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Publio Cesare "Niceforo"
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Posted - 05/07/2004 : 22:51:29
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che la cavalleria sia stata mongola o no, rimane sempre il fatto che,senza un ottimo supporto logistico e senza altrettanto ottimi generali, un'ipotetica impresa russa risulterebbe impossibile,per gli enormi spazi soprattutto.
Vis,ordo honosque |
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Quinto Sertorio
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Posted - 06/07/2004 : 16:05:08
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spazi e territorio qui son d accordo per non parlare del clima
per mongola io
rmtendevo una "forza " militare organizzata come quella di Gengis khan
Per quanto valida e tendo conto delle tecnologie dell epoca ,, temo l organizazione romana non sarebbe comunque stata sufficente |
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Titus
Membro Antiquo
    
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Posted - 06/07/2004 : 19:22:41
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Scusatemi spero di non sbagliarmi ma la potenza mongola non � da associare al suo tempo? Mi spiego: La cavalleria Mongola al tempo in cui la potenza romana era all' apice era quella di Gengis Kahn oppure ancora si doveva sviluppare?
Historia Magitra Vitae |
Edited by - Titus on 06/07/2004 19:23:55
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Quinto Sertorio
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Posted - 07/07/2004 : 18:38:01
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ai tempi dell apice delal potenza romana penso che una popolazioen chiamata mongoli non esistesse nemmeno ,,,, ma qui piu che di mongoli alla letetra credo si parlasse di popolazioni similari o antesignane ,,,
Tenedo da conto che qui andrebbe distinto poi fra russia asiatica e russia bianca ,,, |
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Titus
Membro Antiquo
    
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Posted - 08/07/2004 : 09:12:54
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Ma vedi Quinto � questo il punto!Roma come ho spiegato in un' altra sezione non � nata forte, ma lo � diventatata assimilando e migliorando ulteriormente quello che di buono gia c' era delle popolazioni locali!Probabilmente se i romani fossero riusciti a espandersi ulteriormente ad oriente probabilmente avrebbero asimilato la cultura militare delle terre vicine e ne avrebbero migliorato la qualit� delle guerre.Io penso che l' epansione di Roma si � fermata come � stato detto in precedenza per ragioni prettamente logistiche e politiche.
Spero di aver reso l' idea....
Historia Magistra Vitae |
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Publio Cesare "Niceforo"
Membro Adventus
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Posted - 21/07/2004 : 22:39:39
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molto probabilmente � stato un bene che l'impero abbia frenato la propria espansione ai limes germanici e alla mesopotamia.
In fondo, oltre non si estendevano altro che territori selvaggi,spesso aridi, scarsissimamente popolati e ancor meno controllabili.
magari un'altra espansione territoriale avrebbe fatto crollare la Rom跣ia uno o due secoli prima...
Vis,ordo honosque |
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Titus
Membro Antiquo
    
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Posted - 22/07/2004 : 10:20:14
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E' Vero Publio. Ma penso che questo ragionamento valga nel momento in cui Roma abbia un potere centralizzato nelle mani di un solo uomo! Se invece nei secoli successivi Roma si fosse evoluta politicamente fore dando pi� peso alla tetrarchia(magari concepita in modo un po' diverso da come l' aveva impostata Diocleziano) dove abbiamo una prima divisione dei poteri e dei controlli sui vari territori forse questo avrebbe permesso a Roma di potersi ancora espandere seguendo una spece di "Divide et Impera"(Spero non sia fuori luogo).
Hitoria Magistra Vitae |
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Sulla
Membro Antiquo
    
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Posted - 22/07/2004 : 15:34:45
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...mi sa che la tetrarchia � nata appunto in conseguenza della debolezza di Roma sia da un punto di vista politico che militare, sintetizzati nel fatto che Roma non divediva e non imperava niente di nuovo da parecchio. Altres�, sotto ogni forma, la tetrarchia era un potere impossibile... un idea di potere tramontato in poco pi� che un decennio, altro che nuove conquiste.....
Vale |
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Publio Cesare "Niceforo"
Membro Adventus
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Posted - 22/07/2004 : 16:17:53
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Dopo secoli di impero autocratico, l'idea di tetrarchia era naturalmente difficile da applicare: come � accaduto storicamente, nessun cesare e nessun augusto si � accontentato del suo ruolo, provando a scavalcare i colleghi-avversari
Vis,ordo honosque |
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Tiberio Claudio Nerone
Principe del Foro
    
