, e a ragione, l'abilit� nella guida delle truppe mercenarie provenienti dalle pi� svariate regioni del mondo. E si sottolinea la sua abilit� nel trasformare bande tribali rozze e feroci in uno strumento di vittoria.

� errato, per�, parlare di 懀rasformazione�: pi� corretto, invece, di adattamento ad un sistema, di assegnazione di un ruolo nell'ambito del piano di battaglia.
Annibale,e Scipione con lui,� un eccezionale "autore-regista" di battaglie: come un autore-regista di cinema o di teatro inventa una trama, scrive un copione, assegna le parti agli attori e li guida e li istruisce nell'interpretazione, altrettanto Annibale fa nelle sue battaglie, che non per nulla sono considerate dei capolavori dell'arte militare: si contano sulla punta delle dita i comandanti militari che sono riusciti a fare una battaglia di tipo annibalico durante tutta la loro carriera: i pi� si sono limitati a diventare famosi per battaglie di tipo ellenistico-alessandrino.

Annibale pone grandissima cura nello studio psicologico dell'avversario e fa leva sul carattere del nemico per ottenere quei vantaggi che si rivelano poi decisivi sul campo di battaglia.

Esaminiamo, dunque, in estrema sintesi le tre pi� famose battaglie di Annibale, per cercare di comprenderne meglio il meccanismo.

Alla Trebbia (218) Annibale aveva informazioni precise sul carattere dei consoli: conosceva l'impulsivit� di Sempronio Longo, ed aspett� il giorno in cui era al comando lui e non Publio Cornelio Scipione (il padre...) tra l'altro ferito in una schermaglia e salvato da Publio Cornelio Scipione (il figlio) per tendere una trappola all'esercito romano ed attirarlo in battaglia: 1.000 cavalieri numidi e 1.000 fanti leggeri furono occultati in un'imboscata al comando di Magone e quindi, all'alba, il resto dei numidi fu inviato a molestare il campo romano. Nel frattempo Annibale si assicurava che i suoi uomini facessero una colazione calda e si proteggessero dal freddo ungendosi d'olio. Sempronio reag� secondo quanto previsto, portando le truppe fuori dal campo senza nemmeno farli mangiare, dando subito la caccia ai numidi con la cavalleria ed inseguendoli oltre la Trebbia, gelata per il freddo. Cos� i romani si schierano oltre il fiume e quando il movimento avvolgente di Annibale e l'attacco alle spalle di Magone li manda in rotta, molti perirono annegati nella Trebbia. Le perdite di Annibale furono leggere, soprattutto galli: truppe che egli usava cinicamente in posizione molto esposta per assorbire gli attacchi dei romani.

Al Trasimeno (217) Annibale provoca i romani ad inseguirlo dopo aver devastato il territorio etrusco. Quindi si incammina lungo la riva del lago Trasimeno e lo supera, ma le sue fanterie leggere e galliche si dispiegano per vie nascoste lungo la cresta che lo costeggia. Quando il console Flaminio, ripreso l'inseguimento senza un minimo di ricognizione, si accorge che spagnoli ed africani gli bloccano il passaggio, tenta di schierarsi in battaglia, ma � perfettamente inutile, perch� l'inaspettato attacco sul fianco ne ha gi� decretato la sconfitta.

A Canne (216) Annibale si super�. Il centro a forma di mezzaluna, la fanteria africana divisa sui due fianchi, un'ala di cavalleria forte ed una debole: � tutto un unico meccanismo finalizzato alla distruzione di un'armata nemica che si � fatta confinare in uno spazio ristretto. La formazione di fanteria va letta nella sua simmetria, dividendola per un asse centrale: si tratta di un doppio "fianco rifiutato rinforzato", ovvero di due diagonali accostate con le estremit� "forti": una, quella proiettata verso il nemico, per resistere il pi� possibile alla sua pressione, e dare il tempo materiale alla seconda, quella lontana, di operare l'aggiramento, i cui tempi sono dettati e scanditi dall'azione della cavalleria, che deve sopraffare le ali nemiche per chiudere e completare l'aggiramento.

La cavalleria pesante compie un'azione non comune nella storia militare: addirittura una tripla carica, dimostrando di essere non solo sotto controllo, ma eccezionalmente misurata nello sforzo. Prima sconfigge la cavalleria romana sulla propria ala, poi gira dietro lo schieramento per andare a distruggere quella opposta, che i numidi hanno tenuto a bada con le loro schermaglie, e infine assesta il colpo mortale alla fanteria attaccandola alle spalle. Ma � errato credere che sia la cavalleria a vincere la battaglia: essa completa e corona un'opera gi� iniziata dalla fanteria: e ogni parte fornisce un contributo essenziale ed irrinunciabile



Pont Max Lucius Antonius Primus Firnus

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Publicola
Membro Iunior

46 Posts

Posted - 19/11/2005 :  16:17:27  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
Beh tattiche e strategie militare ce ne sono state molte.
Anniabale, Napoleone, Cesare e Scipione africano sono stati dei veri geni.
Una bella � quella di Epaminonda contro Cleombroto degli Spartani.
I tebani si erano schierati in diagonale, posizionando il maggior numero di forze su un punto preciso, ossia l'estremit� della diagonale che tendeva verso il nemico. Gli spartani, invece, con i loro imbattibili opliti, erano disposti in fila.
mentre il resto della fila tebana doveva ancora iniziare il combattimento, e concentrando le proprie forze su un punto avversario, mise in rotta quelle avversarie, schiacciate dalla superiorit� numerica.

"Ci� che facciamo in vita riecheggia nell'eternit�!"
"Solo i morti hanno visto la fine della guerra"(Platone)
"Quello che � giusto � sbagliato, quello che � arrivato se n� andato, quello che � chiaro e luminoso non � cos� sicuro. Tutte le promesse diventano menzogna. Tutto ci� che � benevolo si corrompe nel tempo(Graffin, Bad Religion)"
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Gladivm
Membro Iunior

61 Posts

Posted - 22/11/2005 :  19:09:53  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
principe con tutto il rispetto ma non credi che sia una bambinata?


Enrico Forzese
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Lucio Emilio Paolo
Principe del Foro

2371 Posts

Posted - 23/11/2005 :  16:13:46  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
quote:
Originally posted by Gladivm

principe con tutto il rispetto ma non credi che sia una bambinata?


Enrico Forzese



de gustibus....io vado matto per tattiche e strategie....la mia idea era di elencare tutte quelle che conosciamo....tu ne conosci qualcuna?

http://farestrategie.forumfree.net/
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Gaius Rutilius Lupus
Praefectus Praetorii

311 Posts

Posted - 23/11/2005 :  16:32:55  Mostra il Profilo di questo membro  Invia una epistula electronica a questo membro  Rispondi con una citazione di questo messaggio
A me sembra un' iniziativa interessante...

Contribuir� nn appena mi sar� possibile ( il lavor incalza...)


FORTIA ET HONOR!

Claudius Julius Lupus

ROMA SEMPER VICTRIX
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