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Posted - 22/07/2004 : 17:07:22
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Gi�, la tetrarchia era probabilmente pura utopia, considerando la natura umana.
Oltretutto, se non sbaglio e se ricordo bene, uno degli elementi fondamentali nell'idea di Diocleziano, che non era uno sprovveduto, era che qualunque, ma proprio qualunque elemento dinastico restasse completamente fuori dal discorso-tetrarchia, il che implicava che i tetrarchi (considerando tali per estensione anche quelli che sarebbe pi� esatto chiamare "esarchi"......) non si imparentassero tra loro e non imponessero parenti come propri Cesari, mentre dopo un quarto d'ora di tetrarchia Augusti e Cesari erano gi� quasi tutti cugini-nipoti-zii-cognati-nonni-a volte tutte queste cose contemporaneamente- l'uno dell'altro e creavano Cesari e Augusti tra i propri figli-figliastri-figliocci come nulla fosse.
Ci�, se non fu l'unica causa, sicuramente pes� molto sul marasma che ne segu�.
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Publio Cesare "Niceforo"
Membro Adventus
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Posted - 22/07/2004 : 22:29:04
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parentele a parte, alla fine Costantino ha sbattuto fuori un p� tutti.
e se non fosse andata cos�?
Vis,ordo honosque |
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Tiberio Claudio Nerone
Principe del Foro
    
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Posted - 22/07/2004 : 23:07:21
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beh, secondo me quando si parla di Costantino � per definizione impossibile dire "parentele a parte", perch� l'aspetto dinastico � fondamentale nella sua storia, in come � nata, in come si � sviluppata, in come � finita ed anche nelle conseguenze dopo la sua morte.
Se Costantino non fosse arrivato ad eliminare tutti gli avversari la storia di Roma sarebbe cambiata radicalmente, ma credo che sia impossibile dire come - troppe variabili, troppe opzioni. |
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Titus
Membro Antiquo
    
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Posted - 23/07/2004 : 11:13:14
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Cmq amici io non miriferivo alla tetrarchia come una soluzione politica,anche perch� la storia ci ha dato piena tetimonianza del suo fallimento. Invece mi riferivo a una soluzione che ,come la tetrarchia,cercasse di dividere il potere e ,soprattutto, il controllo dei territori creando una spece di "federazione" che facesse poi riferimento a Roma.(spero di aver reso l' idea)
Historia Magitra Vitae |
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Tiberio Claudio Nerone
Principe del Foro
    
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Posted - 23/07/2004 : 16:46:30
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Caro Titus,
lasciami esprimere il mio pi� nero pessimismo per ogni forma che preveda una divisione in aree di potere tra "uguali", senza cio� un potere centrale superiore.
Tutti i tentativi che sotto varie forme possono richiamare ad un concetto del genere, dai triumvirati alla tetrarchia, hanno fallito.
Il primo "nemico" di un simile sistema � la natura umana, portata all'ambizione, alla competizione.
Il secondo � l'insieme degli aspetti tecnici; un paio di esempi:
vi sono risorse o elementi che sono concentrati e non equamente distribuiti, quindi se si fa una divisione, chi ha l'Africa controller� sempre gran parte del grano dell'impero, chi controller� l'Italia avr� dalla sua pi� legittimazione politica e cos� via - tutte armi utilizzabili a scopo di ricatto per migliorare la propria posizione e peggiorare quella altrui - cosa che -tornando alla natura umana - verrebbe indubbiamente messa in atto.
Inoltre avere le risorse umane divise in 4,o5, o 6 per esempio, riduce grandemente l'efficacia militare sia per la pura quantit� che per la possibilit� ridotta di spostare e concentrare forze, limitando cos� le iniziative che non siano condivise da tutti - e di iniziative condivise da tutti ce ne sarebbero poche - chi controlla le Gallie perch� dovrebbe indebolirsi mandando proprie truppe al collega che vuole invadere la Parthia ed ingrandire la sua area?
Piuttosto, il tetrarca, o pentarca, o esarca dell'Asia cercher� di mettere fuori gioco il collega Gallico per utilizzare poi le sue risorse per i propri scopi.
Il fatto � che ognuno, storicamente, in situazioni simili ha guardato alla sua "area" come alla prima priorit�, ed al bene del "tutto" come qualcosa di molto molto meno importante.
Ci� porta a una separazione di elementi ben distinti, non certo ad un rafforzamento o ad una espansione.
Basta guardare la divisione tra impero d'occidente e d'oriente - � difficile vederli, se non in rarissime circostanze, due parti di una unit�.
Si tratta di due cose ben distinte, spesso in tensione e contrasto pi� o meno dichiarato.
Ricorderei l'episodio di Gildone, Comes Africae ai tempi di Stilicone, sobillato dalla corte orientale a ribellarsi contro Onorio ed a tagliarlo fuori dal "granaio dell'impero", esempio che riunisce in s� sia l'elemento di inevitabile rivalit� tra le due parti (particolarmente sentita in quel periodo per diversi motivi di cui si � gi� parlato lungamente) che il problema della concentrazione di risorse in determinate aree.
Sbaglier�, ma secondo me un potere centrale unico e ben definito � imprescindibile se non si vuole disgregare qualcosa; .... e gi� cos� non � facile, basti pensare a quanti Comites sono diventati usurpatori.....
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HariSeldon
Membro Novo

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Posted - 29/07/2004 : 10:06:09
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e' anche vero che un territorio vasto, senza lunghi tempi di assimilazione, e' un grosso problema, perche' il nemico non e' piu' all'esterno, ma all'interno!
http://www.vrbe.org |
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